
Grazie al PDTA il paziente riceve i trattamenti più efficaci, più sicuri, nei tempi e nei luoghi adatti per curare nel miglior modo possibile la sua malattia, con un’attenzione particolare non solo agli aspetti clinici ma anche a quelli relazionali e comunicativi.
Nell’ambito della patologia neoplastica, il cancro del polmone costituisce
la più importante causa di morte e di invalidità in tutto il mondo, prevalentemente nel sesso maschile. Nel 2024 in Italia sono state stimate circa
45.000 nuove diagnosi di tumore del polmone, che rappresentano l’11% di tutte
le nuove diagnosi di tumore (15% nei maschi e 7,5% nelle femmine).
Lo
sviluppo dei tumori polmonari è legato alla diffusione del principale fattore
di rischio, il fumo di tabacco: le tendenze alle variazioni nel tempo e a
seconda delle regioni geografiche riflettono chiaramente le differenze e le
modifiche dell’abitudine al fumo. Il fumo si ritiene sia responsabile dell’85%
dei casi di tumore del polmone. Il rischio è correlato al numero di sigarette
fumate al giorno, alla durata dell’abitudine e al contenuto di catrame delle
sigarette. Rispetto ai non fumatori, il rischio dei fumatori considerati in
toto è di 14 volte ma sale a 20 per i forti fumatori (>20 sig al giorno).
Anche i fumatori passivi presentano un aumento del rischio, tra il 20% e il
50%, rispetto ai non fumatori. Il rischio inizia a calare solo dopo circa 15
anni dopo la cessazione del fumo.
Esiste
una percentuale di circa il 20% di pazienti in cui lo sviluppo del tumore del
polmone non è correlato al fumo, ma che presentano una alterazione genetica di
tipo somatico come meccanismo patogenetico. Questi pazienti solitamente
presentano età più giovane e sono candidabili a trattamenti specifici, che
hanno come obiettivo l’alterazione patogenetica.
I sintomi
I sintomi legati al tumore del
polmone possono essere causati dalla malattia primitiva che si sviluppa
all’interno del torace, come dolore toracico, difficoltà alla respirazione
(dispnea), tosse, emissione di sangue con la tosse (emoftoe/emottisi). Oppure
possono essere causati dalla presenza di metastasi a distanza: sintomi
neurologici (quali vertigini o cefalea) o dolori ossei o articolari,
soprattutto se di nuova comparsa. Infine, si possono avere sintomi generali ed
aspecifici, soprattutto per neoplasie in stato avanzato: stanchezza e facile
affaticabilità (astenia), inappetenza e calo di peso, febbre oppure altre
condizioni legate all’immissione nel sangue di sostanze prodotte dal tumore
(sindromi paraneoplastiche).
Gli esami che servono a fare la diagnosi
Di solito il sospetto di tumore
del polmone viene posto sulla base di un radiogramma del torace o di una TC. La
TC è l’esame più importante per la diagnosi e la stadiazione (definizione
dell’estensione locale, regionale e a distanza) del tumore del polmone.
Complementare alla TC è la broncoscopia che si può completare con ecoendoscopia
bronchiale (EBUS), la quale permette una visualizzazione diretta del tumore, se
questo si sviluppa dentro ai bronchi e consente
di studiare le stazioni linfonodali adiacenti alle vie aeree. L’ecografia è
utilizzata raramente, soprattutto per evidenziare eventuali metastasi
addominali. La RM trova indicazione soltanto in alcune situazioni dubbie, a
livello soprattutto cerebrale. Infine, la PET (tomografia ad emissione di
positroni) permette di valutare le caratteristiche biologiche del tumore e può
fornire informazioni aggiuntive in senso diagnostico ma soprattutto stadiativo.
Per ottenere una diagnosi di
certezza (citologica o istologica) è possibile eseguire biopsie del tumore o
delle metastasi sotto guida TC, ecografica o in broncoscopia.
Il PDTA assicura l’erogazione di
questi esami nei tempi adeguati grazie a percorsi preferenziali e tutti sono
disponibili all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.
Gli accertamenti vengono eseguiti
normalmente in regime ambulatoriale (DSA, day service ambulatoriale) o, più
raramente, in regime di Day-Hospital o di Degenza Ordinaria.
Possono accedere al PDTA tutti i
pazienti che presentano una diagnosi sospetta o accertata di tumore del polmone
(primitivo o metastatico) e che accettano di essere seguiti in modo
multidisciplinare nell’ambito del PDTA stesso.
L’accesso al
PDTA viene regolamentato nell’ambito dell’incontro multidisciplinare. E’ in
questa occasione che il team di specialisti dedicati decide se il caso
presentato corrisponde ai criteri per essere incluso nel PDTA.
