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Biomarcatori nella sclerosi multipla: gli esperti si ritrovano “virtualmente”

Il 16 maggio evento organizzato dall’AOU di Modena e dall’Università di Perugia

Stefano Meletti
Stefano Meletti

Gli esperti della Sclerosi Multipla si riuniscono virtualmente martedì 16 maggio per parlare delle nuove frontiere dei biomarcatori di diagnosi e prognosi di questa patologia che costituisce la più frequente malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, che interessa oggi all’incirca 2.5 milioni di persone, colpendo soprattutto i giovani adulti tra i 25 e 35 anni. L’evento vede come responsabili scientifici la dottoressa Diana Ferraro, Neurologa dell’Ospedale Civile e il Prof. Massimiliano Di Filippo, Neurologo dell’Università di Perugia. Il webinar – che conta ad oggi 175 iscritti a livello nazionale – si svolge dalle 15.00 alle 18.30  esclusivamente via web.

Oggi – spiega il prof. Stefano Meletti, Direttore della Neurologia dell’Ospedale Civile – abbiamo farmaci importanti per la sclerosi multipla che consentono di tenere sotto controllo la malattia e assicurano una buona qualità di vita a patto però di avere una diagnosi precoce della malattia.”
  

 
Diana Ferraro
Diana Ferraro

A questo punto – conferma la dottoressa Diana Ferraro – entrano in gioco i biomarcatori fluidi, ovvero molecole misurabili nel sangue e nel liquor, possono essere utili nella diagnosi/diagnosi differenziale della Sclerosi Multipla (SM), possono contribuire a definirne la prognosi e la risposta al trattamento e possono aiutare a comprendere meglio la complessa eziopatogenesi dei diversi fenotipi clinici e delle diverse fasi di malattia”.   

Questo incontro, grazie al contributo di relatori nazionali e internazionali esperti, ha lo scopo di fornire una panoramica sugli sviluppi nella ricerca e nell'utilizzo di biomarcatori fluidi nella SM e patologie correlate, tra cui i disordini dello spettro della Neuromielite Ottica (NMOSD). In particolare, verranno forniti aggiornamenti su marcatori di danno assonale, astrocitario e sinaptico e sul ruolo delle catene leggere delle immunoglobuline nella diagnosi della SM.

 
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