La Rete HPH di AOU di Modena ha lanciato una campagna informativa per incoraggiare tutti il personale fumatore ad abbandonare il consumo di tabacco. Per sensibilizzare e supportare i professionisti che desiderano intraprendere questo percorso sono stati realizzati i seguenti tre video illustrativi:
- le testimonianze di ex fumatori: i protagonisti sono il dr. Andrea Spaggiari - chirurgo plastico di AOU di Modena ed ex fumatore seguito nel percorso antifumo aziendale -, la dr.ssa Annalisa Bergonzoni - professionista del Servizio Unico Formazione, Ricerca, Innovazione e Grant Office - e la dr.ssa Federica Begnardi - segreteria della Direzione Generale - che raccontano le rispettive esperienze personali, le difficoltà affrontate e i benefici che hanno riscontrato dopo aver smesso di fumare; esempi positivi di come, con il giusto supporto, sia possibile superare la dipendenza e migliorare significativamente la qualità della propria vita;
- le video interviste alle dr.sse Simona Guerzoni, Responsabile della Struttura di Tossicologia e Farmacologia clinica, e Denise Garavini, medico competente della Sorveglianza Sanitaria, che spiegano come funziona il percorso antifumo offerto dall'Azienda, quali sono le fasi principali per combattere la dipendenza e suggerimenti pratici per rispondere ai dubbi più comuni.
Per maggiori informazioni:

La Sorveglianza Sanitaria, in collaborazione con la Tossicologia Medica, offre agli operatori un percorso dedicato per smettere di fumare, con il supporto di professionisti specializzati.
L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena promuove infatti l'adozione consapevole di stili di vita sani negli ambienti di lavoro, sostenendo un programma di contrasto al consumo dei prodotti del tabacco rivolto agli operatori che desiderano intraprendere un percorso per diventare ex fumatori. Smettere di fumare rappresenta infatti un investimento fondamentale per la propria salute e il proprio benessere.
Smettere di fumare da soli è possibile, ma il supporto di specialisti aumenta significativamente le probabilità di successo. Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che, quanto maggiore è il sostegno ricevuto durante il percorso, tanto più elevata è la possibilità di abbandonare definitivamente il fumo.Una recente rilevazione ha evidenziato che nella nostra Azienda un operatore su cinque è fumatore e che, in alcuni contesti lavorativi, questa percentuale supera il 40%.Le strategie per smettere di fumare comprendono terapie farmacologiche e percorsi di supporto specialistico, sia individuali sia di gruppo, finalizzati a facilitare il cambiamento e a rafforzare la motivazione a smettere.Gli operatori dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e di UniMoRE che desiderano fissare un colloquio con uno specialista possono scrivere all'indirizzo e-mail: smettodifumare@aou.mo.it
Per dire 'addio' al fumo è importante ricordare che:
L'assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa: 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita. Si stima che di 1.000 maschi adulti che fumano uno morirà di morte violenta, sei moriranno per incidente stradale, 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie ad esso correlate.
Gli organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l'apparato broncopolmonare e quello cardiovascolare sono i più bersagliati. Il Center for Disease Control and Prevention - CDC degli USA ha identificato 27 malattie fumo-correlate.
Il fumo aumenta il rischio di molti tipi di tumore. Tutti conosciamo l'associazione tra fumo e tumore polmonare, ma anche altri tumori sono associati in diversa misura al fumo di tabacco, come i tumori del cavo orale e della gola, dell'esofago, del pancreas, del colon, della vescica, della prostata, del rene, del seno, delle ovaie e di alcune leucemie.
Il fumo rappresenta anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), episodi asmatici, infezioni respiratorie ricorrenti, ed è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: un fumatore ha un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a un non fumatore. Un individuo che fuma per tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una patologia direttamente correlata al fumo e la sua vita potrebbe non superare un'età compresa tra i 45 e i 54 anni.
Il fumo è inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo e la progressione di un precoce danno renale diabetico (albuminuria) e per il peggioramento della retinopatia nei giovani soggetti diabetici.
L'esposizione cronica al fumo può anche essere causa di danni sulla sessualità maschile, amplificando notevolmente il rischio di impotenza, specie quando associata a patologie cardiovascolari e relative terapie farmacologiche.
Il fumo influisce negativamente sull'apparato riproduttivo femminile, provoca menopause più precoci di circa 2 anni rispetto alle non fumatrici in quanto il fumo altera la normale produzione di ormoni sessuali femminili. Una donna gravida che fuma ha un aumentato rischio di aborti, di bambini nati morti, e di avere neonati sottopeso.
Il fumo produce, infine, danni estetici, come gengive bianche, ingiallimento dei denti, invecchiamento della pelle, aumento dell'irsutismo del volto.
Consulta la guida dedicata al seguito https://smettodifumare.iss.it/it/guida-smetto-di-fumare/
Dr.ssa Denise Garavini - Sorveglianza sanitaria e promozione della salute dei lavoratori
Dr.ssa Daria Brovia - Tossicologia medica