Il trapianto di rene rappresenta una tappa cruciale nel percorso dei pazienti con insufficienza renale. Dalla chiamata per la disponibilità di un organo compatibile fino al ritorno a casa dopo il ricovero, ogni fase richiede preparazione, consapevolezza e collaborazione con il team di professionisti. In questa sezione vengono illustrate le principali tappe del percorso: dalle opzioni terapeutiche quando i reni smettono di funzionare e dal percorso di iscrizione alla lista di trapianto, fino all’intervento chirurgico, alla degenza ospedaliera e alla gestione dei primi mesi dopo il rientro a casa. Vengono inoltre presentate indicazioni pratiche sui controlli successivi al trapianto, sui segnali di allarme da riconoscere e sugli aspetti emotivi che possono accompagnare questo momento. Attraverso i video, i nostri professionisti rispondono anche ad alcune delle domande più frequenti dei pazienti e dei loro familiari: perché il trapianto rappresenta spesso la migliore alternativa alla dialisi, quali sono i tempi di attesa per ricevere un rene, quali possibilità offre la donazione da vivente e come affrontare con maggiore serenità le diverse fasi del percorso, dall’attesa all’intervento fino al follow-up nel tempo. Per maggiori informazioni guarda la playlist dedicata a fianco, disponibile anche sul nostro canale YouTube, in cui i nostri professionisti approfondiscono passo dopo passo i temi principali legati al trapianto di rene.
La chiamata per il trapianto è un momento tanto atteso quanto carico di emozioni. Quando un organo compatibile diventa disponibile, verrete contattati telefonicamente dal centro trapianti, a qualsiasi ora del giorno o della notte. È fondamentale rispondere prontamente e recarsi in ospedale il più velocemente possibile. Per questo motivo, è importante mantenere sempre il telefono acceso e comunicare al centro trapianti eventuali cambiamenti del numero o periodi di non reperibilità.
Al momento della chiamata, vi verrà chiesto se avete avuto recenti problemi di salute e vi verranno date istruzioni su cosa portare in ospedale: documenti personali, tessera sanitaria, farmaci abituali, esito degli esami eseguiti recentemente e un piccolo bagaglio con l'essenziale per alcuni giorni di ricovero. E’ necessario restare a digiuno dalla mezzanotte, a meno che non vi vengano date indicazioni diverse. Una volta giunti in ospedale, verrete sottoposti a una serie di esami pre-trapianto per verificare che non siano sopraggiunte controindicazioni all'intervento e se necessario verrà eseguita una seduta di dialisi.
È normale provare ansia e agitazione: il personale sanitario è preparato ad aiutarvi a gestire queste emozioni. È consigliabile farsi accompagnare da un familiare o un amico che possa offrire supporto emotivo e pratico durante queste prime fasi. Ricordate però che l'intervento potrebbe non avere luogo se gli esami finali, in particolare le prove di compatibilità e le biopsie sui reni del donatore, evidenziano problematiche o se l'organo, dopo un'ulteriore valutazione, non risulta idoneo.
Concetti chiave: reperibilità, tempi di risposta, cosa portare in ospedale, esami pre-trapianto, gestione dell'ansia, accompagnatori
L'intervento di trapianto renale viene preceduto da una preparazione che include la rasatura della zona inguinale, una doccia con sapone antisettico, la somministrazione di antibiotici preventivi e l'inizio della terapia immunosoppressiva. Prima di entrare in sala operatoria, l'anestesista vi visiterà per spiegarvi le modalità di anestesia, abitualmente generale. L'intervento dura mediamente 3-4 ore. A differenza di quanto si potrebbe pensare, i reni nativi non vengono rimossi, ma il nuovo rene viene posizionato nella parte inferiore dell'addome, generalmente nella fossa iliaca destra.
Vengono poi collegate l'arteria e la vena renale ai vasi iliaci, cioè quelli che vanno alle gambe, e l'uretere viene impiantato nella vescica. In sala operatoria saranno posizionati un drenaggio addominale e il catetere vescicale, al termine dell'intervento, verrete trasferiti nella sezione Sub Intensiva della Nefrologia, a meno che l’Anestesista non ritenga opportuno un periodo di osservazione in terapia intensiva. In questa fase, verranno controllati costantemente i parametri vitali, la funzionalità del nuovo rene e la quantità di urina prodotta.
Il risveglio dall'anestesia può essere accompagnato da confusione temporanea, sete e dolore nella zona dell'intervento, che verrà adeguatamente gestito con farmaci antidolorifici. Solitamente, già nelle prime ore dopo l'intervento, il nuovo rene inizia a funzionare, producendo urina. In alcuni casi, soprattutto nei trapianti da donatore deceduto, può verificarsi un ritardo nella ripresa funzionale che potrebbe richiedere qualche seduta di dialisi nei giorni successivi, senza compromettere il risultato finale.
Concetti chiave: preparazione pre-operatoria, anestesia, durata dell'intervento, posizionamento del nuovo rene, risveglio, terapia intensiva, monitoraggio iniziale
La degenza ospedaliera dopo un trapianto di rene dura generalmente tra i 10 e i 14 giorni, a seconda della ripresa funzionale dell'organo e dell'assenza di complicanze. Durante questo periodo, il monitoraggio sarà quotidiano e comprenderà frequenti prelievi di sangue, controllo dei parametri vitali, della diuresi, ecografie del rene trapiantato.
