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Finale a sorpresa: l’AOU di Modena porta al Festival della Filosofia le favole caotiche frutto dei ricordi dei pazienti con demenza

Sabato 17 settembre alle ore 17,00 appuntamento al Chiostro della Biblioteca Civica con la narrazione a cura di Equilibri

L'opuscolo "Finale a sorpresa"
L'opuscolo "Finale a sorpresa"

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che con l’Ospedale Civile di Baggiovara ha ottenuto per prima in Italia la certificazione di Ospedale Amico delle Persone con Demenza (Dementia Friendly), partecipa al Festival della Filosofia con un progetto “Finale a Sorpresa” - Favole giocose nate da persone con demenza per bambini di tutte le età che si svolgerà sabato 19 settembre 2026 alle ore 17,00 presso il Chiostro della Biblioteca Civica “Antonio Deflini” – Palazzo Santa Margherita, con reading condotto da Cooperativa Sociale Equilibri. L’evento è aperto a tutti ed è a ingresso libero.
Questo reading nasce da un laboratorio ludico promosso dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, nel quale i professionisti della Geriatria e della Neurologia, insieme ai volontari di AVO Modena e di G.P. Vecchi, hanno invitato persone con demenza a proseguire il racconto di favole note attraverso i propri ricordi. Da questo Caos sono nate storie parzialmente o completamente inedite, che sono state rielaborate dai professionisti dell’AOU di Modena per essere presentate in un reading dedicato ai bambini. Le fiabe scelte sono Cenerentola, La Sirenetta e I Tre Porcellini. Queste favole sono diventate un reading aperto a tutti e in particolare ai bambini che parteciperanno al Festival della Filosofia e, in prospettiva, ai bimbi ricoverati nelle Degenze pediatriche del Policlinico.
Il reading avrà come protagonisti per Equilibri Gianluca Magnani (chitarrista polistrumentista, cantante), Andrea Ceré (contrabbassista, bassista) ed Elisa Lolli (attrice) che daranno voce alle favole composte dai pazienti dell’Ospedale Civile di Baggiovara insieme ai professionisti di Geriatria e Neurologia.
Durante l’evento sarà distribuito ai bambini presenti un album da colorare con le illustrazioni delle fiabe scelte, prodotto dal Servizio Comunicazione e Informazione dell’AOU di Modena, diretto da Paolo Barbieri. Il Servizio Comunicazione ha realizzato le illustrazioni, si è occupato del Coordinamento editoriale e dell’impaginazione. È stato scelto per l’occasione il font EasyReading certificato Dyslexia Friendly ad alta leggibilità che è stato donato all’AOU di Modena per questo progetto dalla software house che lo ha prodotto. 

 

 
I protagonisti della conferenza stampa di presentazione
I protagonisti della conferenza stampa di presentazione

Le voci dei protagonisti

"Mi compiaccio del progetto Finale a sorpresa perché, oltre ad annodare i fili tra le generazioni, testimonia come, in situazioni di sofferenza, la creatività e un giocoso disordine nello scompaginare i copioni tradizionali delle favole possano avere effetti di grande originalità nelle storie e di cura relazionale per chi vi partecipa" - ha commentato - Daniele Francesconi, Direttore Scientifico del Festival Filosofia.

"Per noi è emozionante poter partecipare a questo evento - ha commentato Luca Baldino, Direttore generale dell'AOU di Modena - che ci consente da un lato di combattere lo stigma nei confronti delle persone con demenza, dall'altro tramandare un patrimonio di conoscenza e di cultura alle nuove generazioni. Abbiamo chiesto, infatti, ad alcuni pazienti ricoverati in Geriatria e Neurologia di ricordare alcune delle favole più famose e loro lo hanno fatto. Spesso, però, i loro ricordi non erano precisi e mescolavano elementi della loro vita vissuta con quelli della favola originale. Grazie al lavoro dei professionisti degli Ospedali modenesi, da questa narrazione caotica è nato il libro che tenete in mano oggi dove troverete tre fiabe - Cenerentola, La Sirenetta, I Tre Porcellini - in una versione diversa da quella in cui sono state scritte, ma in quella reinterpretata dai nostri pazienti. Dal caos, quindi, sono nate nuove storie e nuovi luoghi che ora noi desideriamo donarvi. Desidero ringraziare il Festival della Filosofia e la Biblioteca Civica "Antonio Delfini" per l'ospitalità, tutti i nostri professionisti per il grande lavoro svolto su questo progetto e le Associazioni di Volontariato per il costante sostegno".