Di
solito il sospetto di neoplasia del polmone viene posta dal Medico di Medicina
Generale (MMG), dai Medici di specialistica ambulatoriale territoriale, da
medici specialisti ospedalieri o dai medici di Pronto Soccorso, che quindi
possono inviare il paziente a visita specialistica presso il Pneumologo,
l’Oncologo o il Chirurgo Toracico. Lo specialista provvede a presentare il caso
all’incontro multidisciplinare per l’eventuale inserimento nel percorso. Come
via alternativa il PDTA dispone di una Case Manager e di una Segreteria
Amministrativa, a cui il medico che abbia posto il sospetto di tumore del
polmone, può fare riferimento per introdurre il paziente alla discussione
multidisciplinare per l’eventuale inserimento nel PDTA.
Il
PDTA non rappresenta un centro di screening, per cui:
a)
non possono accedervi pazienti inviati direttamente da medici che non siano i
professionisti referenti del PDTA stesso. Soltanto i medici referenti del PDTA
possono decidere se inserire il paziente nel PDTA e questa decisione viene
presa sempre in ambito multidisciplinare;
b)
non possono essere inseriti casi soltanto sulla base di sintomi o di un
semplice radiogramma del torace: il requisito minimo per l’accesso al percorso
è una TC del torace che ponga il sospetto di tumore del polmone.
La
Case Manager ha sede presso il Centro Oncologico Modenese (COM), Padiglione
Beccaria, al Policlinico di Modena. E’ contattabile telefonicamente o per email
tel. 0594225445,- email: macca.annamaria@aou.mo.it. Inoltre la Case Manager funge da filtro alla segreteria,
valutando le richieste di accesso al percorso e, una volta che il paziente è
entrato nel PDTA, rimane a disposizione del paziente o dei medici esterni al
PDTA (MMG o altri specialisti) per fornire informazioni e chiarimenti o gestire
richieste di contatto o visite supplementari con i medici del PDTA.
La
sede della segreteria del PDTA è ubicata presso il Centro Oncologico Modenese
(COM), Padiglione Beccaria, al Policlinico di Modena. La segreteria è
contattabile telefonicamente o per email ai seguenti recapiti: tel: 0594225848
– Fax: 0594223171 - e-mail: pdtapolmone@aou.mo.it
La valutazione collegiale e la presa in carico
Con
il progredire delle conoscenze l’approccio diagnostico e terapeutico al tumore
del polmone diventa sempre più complesso. L’elevato livello di specializzazione
raggiunto rende necessaria la formazione di un team di più specialisti, ognuno
competente per la propria materia. L’adozione di un approccio multidisciplinare
è fondamentale per assicurare il miglior percorso diagnostico-stadiativo e
terapeutico possibile.
La
valutazione collegiale si svolge durante un incontro multidisciplinare
settimanale, a cui partecipano gli specialisti del PDTA, e che rappresenta il
momento di valutazione collegiale polispecialistica dei pazienti che accedono
al percorso o che vi sono già inseriti.
All’incontro partecipano i referenti medici di tutte le specialità
afferenti al PDTA e il referente infermieristico (case-manager).
Ogni decisione sostanziale relativa a qualsiasi fase del percorso
(diagnosi, stadiazione, terapia, follow-up) viene presa in tale sede.
A questo incontro non è presente il
paziente, che sarà poi contattato e informato sulle decisioni prese quando si
recherà a visita dalla specialista che lo ha preso in carico. Gli altri
specialisti del PDTA rimangono a disposizione per vedere il paziente a visita
qualora questi lo richiedesse.
Una
volta che il paziente è entrato nel percorso, esso viene affidato a uno dei
medici referenti del PDTA, a seconda di quale terapia sia stata decisa. Qualora
siano necessari ulteriori esami diagnostico-stadiativi, il medico cui è stato
affidato il paziente provvederà a richiederli lui stesso, utilizzando le vie
preferenziali accordate al PDTA oppure si avvarrà della collaborazione del
Day-Service Ambulatoriale pneumo-oncologico, che rappresenta la via
preferenziale utilizzata dagli specialisti del PDTA per far eseguire al
paziente gli esami diagnostici, stadiativi e funzionali.
Il medico referente cui è stato affidato il paziente lo segue durante
tutta la fase del percorso di sua competenza, coadiuvato dal referente
infermieristico (case-manager). In ogni fase del percorso il paziente ha
pertanto sempre due figure come punti di riferimento, un medico e il
case-manager infermieristico, cui rivolgersi per qualsiasi problema o
chiarimento. I recapiti
del case-manager infermieristico sono: tel.0594225445 – email
macca.annamaria@aou.mo.it
I trattamenti terapeutici possibili
Il trattamento del tumore del polmone può essere di tipo
medico, cioè con terapie farmacologiche, di tipo radioterapico o di tipo
chirurgico, a seconda dell’estensione della malattia e delle caratteristiche
del paziente. In alcuni casi il trattamento può prevedere l’esecuzione di più
modalità terapeutiche, associate o in sequenza. Possono essere indicati anche
trattamenti endoscopici in broncoscopia, come disostruzioni bronchiali o
posizionamento di stents endobronchiali. Fanno parte del percorso anche le cure
palliative, per il trattamento del dolore, delle problematiche di natura fisica
e psicosociale, per i pazienti e per i familiari/caregivers.
