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Radioterapia: un nuovo ecografo permette di accorciare la radioterapia della prostata in pazienti selezionati

Il sistema permette di avviare l’impiego della procedura di “SBRT”, già in uso presso altre radioterapie dell’Emilia - Romagna, con altissima precisione anche presso l’UOC di Radioterapia dell’AOU

Radioterapisti, Urologi, Fisici Sanitari, Ingegneri Clinici e Tecnici con l'ecografo
Radioterapisti, Urologi, Fisici Sanitari, Ingegneri Clinici e Tecnici con l'ecografo

È stato attivato in questi giorni al Policlinico di Modena il nuovo sistema di tracking ecografico della prostata DURANTE il trattamento radioterapico che rende ancora più preciso il puntamento delle radiazioni da parte degli Acceleratori lineari (Linac) e quindi consente per alcune tipologie di tumore della prostata, di ridurre la durata del trattamento radioterapico in pochi giorni invece di settimane. Il sistema è stato inaugurato con uno studio clinico sperimentale di fase III che verificherà se questo tipo di radioterapia interagisce in un modo favorevole con un determinato intervento farmacologico. A regime, il sistema potrà essere utilizzato su tutti i pazienti idonei.
 
Grazie a questa apparecchiatura, la Radioterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, che ha sede al Policlinico di Modena e all’Ospedale di Carpi che è diretta dal prof. Frank Lohr, potrà mettere a disposizione dei propri pazienti un ulteriore approccio terapeutico. Il nuovo ecografo, infatti, è installato a Modena ma è a disposizione di tutta la rete provinciale. La struttura, inoltre, è impegnata nel costante aggiornamento del parco macchine, il cui prossimo step sarà la sostituzione del Linac “Primus” al Policlinico, grazie ai fondi del PNRR, con il coinvolgimento del Servizio Unico di Ingegneria Clinica, della Fisica Medica AOU e del Servizio tecnologie dell’Informazione (STI).
 
"Questa ulteriore miglioria – spiegano i dott. Ercole Mazzeo, Marco Vernaleone e Alessio Bruni, medici referenti della patologia urologica della Radioterapia Oncologia AOU, e Dr. Gabriele Guidi, Direttore della Fisica Sanitaria dell’AOU di Modena – completa l’upgrade delle funzionalità degli acceleratori lineari di Modena permettendo di eseguire trattamenti della prostata molto precisi e accelerati in alcuni pazienti con tumori localizzati della prostata, che riducono certamente il tempo complessivo di trattamento ma al contempo richiedono la massima precisione. Questo approccio è già in uso
presso altri Centri di radioterapia della regione mediante diverse tecniche, il tutto reso possibile da vari investimenti locali e regionali che hanno consentito negli ultimi anni un aggiornamento delle disponibilità nello scenario radioterapico regionale, rendendo la radioterapia oncologica uno dei pilastri portanti del trattamento oncologico. Come la radioterapia dell’AOU di Bologna abbiamo avviato la procedura che si basa sull’utilizzo di ultrasuoni, che nell’ambito del tumore della prostata permettono di visualizzare il target radioterapico in tempo reale durante tutto il trattamento e raggiungendo così
in questo ambito l’ultimo confine tecnologico per questo tipo di trattamento. Se i dati clinici finora disponibili saranno confermati, per alcuni pazienti selezionati questa procedura ridurrà significativamente la durata del trattamento”.
 
L’Ecografo “stereotassico” per i Linac di Modena –  spiega ingegner Marco Martignon del Servizio Unico ingegneria Clinica – rappresenta una tecnologia innovativa nel trattamento della prostata. Mediante, infatti, l’utilizzo della modalità “real time prostate tracking” dell’ecografo con sonda perineale sincronizzato con l’acceleratore è possibile ottenere un imaging ad ultrasuoni diretto, rapido ed accurato della prostata ma anche dell’anatomia circostante. L’ecografo è stato fornito con il LINAC nell’ambito della gara regionale svolta nel 2018 e vanta di una dotazione completa di moduli e  workstation per l’utilizzo con i diversi acceleratori installati presso il Policlinico di Modena”.

 
I radioterapisti e i tecnici di radiologia davanti all'ecografo
I radioterapisti e i tecnici di radiologia davanti all'ecografo

La Radioterapia Oncologica del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia (Direttore: dott. Giuseppe Longo) può attualmente contare su 5 acceleratori lineari (4 a Modena e 1 a Carpi, oltre ad un’unità di brachiterapia per tumori
ginecologici) e serve l'intera provincia modenese. Oggi, la Radioterapia Oncologica esegue circa 2000 trattamenti all'anno, e 200-300 prestazioni individuali al giorno, circa il 20% dei quali viene svolto a Carpi.
 
Servono connessioni veloci ed affidabili tra ecografo, server centrale e acceleratore lineare, che vengono garantite attraverso una gestione integrata dei sistemi a disposizione e una rete di dati veloce, elementi essenziali per un approccio di questo tipo, in precedenza già realizzato per il “gating ottico” per la protezione del cuore nell’ambito della radioterapia della mammella nelle sedi di Modena e Carpi – commentano l’ing. Jessica Di Virgilio dell’Ingegneria clinica, le dottoresse Elisa Cenacchi Cecilia Cadioli della Fisica Sanitaria e ing. Roberto Savigni del Servizio tecnologie dell’Informazione (STI).
 
La particolarità del nuovo sistema”, spiegano i TSRM dell’UO di radioterapia coordinata dalla dott.ssa Carla Piani, “è che ci permette di attivare l’imaging della prostata in tempo reale per tutta la durata del trattamento, con una procedura relativamente rapida, non invasiva ed indolore, inoltre permette anche l’interruzione del trattamento radioterapico nel caso si verificasse uno spostamento, seppur millimetrico, della prostata oltre predefiniti limiti.”

Commenta la dott.ssa Stefania Ferretti, Responsabile della Struttura Semplice di Endourologia e Chirurgia Urologica Mini-Invasiva e del PDTA del Tumore della Prostata ”Questa procedura amplierà ulteriormente l’armamentario del trattamento dei tumori localizzati della prostata, al fianco della chirurgia robotica. Nell’ambito del PDTA dei tumori della prostata, che vede la collaborazione di Urologi, Radiologi, Oncologi Radioterapisti e Oncologi Medici, vengono assistiti ogni anno piu di 200 pazienti con questo tipo di manifestazione della malattia. Il PDTA garantisce per questi pazienti un accesso rapido e ben coordinato alla stadiazione e alla terapia locale del tumore e anche celeri interventi nel caso di progressione, sempre di più in un’ottica di “medicina di precisione” in tutti i suoi aspetti”.

 
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