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Parla modenese l'imminente congresso internazionale di Dermatologia che inizierà lunedì 10 giugno a Milano

Il prof. Giovanni Pellacani è presidente del meeting ed il prof. Michele De Luca è uno dei relatori

Giovanni Pellacani
Giovanni Pellacani

Il prof. Giovanni Pellacani di Unimore, Direttore della Struttura Complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena presiederà il 24esimo Congresso internazionale di Dermatologia, WCD2019, che si terrà a Milano dal 10 al 15 giungo. Con lui nel capoluogo lombardo tra i relatori centrali di questo evento anche il prof. Michele De Luca, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” di Unimore.
Affidata al prof. Giovanni Pellacani di Unimore, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia, la Presidenza del World Congress of Dermatology (WDC2019), che si terrà a partire da lunedì 10 giugno a Milano.

Siamo molto orgogliosi che il World Congress of Dermatology – ha affermato il prof. Giovanni Pellacani di Unimore - torni in Italia dopo 47 anni.Tra i temi del Congresso, giunto quest’anno alla 24esima edizione, troviamo i nuovi farmaci appena arrivati sul mercato, come quelli per la cura della psoriasi capaci di far scomparire la malattia con altissimi profili di sicurezza; le tecnologie diagnostiche non invasive che consentono di fare meno biopsie; le nuove frontiere della medicina estetica che non punta più al riempimento ma al rimodellamento ed alla rigenerazione dei tessuti”.

L’evento, che si tiene ogni quattro anni dal 1889, riunendo esperti provenienti da tutti i continenti per condividere esperienze e conoscenze, rappresenta un’occasione unica per approfondire le più recenti scoperte scientifiche, i progressi ottenuti e il loro impatto nella pratica ospedaliera. “Particolare risalto – aggiunge Giovanni Pellacani - sarà dato agli scenari futuri della ricerca e della dermatologia clinica”.
Oltre al modenese Giovanni Pellacani, spicca nel programma di questo appuntamento che terminerà il 15 giungo la presenza di un altro illustre docente modenese il prof. Michele De Luca, professore all’Università di Modena e Reggio Emilia e Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari”, studioso delle cellule staminali epiteliali, famoso per aver curato e salvato la vita alcuni anni fa a un bambino siriano affetto dalla epidermolisi bollosa, una grave malattia genetica, grazie ad una innovativa terapia genetica cellulare.

 

Nuove frontiere per la diagnosi precoce del melanoma: meno asportazioni e risparmio economico. Una ricerca di Unimore dimostra un più alto livello di accuratezza diagnostica della RCM (96%) rispetto alla Dermoscopia (90%)

Un risparmio economico di 200 mila euro per ogni milione di abitanti per anno e la riduzione di oltre il 50% delle asportazioni: sono questi gli elementi concreti più rilevanti che emergono da uno studio di Unimore sulla diagnosi precoce del melanoma. La ricerca dimostra un più alto livello di accuratezza diagnostica della Microscopia Laser Confocale (96%) rispetto alla Dermoscopia (90%).
I dati, in corso di pubblicazione, evidenziano la performance diagnostica su lesioni equivoche per la diagnosi di melanoma: sensibilità (capacità di trovare il melanoma): RCM=96% vs. Dermoscopia=90%; specificità (nevo benigno anche se sospettato come melanoma): RCM=56% vs. Dermoscopia=38%.

“Una percentuale del 96% è altissima in medicina, vuol dire la precisione con cui identifichiamo -dichiara il prof. Giovanni Pellacani, a capo del Dipartimento di Dermatologia di Unimore - la nuova tecnologia è rapida nell’acquisizione, in uno, due minuti si riesce a valutare una lesione a livello istologico”.

Il progetto di ricerca, finanziato dal Ministero della Salute, ha esaminato tremila casi (si hanno i dati sui primi duemila). Hanno partecipato, oltre a Unimore, l’IRCCS di Reggio Emilia e l’IRST di Mendola. Lo studio ha previsto due gruppi: uno con l’uso della sola dermoscopia e l’altro anche con l’utilizzo di Microscopia Laser Confocale.
Senza utilizzo di confocale: 3 nevi benigni tolti per trovare un melanoma.
Con Confocale: 1,4 nevi benigni tolti per trovare un melanoma.

Percentuale di asportazione di nei benigni risparmiata: 64%.
“È la prima volta che viene fatto uno studio così preciso e impegnativo come risorse – spiega il prof. Pellacani – in questo modo possiamo togliere meno nevi e più melanomi con un risparmio elevato di 200 mila euro ogni milione di abitanti ogni anno per il Sistema sanitario nazionale”.

Scenario generale
La diagnostica del melanoma cutaneo negli ultimi anni grazie all’utilizzo di metodiche non invasive quali la videodermatoscopia ha aumentato la sua accuratezza diagnostica, permettendo così di diagnosticare quei nevi che potrebbero sembrare nevi ma che sono in realtà melanomi. Tale diagnosi avviene così in modo precoce, in fase iniziale prima che il tumore possa creare problemi. La diagnostica non invasiva per lesioni cutanee della nostra pelle negli ultimi anni si è ulteriormente evoluta con metodi diagnostici ancor più accurati che “scannerizzano” il nevo e permettono così la loro esatta diagnosi. Tra le metodiche più innovative la Microscopia Laser Confocale che con una capacità risolutiva simile a quella istologica permette una esatta diagnosi sia di melanoma sia di una eventuale benignità evitando escissioni chirurgiche non necessarie. Basta quindi sottoporsi ad un’accurata visita con questa strumentazione di tutti i nevi del nostro corpo, con tale screening si evita così che il melanoma possa essere diagnosticato troppo tardi.