"Questo progetto dimostra come anche la fragilità possa diventare una straordinaria occasione di relazione, creatività e condivisione. L'Università ha il compito non solo di produrre conoscenza, ma anche di contribuire a costruire una cultura della cura capace di riconoscere il valore della persona in ogni fase della vita e di creare ponti tra le generazioni, attraverso vari ambiti delle scienze umane" - ha commentato Massimo Dominici, docente di Oncologia, in rappresentanza della Magnifica Rettrice di UNIMORE.

"Finale a Sorpresa - Favole giocose nate da persone con demenza per bambini di tutte le età" è un progetto che interpreta in modo originale lo spirito del festivalfilosofia - sottolineano l'assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi e la vicesindaca e assessora alla Sanità Francesca Maletti -, mettendo al centro la comunità e il valore delle relazioni. In queste fiabe rielaborate da persone con demenza, la memoria diventa materia viva e condivisa, in grado di trasformarsi in racconto avvincente e di parlare in special modo alle nuove generazioni. È quindi un'iniziativa che unisce cultura e prevenzione sanitaria, mostrando come anche in ospedale possano nascere esperienze di grande significato umano e creativo. Come Comune di Modena siamo impegnati a progettare e sostenere azioni di welfare culturale, e continueremo a investire con convinzione su quei percorsi che promuovono l'inclusione, contrastano lo stigma e costruiscono ponti tra età e vissuti diversi, restituendo dignità, voce e immaginazione a chi spesso rischia di essere escluso".

"La partecipazione dell'AOU di Modena al Festival della Filosofia nasce da un'esperienza concreta di umanizzazione delle cure: il progetto "Tempo Volontario" - ha spiegato Ilenia Doronzo, Project manager Umanizzazione delle cure AOU di Modena - La realizzazione dei progetti di umanizzazione delle cure, nonché l'integrazione con esperienze di sensibilizzazione e partecipazione hanno reso l'AOU di Modena primo Ospedale Amico delle Persone con Demenza in Italia. Nelle Unità Operative di Geriatria e Neurologia, infatti, volontari appositamente formati di Avo Modena e GP. Vecchi affiancano i pazienti in attività ludiche significative, costruite e coordinate dalle equipe sanitarie. L'obiettivo è restituire al tempo della degenza ritmo, orientamento e significato, contribuendo a prevenire il disorientamento e le pratiche di contenzione e a ridurre l'inoccupazione e i disturbi comportamentali legati ai bisogni insoddisfatti. Grazie al Festival della Filosofia, questa esperienza ha incontrato il territorio e i suoi diversi protagonisti, trasformando alcune attività in un laboratorio settimanale di narrazione. Pazienti, professionisti sanitari e volontari, partendo da favole conosciute, hanno dato vita a finali nuovi e inattesi. È proprio dal "caos" creativo della demenza che sono nate nuove possibilità narrative. Il Festival della Filosofia ci offre oggi l'opportunità di portare questi racconti fuori dall'ospedale e di riconsegnarli alla comunità. Raccontare e rinarrare insieme significa anche cambiare lo sguardo sulla demenza, ridurne lo stigma e riconoscere nelle persone con disturbi cognitivi una capacità ancora piena di esprimersi e creare. Sabato prossimo la comunità sarà protagonista: quei finali inediti diventeranno nuove storie, e i bambini potranno aggiungere a loro volta sorprendenti finali".

