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Lettera aperta del Direttore Generale

Vaccinarsi è un obbligo morale, etico e professionale
Ivan Trenti

I recentissimi episodi di contagio da pertosse fra operatori sanitari e pazienti impongono una riflessione.
È fuori discussione che i professionisti, ignorando di essere infetti, hanno inconsapevolmente contribuito alla diffusione del microorganismo, è tuttavia indispensabile un richiamo alle nostre scelte personali quando come operatori siamo chiamati a tutelare la salute dei pazienti e della comunità. Oltre al doveroso impegno ad assisterli, dobbiamo assicurare loro il minor rischio possibile di contagio: sono bambini e adulti ammalati, e quindi frequentemente presentano un abbassamento delle difese immunitarie, e contano su di noi e la nostra sensibilità e professionalità per farsi curare.
Il problema non sta solo nelle cifre e nelle statistiche; va più in profondità, dentro le coscienze dei singoli e nel cuore della nostra comunità.
Chi opera in sanità ha più di altri il dovere professionale, morale ed etico di prevenire ogni possibile rischio. Tutto questo comprende la disponibilità a prevenire l'insorgenza di contagio anche vaccinandosi al momento opportuno, come ad esempio in previsione della prossima stagione influenzale.
Questo impegno vale per tutte le categorie professionali che lavorano in ospedale e ancor più per chi per molto tempo è a diretto contatto con i pazienti come ad esempio per gli operatori delle professioni sanitarie i quali, inspiegabilmente data la loro professionalità e cultura, continuano a porre poca attenzione e sensibilità a questo argomento.
Vaccinarsi significa proteggere le persone che si affidano a noi con fiducia. E noi non possiamo tradire la fiducia dei nostri pazienti e cittadini!

 

Ivan Trenti 
Direttore Generale