Il PDTA assicura l’esecuzione di questi trattamenti nei tempi
adeguati e in tutti i casi all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria
di Modena. Il trattamento medico viene erogato presso la Struttura Complessa di
Oncologia al COM del Policlinico, la radioterapia presso la Struttura Complessa
di Radioterapia al Policlinico e gli interventi chirurgici presso la Struttura
Complessa di Chirurgia Toracica dell’Ospedale Civile a Baggiovara. Il
trattamento chirurgico viene erogato sempre in regime di degenza ordinaria,
quello radioterapico in regime ambulatoriale, mentre le terapie farmacologiche
possono essere somministrate in regime ambulatoriale, di Day Hospital, di
ricovero ordinario o anche a domicilio (soltanto quelle per via orale). I
trattamenti in endoscopia bronchiale possono essere erogati in regime di Day-Hospital
o degenza ordinaria.
La progressiva introduzione di nuovi farmaci efficaci e di
tecniche chirurgiche e radioterapiche innovative permette di offrire al
paziente uno standard qualitativo elevato e aggiornato delle cure.
Durante questa fase il paziente viene seguito e guidato dal
Medico che effettua il trattamento e dal referente infermieristico.
I servizi a supporto
Supporto fisioterapico
E’ dedicato a tutti i pazienti che vengono sottoposti
al trattamento chirurgico, su richiesta del coordinatore infermieristico o del
chirurgo. I casi più complessi vengono valutati dal fisiatra, che procede con
la prescrizione del piano riabilitativo individuale (PRI).Una volta dimesso il
paziente può accedere al trattamento ambulatoriale respiratorio previa visita
fisiatrica con appuntamento al CIP. L'obiettivo dell'intervento riabilitativo è
quello di ridurre le complicanze post-operatorie e favorire la ripresa di una
corretta dinamica respiratoria.
Supporto psicologico
Presso il COM è presente un
servizio di psicologi, i quali sono a disposizione dei pazienti oncologici e
quindi anche dei pazienti affetti da tumore del polmone. Essi aiutano il
paziente ad affrontare le problematiche psicologiche ed emotive legate alla
malattia. Il supporto psicologico può essere attivato a richiesta del medico
del PDTA referente del paziente o dietro richiesta del paziente stesso, fin
dall’inizio o in qualunque momento del percorso.
Una strada che continua
Al termine della terapia il paziente
dovrà eseguire controlli periodici, per valutare l’efficacia della terapia e
l’assenza di ripresa di malattia. Questa fase, detta follow-up, consiste in una
serie di viste mediche e nell’esecuzione di esami, a distanza dalla fine del
trattamento, all’inizio più ravvicinati (mesi), poi progressivamente più
distanziati nel tempo (anni). Ulteriori esami potranno essere richiesti a
seconda delle indicazioni cliniche. L’esame più utilizzato durante il follow-up
è la TC.
Anche durante questa fase il
paziente rimane in carico al PDTA, affidato sempre allo stesso Medico
referente, il quale, insieme al referente infermieristico, si occupa di
richiedere ed eventualmente programmare gli esami di controllo e di programmare
ed eseguire le visite successive.
La Segreteria amministrativa rimane sempre a disposizione per
indirizzare chiarimenti o richieste ai sanitari referenti PDTA di competenza.
Un aiuto importante
Presso l’AOU di Modena operano diverse associazioni di
volontariato che si occupano dei pazienti oncologici e quindi anche dei malati
di mesotelioma. I volontari in ospedale offrono compagnia e sostegno
psicologico al paziente, oltre ad aiutarlo in alcune delle comuni attività
quotidiane che possono essere rese difficoltose dalla condizione di sofferenza
o allettamento prolungato, come alimentarsi o camminare. Alcune associazioni forniscono
assistenza domiciliare oncologica gratuita, con l’ausilio di medici, infermieri
e psicologi. La maggior parte di queste associazioni sono attive presso
il COM.
La lista delle organizzazioni del volontariato che operano
presso l’AOU di Modena si trova alla pagina http://www.aou.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1652, del sito internet dell’AOU Modena. Qui
si possono trovare anche tutte le informazioni riguardo a attività specifiche,
recapiti e modalità di contatto.
Punti Unici del Volontariato, ad accesso diretto e senza
prenotazione, sono collocati al Policlinico di Modena (ingresso 2, piano terra)
e all’Ospedale Civile di Baggiovara (atrio centrale, piano 1).