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Nasce il nuovo centro di Alta Specializzazione dell’arto superiore

Avrà il compito di integrare le funzioni delle Ortopedie e Traumatologie dei due ospedali e della Chirurgia della Mano del Policlinico

I quattri direttori coinvolti

Dalla fine di marzo è attivo all’azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena il nuovo Centro di Alta Specializzazione dell’arto superiore. Questo nuovo modello organizzativo è stato presentato il 24 marzo scorso durante un convegno "Le instabilità articolari nell'arto superiore " organizzato dal prof. Fabio Catani (Direttore Ortopedia e Traumatologia del Policlinico), dal dottor Roberto Adani (Direttore Chirurgia della Mano del Policlinico), dal prof. Giuseppe Porcellini , uno dei massimi esperti del settore che , dal 1 aprile 2018 è approdato a Modena e dal dottor Pier Bruno Squarzina (Direttore Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Civile di Baggiovara). l nuovo centro di Alta specializzazione dell’arto superiore dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena nasce per integrare le funzioni delle Ortopedie e Traumatologie dei due ospedali e della Chirurgia della Mano del Policlinico. Si tratta di strutture di terzo livello con importanti competenze e casistiche nella gestione di patologie complesse di natura traumatica, congenita e degenerativa dell’arto superiore. L’obiettivo è quello di realizzare percorsi che consentano al paziente un rapido inquadramento diagnostico e terapeutico multidisciplinare caratterizzato dalla collaborazione tra differenti professionisti. L’auspicio è quello di realizzare nella nostra città, come sottolinea il dottor Adani, uno dei grandi sogni del prof. Augusto Bonola tra i padri dell’Ortopedia modenese e della Chirurgia della Mano a livello nazionale: “la creazione di un luogo in cui il paziente possa trovare le risposte per tutte le patologie dell’arto superiore, dalla spalla alle lesioni ungueali”.
Nel nuovo centro, verranno integrate le collaborazioni esistenti con altri professionisti interni all’Azienda (la Chirurgia Vascolare, il settore Materno-Infantile, la Riabilitazione, l’Oncologia) e con collaboratori “esterni” (Istituto Ortopedico Rizzoli, Istituto di Montecatone, la Medicina Riabilitativa di Ferrara, Istituto INAIL di Vigorso-Budrio), mirando anche al coinvolgimento delle realtà provinciali. Insomma, stiamo parlando di un modello organizzativo nuovo che, però, affonda le sue radici nella lunga tradizione.
Abbiamo posto alcune domande ai diretti interessati.

 
Fabio Catani
Fabio Catani

Prof. Fabio Catani, cosa significa per Modena la nascita di un centro di specializzazione per l’arto superiore 
Questo progetto nasce con l’idea di permettere al paziente affetto da patologie neurologiche postraumatiche o da patologie traumatiche complesse di essere seguito in un percorso unico in cui afferiscono più competenze super-specialistiche e che interagiscono a vicenda con scambio di competenze tra i vari professionisti. L’obiettivo è quello di migliorare l’offerta sanitaria nei confronti del paziente e non ultimo di migliorare le competenze individuali dei singoli operatori. Troppo spesso i pazienti con patologie complesse che coinvolgono più articolazioni seguono dei percorsi diagnostici lunghi e frammentari facendo visite specialistiche multiple senza avere un punto di sintesi. Questo processo diagnostico difficilmente porta ad una decisione sicura ed efficace del trattamento necessario. Il paziente inoltre deve affrontare spese e problemi logistici non indifferenti. Centralizzare l’offerta significa arrivare in tempi più ridotti ad una diagnosi precisa e multidisciplinare avendo un punto di sintesi clinico competente. L’interdisciplinarità significa migliorare ulteriormente le competenze dei vari specialisti e non solo, significa bagaglio culturale più elevato anche a carico dei fisiatri, fisioterapisti, infermieri professionali e di tutti coloro che collaborano a questo progetto, significa possibilità di formazione per tutti coloro (giovani medici e non) che volessero avvicinarsi a questo progetto e che avessero intenzione di riportarlo a modello da imitare, al momento unico sul territorio nazionale.

 
Roberto Adani
Roberto Adani

Dottor Roberto Adani, quali sono gli obiettivi di questo centro?
Si tratta di un progetto ambizioso con tanti professionisti coinvolti con uno specifico obiettivo: creare un luogo di cura che possa dare risposte efficaci, efficienti e appropriate.
Siamo di fronte alla realizzazione del sogno di chi ci ha preceduto: trattare nella nostra Azienda Sanitaria qualsiasi tipo di patologia a carico dell’Arto Superiore. Il desiderio comune è di poter realmente e quotidianamente condividere le informazioni, di discutere insieme i casi più complessi garantendo in tal modo la crescita omogenea, nel rispetto delle diverse competenze, di tutti i professionisti coinvolti nel progetto. Accanto a questo vi sono gli indubbi vantaggi che ci auguriamo di ottenere nei confronti dei pazienti grazie ad una condivisione multidisciplinare delle decisioni terapeutiche con riduzione dei tempi di cura, con prevenzione nei ritardi di trattamento e soprattutto con una nuova tipologia di risposta sanitaria, al momento unica nel suo genere.

 
Bruno Squarzina
Bruno Squarzina

Dottor Bruno Squarzina, parliamo di Traumatologia della spalla e del gomito problematiche e futuri sviluppi
Il paziente che subisce una lesione traumatica dell'arto superiore è una persona che si trova in un istante nell'incapacità di nutrirsi, di lavorare e di poter gestire la propria vita di relazione.
Il trattamento delle lesioni di spalla o gomito è difficile e presenta delle insidie in quanto interessa dei distretti ad elevata complessità anatomica, biomeccanica e funzionale. Inoltre, spesso si tratta di pazienti complessi come il politraumatizzato o il paziente anziano con frattura da fragilità ossea.
La gestione di questi pazienti, come accade anche presso l'OCSAE, deve essere affidata ad un gruppo di chirurghi dotati di una formazione specifica, in grado di spaziare dalla chirurgia ricostruttiva fino all'impianto di protesi articolari ed al trattamento degli esiti traumatici come le deformità, la rigidità e le instabilità articolari. Il coordinamento con la Chirurgia della Mano e la Clinica Ortopedica del Policlinico ci offre l'opportunità di trovare ulteriori sinergie così da fornire alla popolazione una ancora maggiore completezza di cure.

 
Giuseppe Porcellini
Giuseppe Porcellini

Prof. Giuseppe Porcellini, ci può parlare del rapporto tra sport e problematiche dell’arto superiore?
Il nostro obiettivo è costruire un centro di alta specializzazione dell’arto superiore che abbia una forte vocazione su trauma sportivo, un settore dove è necessaria una grande casistica e per il quale qui esistono le migliori condizioni successo. Gli sport di cui mi sono occupato in questi anni sono soprattutto il motociclismo, la pallavolo, il baseball, le arti marziali, dove l’arto superiore è più volte sollecitato. Ma ogni disciplina è diversa dall’altro, in questo senso ci viene in aiuto la biomeccanica che ci consente di seguire con una telecamera il gesto sportivo. Filmarlo, seguirlo, migliorarlo seguendo le analisi del movimento. Questo approccio che non è solo chirurgico, consente di prevenire diversi traumi, educando ai giusti movimenti per evitare successive complicazioni. L’esperienza è importante per quello che, tutti insieme, vogliamo fare a Modena con un approccio di equipe che è l’unico che oggi, in medicina, assicura grandi risultati.