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Pelle e sole: benefici e danni

Intervista alla dottoressa Francesca Giusti, specialista in Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena.

Francesca Giusti
Francesca Giusti

Siamo in estate, abbiamo voglia di esporci al sole, di abbronzarci per avere quel colorito dorato che ci dà un'aria più sana e ci fa sentire più belli.
Ma sappiamo che i raggi del sole possono provocare danni alla nostra pelle sia diretti ed immediati che tardivi. Ne parliamo con la dott.ssa Francesca Giusti, specialista in Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena.
È noto che il sole possiede proprietà benefiche, ma è anche in grado di provocare effetti dannosi sulla pelle. Cosa si sente di consigliare ai nostri lettori?
Il sole è importante, è la fonte di tutta l’energia e offre indubbi benefici.  Non bisogna tuttavia esagerare con l'esposizione al sole che causa un precoce invecchiamento cutaneo con la comparsa di macchie, rughe e perdita del tono e dell'elasticità. Soprattutto, l’esposizione al sole aumenta il rischio di sviluppare tumori della pelle. L’incidenza di questi ultimi purtroppo in netto aumento nella nostra popolazione e interessa anche le fasce d’età più basse.
Non dobbiamo trascurare anche i danni in acuto di un’eccessiva esposizione solare che potrebbero rovinarci la vacanza, dalla scottatura, alle reazioni fotoallergiche e fototossiche fino alla dermatite polimorfa solare che viene comunemente chiamata eritema solare. Questa condizione si manifesta nei primi giorni di vacanza nelle sedi foto esposte con un’eruzione cutanea pruriginosa di puntini e chiazze rosse. Per prevenirla è consigliabile esporci al sole gradualmente, utilizzando un prodotto topico con protezione solare elevata ed eventualmente iniziare già prima della vacanza ad assumere per bocca prodotti specifici.

 

Dott.ssa parliamo di creme e protezioni. Quanto deve essere questa protezione?  
La protezione solare deve essere scelta in base al fototipo, cioè alla sensibilità della pelle al sole e all'intensità delle radiazioni, che dipende da molti fattori (il momento della giornata, la stagione, la località geografica, etc.).   In generale è consigliabile utilizzare una protezione alta. Studi epidemiologici condotti sulla popolazione australiana, caratterizzata da pelle chiara e forte esposizione solare, hanno dimostrato che utilizzare un prodotto con fattore di protezione (SPF) elevato, almeno sopra a 20-30, riduce dell’80% il rischio di tumori della pelle. È importante proteggere in modo particolare i bambini utilizzando prodotti specificamente formulati per i loro bisogni. Le creme solari per bambini devono garantire il massimo livello di protezione, ma anche favorire e rafforzare le difese naturali della pelle e avere un’ottima resistenza all’acqua. Diversi studi indicano che le scottature solari durante l'infanzia possono duplicare il rischio di tumore alla pelle.
Parliamo invece dei benefici. Quali sono i benefici del sole?  
I benefici sono tanti. Il primo effetto benefico del sole è la sua azione antidepressiva legata alla liberazione di mediatori che migliorano il nostro tono dell’umore. Esiste una forma di depressione (Depressione Stagionale) tipica dei popoli nordici, che durante l’inverno per la scarsa esposizione solare manifestano sintomi quali difficoltà a concentrarsi, poca energia, fatica,   sonno eccessivo e basso tono dell’umore. Il sole svolge inoltre un’importante azione antirachitica, favorendo il metabolismo della vitamina D che mantiene sane le nostre ossa.   Alcune malattie cutanee, poi, beneficiano dell’azione immunoregolatrice del sole (es. psoriasi, dermatite).
Quindi benefici usando regole e buon senso. Quali sono invece le buone norme per esporci al sole?  
È sempre bene ripetere le buone norme da seguire nel periodo estivo: - evitare di esporci nelle ore centrali della giornata - proteggerci anche attraverso un abbigliamento adeguato come un cappello, una maglietta e gli occhiali da sole - usare creme solari con un fattore di protezione adeguato 30 minuti circa prima di esporsi e ripetere l’applicazione ogni 2 ore o dopo il bagno/doccia - applicare le creme solari in quantità adeguata spalmandole sull’intera superficie corporea
Quali sono, invece, i pericoli delle lampade che nel periodo estivo sono molto utilizzate?   
Le lampade solari sono state catalogate nel 2009 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra i cancerogeni, come il fumo, l’arsenico e l’amianto e sono pertanto vietate alle donne gravide e ai minori, in cui purtroppo sempre più studi ci confermano un uso eccessivo. Non devono essere demonizzate se usate come alternativa all’esposizione solare in chi, per motivi vari, non fa vita all’aria aperta o non va in vacanza. Bisogna certamente rivolgersi a centri qualificati e non considerarle uno strumento per mantenere la tintarella tutto l’anno. Piuttosto possono essere utili a preparare la pelle con gradualità alla radiazione UV prima delle vacanze così da evitarci fastidiose scottature o dermatiti.
Quali sono le creme solari da utilizzare? 
Le creme solari devono essere di buona qualità, con fattore di protezione elevato e non scadute. Dovrebbero essere di nostro gradimento dal punto di vista cosmetico, così da avere il piacere di applicarle. Esistono in commercio tantissime formulazioni da potere soddisfare le esigenze di ognuno. Ad esempio, l’adolescente con l’acne può utilizzare un solare formulato per pelle acneica che tratta la patologia e contemporaneamente lo protegge dai danni solari; uno sportivo può usare formulazioni che non bruciano gli occhi se sciolte dal sudore. Chi pratica sport acquatici può trovare in commercio creme solari che mantengono la loro efficacia anche su pelle bagnata e chi ha una cute molto secca può scegliere un prodotto specifico che idrata e nutre.
Secondo lei, questi consigli, rispetto al passato, sono più seguiti? C’è una maggiore attenzione ai rischi del sole?
Secondo me sì. C’è attualmente una maggiore attenzione ai problemi di salute e ai danni da sole, sicuramente favorita da trasmissioni televisive, articoli sui giornali, blog e campagne di prevenzione. Si stima che nel giro di alcuni decenni una morigerata esposizione solare si tradurrà in una riduzione dei tassi di tumore cutaneo in Europa. La stessa cosa si è già realizzata in Australia, dove dal dopoguerra ad oggi sono state fatte numerose campagne informative e di sensibilizzazione che hanno ridotto in maniera significativa l’incidenza di tumori cutanei, pur trattandosi di una popolazione fortemente a rischio per motivi geografici e per fototipo chiaro.