Uno degli aspetti innovativi dell'esperienza è la predisposizione da parte di AOU di Modena di un album da colorare con le fiabe che verrà donato ai partecipanti e che sarà poi distribuito nelle degenze pediatriche: "Questo libretto rappresenta un'esperienza di comunicazione particolarmente significativa che nasce dall'incontro tra pazienti, professionisti della sanità, illustratori e bambini. Abbiamo scelto di trasformare le storie rielaborate dai pazienti in un'occasione di dialogo tra generazioni, utilizzando il linguaggio semplice e universale della fantasia e del disegno - ha ricordato Paolo Barbieri, Responsabile del Servizio Comunicazione e Informazione dell'AOU di Modena - Il risultato è il lavoro di tutta l'équipe della Comunicazione che desidero ringraziare: ogni contributo è stato importante per dare forma a un progetto capace di parlare ai più piccoli con delicatezza, ma anche di raccontare il valore delle persone, dei loro ricordi e della loro creatività. Un ringraziamento particolare va ai nostri illustratori Angelo Pappadà e Marisa Mancini, che hanno saputo interpretare queste storie con sensibilità, curiosità e grande libertà, trasformando idee originali e imprevedibili in illustrazioni vive, divertenti e uniche che speriamo sappiano intrattenere e divertire i più piccoli".

"Avere avuto il riconoscimento di Ospedale Amico delle Persone con Demenza è stato per noi motivo di orgoglio, e nel contempo rappresenta una sfida importante; significa infatti, ogni giorno, impegnarsi a fare del nostro meglio per garantire ai più fragili un ricovero meno traumatico e difficile - evidenzia Marco Bertolotti, Direttore Geriatria - Affiancare alla terapia interventi non farmacologici è per noi un approccio fondamentale per prenderci cura delle persone cercando di stabilire con loro un rapporto di empatia. All'interno della nostra Unità Operativa da diversi anni utilizziamo strumenti, tecnologici ma non solo, che agevolano per quanto possibile il riconoscimento dei bisogni fondamentali dei nostri pazienti, come sentirsi amati e valorizzati. L'implementazione di questo approccio ha dimostrato efficacia nella riduzione delle complicanze ospedaliere. Grazie alla presenza di una Terapista della Riabilitazione Psichiatrica, recentemente è stato avviato presso la nostra Riabilitazione Ortogeriatrica un percorso che, anche attraverso la presentazione a gruppi di pazienti di fiabe come quelle di cui si è parlato, è in grado di rievocare ricordi ed emozioni che possono rivelarsi preziosi in chi ha problemi di cognitività. In altre parole, il nostro tentativo è quello di affiancare al percorso riabilitativo classico, basato sull'esercizio fisico, una riabilitazione cognitiva: un approccio olistico che consenta di esplorare nuove strade per sostenere la memoria dei nostri pazienti".

"Proporre attività di gruppo incentrate sulle narrazione, quindi che vanno oltre le usuali pratiche che caratterizzano più frequentemente un ricovero ospedaliero, significa aprire le porte ad un mondo quasi fantastico - racconta Francesca Bucci, Terapista della riabilitazione psichiatrica - Accompagnati da fiabe spesso già sentite, chi vi prende parte si ritrova a mezza via tra quello che è un ricordo del passato e quella che è la meravigliosa scoperta di saper ancora inventare qualcosa di nuovo, forse per errore, forse per un desiderio più profondo di voler ancora lasciare una traccia di sé nel presente. La demenza e il ricovero sono dimensioni innegabili nella vita di chi prende parte al gruppo, ma per un attimo non sono più le uniche unità di misura che scandiscono giorni e relazioni. La narrazione, potente intermediario tra mondi interiori e bisogni inespressi, fa cadere, anche solo se per un attimo, la maschera grigia della diagnosi, riportando a riva quello che l'ospedale Dementia Friendly cerca: la Persona".

