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Una nuova banca dei tessuti all’Ospedale Civile di Baggiovara

Aiuterà la ricerca sulle patologie neurodegenerative

Ivan Trenti, Angelo O. Andrisano, Paolo Cavicchioli, Carlo Adolfo Porro, Paolo Frigio Nichelli
Ivan Trenti, Angelo O. Andrisano, Paolo Cavicchioli, Carlo Adolfo Porro, Paolo Frigio Nichelli

È stata inaugurata lunedì 22 ottobre, all’Ospedale Civile di Baggiovara la Neurobiobanca di Modena per la ricerca sulle malattie neurologiche , con particolare riferimento alle malattie neurodegenerative. Si tratta di una delle prime strutture del genere nel nostro Paese, destinata ad essere un formidabile strumento per la ricerca scientifica nell’ambito delle Neuroscienze. “La ricerca biomedica – ha spiegato il prof. Paolo Nichelli di Unimore - non può infatti prescindere dalla possibilità di studiare e analizzare direttamente molecole, cellule e tessuti. Per questo, un ruolo fondamentale nella comprensione dei meccanismi che portano allo sviluppo delle malattie neurologiche è svolto dalle strutture di raccolta e conservazione di materiali biologici umani e dei relativi dati clinici, quali appunto le biobanche”.
La Neurobiobanca, realizzata col fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena è situata al secondo piano, in sede nei pressi della Neurologia. L’area comprende locali dedicati allo stoccaggio dei campioni biologici e locali dedicati alla loro elaborazione. Gli accessi ai locali della NBBM sono limitati esclusivamente al personale autorizzato e per questo controllati con badge nominale. Inoltre, l’area di stoccaggio dei campioni in vapori di azoto è monitorata da un avanzato sistema di allarmi (sensori di ossigeno, rilevatore di presenza, telecamere) a tutela degli operatori e del materiale biologico conservato.
I campioni biologici umani provenienti sia da soggetti sani sia da pazienti affetti da malattia neurologica, una volta prelevati durante biopsie, procedure diagnostiche (ad esempio prelievi), interventi chirurgici, - precisa la dott.ssa Jessica Mandrioli dell’Azienda Ospedali ero Universitaria di Modena - possono essere conservati dietro consenso del paziente, in totale sicurezza e anonimizzati. Si tratta di tessuti, liquidi biologici (sangue, liquor, saliva, urine, feci, cellule) e acidi nucleici (DNA e RNA) che rappresentano una vera e propria “miniera di informazioni” per i ricercatori nell’ambito delle neuroscienze e per la comunità scientifica in generale, che all’occorrenza li utilizzano per sviluppare studi di medicina di sempre maggiore precisione”.