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Un Hospice per Modena

Intervista al dottor Gabriele Luppi, Presidente del Comitato Hospice Modena dignità per la vita

Villa Montecuccoli a Baggiovara
Villa Montecuccoli a Baggiovara

Nel marzo 2018 un gruppo di 11 persone di diversa estrazione ha costituito una ONLUS dal nome “Comitato Hospice Modena dignità per la vita” per promuovere la realizzazione a Modena di un hospice territoriale attraverso la sensibilizzazione delle istituzioni e della cittadinanza e la successiva raccolta fondi. La ONLUS a maggio diventerà una Fondazione in modo da riuscire a gestire meglio la raccolta fondi e soprattutto proporsi a Comune e AUSL di Modena come principale interlocutore per la fase di costruzione e successiva gestione. Fin dall’estate scorsa il Comune di Modena ha messo a disposizione per il progetto Hospice Villa Montecuccoli di Baggiovara, un edificio ottocentesco che grazie al progetto può essere recuperato e valorizzato. Dell'Hospice abbiamo parlato col dottor Gabriele Luppi, Presidente del Comitato Hospice Modena dignità per la vita

Dottor Luppi, cos’è l’Hospice
L’Hospice è una struttura dedicata alle cure palliative, a bassa tecnologia ed alta umanità. Una struttura residenziale per pazienti con malattie in fase avanzata, non solo di tipo oncologico, già inseriti nel percorso di cure palliative ospedaliere e domiciliari e nei quali non è possibile, in determinate fasi, l’assistenza a domicilio. Il tipo di assistenza nell’hospice ha lo scopo principale di assicurare la dignità e la migliore qualità di vita ai pazienti e loro familiari. Nell’hospice pazienti e familiari devono sentirsi in un ambiente più vicino alla propria casa che non ad un ospedale.
Come mai a Modena serve una struttura come questa? Chi la gestirà?
La delibera regionale n. 560 del 18/5/2015 avente per oggetto “riorganizzazione della rete locale di cure palliative” ha definito gli ambiti di erogazione (“nodi della rete”) delle cure palliative: ospedale, ambulatorio, hospice, domicilio. Ad oggi in provincia di Modena è operativo solo l’hospice ospedaliero del COM con 10 letti, peraltro riservati ai soli pazienti oncologi. Secondo l’OMS, nel 2011 più di 29 milioni di persone sono morte per patologie che richiedono l’intervento di cure palliative e di questi il 34% sono soggetti colpiti da una patologia oncologica. L’Italia, secondo lo studio OMS registra, come il resto dell’Europa, un tasso di fabbisogno di cure palliative pari a 400-500 adulti per 100.000, e nel campo dell’oncologia pari a 150-200 adulti per 100.000. Questi numeri chiaramente dimostrano il bisogno di adeguare l’offerta di cure palliative nei vari nodi della rete compreso l’hospice. Da considerare anche che in provincia di Modena, a differenza delle altre province della regione, ancora non esistono hospice territoriali (in fase di attivazione solo quello di Castelfranco).
Per quanto riguarda la gestione, l’hospice di Modena verrà gestito all’interno della rete locale di cure palliative con modalità da condividere con l’AUSL.
Oltre a lei, chi si è impegnato in questo progetto?
Oltre a me vi sono alcuni professionisti della sanità. Marinella Nasi medico di medicina generale palliativista “interpares”, impegnata da anni nel volontariato socio-sanitario e nelle cure palliative, Daniele Dini, responsabile delle cure palliative del Policlinico, Francesco Sala, medico di medicina generale molto noto in città per la sua attività di scrittore e di direttore della scuola di bioetica dell’ordine dei medici di Modena, l’Assessore uscente alla Sanità del Comune di Modena Giuliana Urbelli. Con noi, l’ex sindaco di Modena e Senatore Giuliano Barbolini, Giuliana Bulgarelli ex coordinatrice assistenza infermieristica domiciliare di Modena, Giancarlo Campana, presidente della polisportiva Sacca, Paola Ferrari, esperta di comunicazione, Anna Maria Mucciarini, storica segretaria di molti sindaci di Modena, Gianni Ricci, professore universitario di matematica, ex preside di Economia e Commercio.
Cosa chiedete ai modenesi? E alle istituzioni?
Alle istituzioni abbiamo chiesto di condividere il progetto hospice Modena e la risposta di Comune, AUSL e AOU è stata da subito molto convinta; chiederemo ovviamente di continuare la collaborazione nella fase di progettualità e adeguamento di Villa Montecuccoli e di pianificare di comune accordo la successiva fase di gestione. Ai modenesi chiederemo di adottare il progetto hospice e di farlo diventare il progetto dell’intera comunità di Modena. A questo proposito sono già state effettuate iniziative di raccolta fondi che verranno intensificate dopo la imminente creazione della fondazione in quanto l’impegno economico previsto è ingente e solo parzialmente coperto da un finanziamento pubblico dedicato.
Quali sono le prossime tappe del progetto?
Dopo ulteriore sopralluogo in data 14/2/19 con tecnici del comune di Modena, Sovrintendenza ai beni culturali di Bologna, architetti del Comitato Hospice Modena, sono state poste le basi per realizzare il progetto di recupero e trasformazione in Hospice di Villa Montecuccoli di Baggiovara. Il Comitato Hospice Modena ha dato incarico all’arch. Francesco Gentilini di redigere il progetto esecutivo da presentare alla Sovrintendenza. L’arch. Gentilini si è messo da subito al lavoro dando la massima disponibilità. In data 12/4/2019 la lettera dell’Assessorato Regionale alla Sanità al Sindaco di Modena ha confermato che l’hospice territoriale di Modena rientra tra i piani di investimento dell’AUSL di Modena.
Infine ci aspetteremmo entro l’estate il parere definitivo della Sovrintendenza per poter pianificare l’avvio dei lavori.