"Nel reparto di Neurologia curiamo le malattie che colpiscono il cervello, una macchina meravigliosa e complicatissima che non ha né tasti né libretto di istruzioni - ha aggiunto Jessica Mandrioli, Direttore della Neurologia - Studiamo come il cervello ci permette di ricordare, parlare, imparare, riconoscere le persone e prendere decisioni per arrivare a curare malattie come l'Alzheimer, che può rendere più difficile ricordare le cose e orientarsi. La memoria non è soltanto una funzione cognitiva: è una parte fondamentale della nostra identità e del modo in cui costruiamo relazioni con gli altri. Nelle persone con demenza alcuni ricordi possono diventare frammentari, modificarsi o intrecciarsi con elementi dell'esperienza personale, ma questo non significa che perdano valore. Al contrario, proprio da questi frammenti possono nascere nuove forme di espressione e di relazione. Questo progetto ci ricorda che prendersi cura di una persona con demenza significa non concentrarsi soltanto su ciò che viene perduto, ma anche valorizzare ciò che rimane: emozioni, creatività, capacità di comunicare e di condividere".

"Queste fiabe diventeranno un reading per i bambini del Festival della Filosofia ma anche un libro da colorare per tutti i bambini e, anche, per quelli ricoverati nei nostri reparti pediatrici del Policlinico di Modena - ricorda Pier Luca Ceccarelli Direttore Dipartimento Materno-Infantile - Mi piace pensare a questo libro come a un piccolo passaggio segreto tra tre mondi: il mondo degli anziani, con i loro ricordi e le loro storie; il mondo dei bambini, con la loro capacità inesauribile di immaginare; e, tra questi due mondi, quello dell'ospedale. Un luogo che siamo abituati ad associare alla malattia, alla diagnosi, alle terapie, alla tecnologia. Ma chi cura un bambino sa bene che un bambino ricoverato non smette di essere un bambino. E allora quel libro, quei colori, quel finale ancora da inventare acquistano un significato che va molto oltre il semplice intrattenimento. Restituiscono al bambino uno spazio di libertà. In un momento della sua vita in cui molte decisioni vengono inevitabilmente prese dagli adulti — quando mangiare, quando fare un esame, quando assumere una terapia, quando entrare in sala operatoria — davanti a una storia incompiuta, finalmente, qualcuno gli dice: Adesso scegli tu".

"Il progetto nasce dall'idea che ogni storia, quando viene raccontata, possa trasformarsi e dare vita a nuove possibilità - Marisa Pugliese, Responsabile Psicologia ospedaliera - Le fiabe della tradizione, custodite nella memoria delle persone anziane con demenza, vengono ripercorse attraverso il ricordo, l'immaginazione e l'esperienza personale di chi le narra: alcuni elementi cambiano, altri riaffiorano, nuovi personaggi e nuovi finali prendono forma. Da questo apparente caos nascono racconti inediti che incontrano lo sguardo e la fantasia dei bambini. Attraverso la lettura, il dialogo, il colore e il gioco, ogni bambino è invitato a proseguire il racconto, immaginare nuovi sviluppi e costruire il proprio finale, diventando parte attiva di un processo creativo condiviso. Il progetto crea così un ponte tra generazioni: la fantasia diventa uno spazio comune in cui bambini e persone anziane possono incontrarsi, ascoltarsi e costruire insieme nuove narrazioni. La memoria di chi racconta e l'immaginazione di chi ascolta si intrecciano, dando vita a storie condivise che cambiano, si arricchiscono e continuano a vivere attraverso ogni incontro. Un modo significativo per mettere al centro la persona e ciò che può ancora generare dall'incontro con l'altro".

"Le nostre due Associazioni hanno sostenuto il progetto Ospedale Dementia Friendly sin dalla sua nascita e con esso diversi progetti di Umanizzazione delle Cure proposti dall'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena - hanno commentato Emanuela Luppi (Presidente Associazione GP Vecchi) e Federico Fabbrocino (Presidente Associazione AVO) - Il volume che tenete in mano è frutto di questo grande lavoro e vuole essere un messaggio nella bottiglia che i pazienti con problemi di memoria hanno lasciato a voi in modo che possiate raccoglierlo e farlo fruttare, creando nuove storie che potranno essere donate, quando sarete grandi, ad altri bambini che potranno rielaborarle ancora. I racconti, infatti, sono come dei grandi set di costruzioni, in cui ciascuno inserisce il suo mattoncino per ampliare l'edificio che tutti costruiamo insieme".  

 
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