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Tre donne chirurgo modenesi, invitate in Iran al Congresso della Società di Chirurgia del Medio Oriente

La dottoressa Micaela Piccoli, la dottoressa Fouzia Mecheri e la dottoressa Francesca Pecchini invitate come moderatrici e relatrici

Da Sinistra Fouzia Mecheri, Micaela Piccoli, Francesca Pecchini
Da Sinistra Fouzia Mecheri, Micaela Piccoli, Francesca Pecchini

La Chirurgia d’Urgenza dell’Ospedale Civile di Baggiovara protagonista, dal 24 al 28 Ottobre 2017 al 17° Congresso Internazionale della MMESA (Mediterranean and Middle-eastern Endoscopic Surgery Association), nata in Libano nel 2001, con lo scopo di diffondere la chirurgia laparoscopica, mini-invasiva e robotica nei paesi del mediterraneo, coordinando e promuovendo la formazione scientifica teorica e pratica. Vengono, infatti, da Modena tre delle quattro donne chirurgo invitate, come moderatori e relatori, al Congresso che si è svolto a Isfahan, città imperiale in Iran. Si tratta della dott.ssa Micaela Piccoli e la dott.ssa Fouzia Mecheri della Chirurgia Generale, d’Urgenza e Nuove tecnologie dell’Ospedale Civile di Baggiovara e la dott.ssa Francesca Pecchini specializzanda, al terzo anno, in chirurgia generale del Policlinico di Modena, assegnata in tirocinio pratico alla Chirurgia di Baggiovara.

La MMESA è un’associazione che difende i principi della pace e dello scambio culturale di tutte le nazioni, a prescindere dal credo religioso e politico, e che riunisce a tutt’oggi ben 32 paesi. Quest’anno il 17° Congresso Internazionale si è tenuto in Isfahan, città imperiale dell’Iran. Dall’Italia sono arrivati 16 chirurghi provenienti dalla maggiore scuole chirurgiche della nostra nazione, altrettanti dalla Francia, diversi chirurghi dalla Spagna, Portogallo, Malta, Inghilterra, Georgia, Giordania, Siria, Svizzera, Germania, Turchia. Tra i soci fondatori di MMESA c’è il dottor Gianluigi Melotti, già Direttore della Chirurgia Generale di Baggiovara.

I temi esposti dalle tre chirurghe modenesi sono stati: la chirurgia endoscopica e robotica della tiroide (dott.ssa Piccoli), la chirurgia laparoscopica dell’obesità (dott.ssa Mecheri) ed il trattamento robotico dei tumori (GIST) gastrici (dott.ssa Pecchini). La dott.ssa Piccoli è stata anche “Chair” (Moderatore) di una sessione sull’approccio mini invasivo alla patologia gastroenterica.

È stata una bellissima esperienza – ha raccontato la dottoressa Micaela Piccoli - in un paese di certo complesso ma dotato di un fascino incredibile. Il rettore dell’Università di Isfahan è una donna e questo credo sia molto importante. Numerose sono anche le studentesse in Medicina che, però, hanno molte limitazioni sulle scelte delle specializzazioni che vedono come enorme barriera l’eventuale incompatibilità con una vita da mamma e moglie. Insomma, uno scambio culturale davvero interessante e umanamente molto toccante.”

Molto interesse ha riscosso la relazione sulla chirurgia robotica e sono molti i chirurghi iraniani che hanno chiesto di venire a Modena per imparare le nuove tecniche e di creare degli scambi tra Modena e Teheran o altre città dell’Iran. “Non avendo il robot -ha aggiunto la dottoressa Fouzia Mecheri –i colleghi iraniani sono molto interessati all’approccio endoscopico trans ascellare alla tiroide, fattibile nei casi più semplici che non necessita del robot. L’approccio mini-invasivo e robotico allo stomaco è stato l’altro argomento che ha suscitato molto interesse, dato che l’esperienza della Chirurgia di Baggiovara, vanta una tradizione oramai decennale in questo campo”.

Per me è stata una bellissima esperienza – ha concluso la dottoressa Francesca Pecchini - La cosa più bella è stato vedere arrivare insieme uno sciame di ragazze entusiaste, avvolte da foulard neri, tutte studentesse. Una ragazza si è avvicinata dicendomi che il suo sogno irrealizzabile sarebbe stato quello di diventare un cardiochirurgo, ma per loro uscire di notte in caso di urgenze non sarebbe stato possibile. Sono esperienze molto forti, soprattutto dal punto di vista umano. Fare cultura significa non solo trasmettere conoscenze ma anche imparare a rapportarsi con realtà molto diverse dalle nostre”.