La terapia immunosoppressiva, fondamentale per prevenire il rigetto del nuovo organo, verrà somministrata a dosaggi inizialmente elevati e poi progressivamente ridotti in base ai livelli ematici e alla funzionalità dell'organo. È importante familiarizzare con questi farmaci che dovranno essere assunti per tutta la vita.
La mobilizzazione inizia già dal primo giorno dopo l'intervento, con semplici movimenti a letto, per poi progredire gradualmente fino a camminare autonomamente nel reparto. Questa precoce attività fisica è essenziale per prevenire complicanze come trombosi venose profonde o polmoniti.
L'alimentazione riprende in modo graduale, iniziando con liquidi per poi passare a una dieta leggera e, infine, a un'alimentazione normale. Non ci sono generalmente restrizioni particolari, ma è raccomandato un adeguato apporto di liquidi.Prima della dimissione catetere vescicale e drenaggio addominale saranno rimossi. Durante il ricovero, potrete incontrare alcune complicanze come infezioni, problemi di cicatrizzazione o fluttuazioni della funzionalità del nuovo rene. Il personale sanitario è preparato a riconoscerle tempestivamente e trattarle adeguatamente. Il supporto psicologico è disponibile durante tutto il periodo di degenza: non esitate a esprimere eventuali preoccupazioni o difficoltà emotive legate alla nuova condizione.
Concetti chiave: durata del ricovero, monitoraggio quotidiano, terapia antirigetto, prime mobilizzazioni, alimentazione graduale, complicanze possibili, supporto psicologico
Al momento della dimissione, riceverete informazioni dettagliate sulla terapia farmacologica da seguire a casa. È fondamentale assumere i farmaci immunosoppressivi esattamente agli orari prescritti, senza mai saltare una dose, poiché questo potrebbe provocare un rigetto. Vi verrà fornito un piano terapeutico scritto con nomi, dosaggi e orari di assunzione di tutti i farmaci.
Sarà necessario monitorare quotidianamente alcuni parametri come la pressione arteriosa, la temperatura corporea, il peso e la quantità di urina. Questi dati andranno annotati su un diario che porterete con voi alle visite di controllo.Le norme igieniche sono particolarmente importanti nel periodo post-trapianto, quando la terapia immunosoppressiva rende più vulnerabili alle infezioni. Lavatevi frequentemente le mani, evitate contatti con persone malate, prestate attenzione all'igiene degli alimenti e mantenete asciutta e pulita la ferita chirurgica secondo le indicazioni ricevute.Per i primi tre mesi è raccomandato l'uso di una panciera elastica. Nei primi sei mesi è bene evitare lavori di giardinaggio o prendersi cura di animali.
È essenziale riconoscere tempestivamente alcuni segni di allarme che potrebbero indicare complicanze: febbre superiore a 37.5°C, riduzione della quantità di urina, gonfiore, dolore o arrossamento nell'area del trapianto, difficoltà respiratorie o aumento di peso improvviso. In presenza di questi sintomi, contattate immediatamente il centro trapianti utilizzando i numeri di emergenza che vi verranno forniti.Prima di lasciare l'ospedale, vi verranno fissati gli appuntamenti per i controlli successivi, generalmente molto ravvicinati nelle prime settimane e poi via via più distanziati. È fondamentale rispettare scrupolosamente questo calendario di follow-up per garantire il successo a lungo termine del trapianto.
Concetti chiave: terapia farmacologica e modalità di assunzione, monitoraggio dei parametri vitali, norme igieniche, segni di allarme, contatti per emergenze, appuntamenti di follow-up
Ricevere la chiamata per un trapianto può far nascere molte domande, dubbi ed emozioni. Per aiutare pazienti e familiari ad affrontare questo momento con maggiore serenità, abbiamo raccolto in un video le risposte alle domande più frequenti sul percorso del trapianto di rene.
Nel video che trovi in questa pagina un professionista ti spiega in modo semplice e chiaro il percorso.
Qui sotto trovi tutte le domande affrontate nel video e il minuto in cui iniziano, così puoi andare direttamente a quella che ti interessa.
00:00 introduzione
02:15 Cosa succede quando i reni smettono di funzionare?
02:31 Cosa si può fare quando i reni smettono di funzionare?
02:45 Perché il trapianto è migliore della dialisi?
03:01 Quali sono le prime cose da fare prima di iscriversi alla lista di trapianto renale
03:23 Quanto tempo devo aspettare per ricevere un rene da donatore deceduto e da cosa dipende?
03:42 Chi può donare un rene da vivente? Solo i familiari, gli amici o anche altri?
04:52 Come si sente di solito una persona che dona un rene a un suo caro?
06:09 È normale sentirsi agitati quando si viene chiamati per il trapianto? Cosa si può fare?
06:37 Cosa succede al rientro dalla sala operatoria?
07:35 Quali sono le cose più importanti da ricordare quando si va a casa dopo un trapianto?
08:28 Con quale frequenza si devono fare i controlli dopo il trapianto?
08:51 Quali sono i segni d'allarme che un paziente trapiantato deve segnalare al proprio medico
10:03 Quali obiettivi nell'ambito sanitario si possono raggiungere attraverso la mindfulness?