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Policlinico di Modena

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Newsletter - Da Modena alla Sierra Leone: Intervista a Stefano De Julis


Il dottor De Julis con i colleghi
Il dottor De Julis con i colleghi

“Una scelta istintiva, per dare una mano a colleghi che si trovano in estrema difficoltà e che già normalmente lavorano in condizioni di precarietà e di povertà”. Così Stefano De Julis, anestesista-rianimatore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, motiva la scelta, assunta nel giro di 48 ore, di andare in forza ad Emergency in Sierra Leone, per fornire assistenza ai 500 feriti, per lo più ustionati, coinvolti nello scoppio di una cisterna.
Partito l’11 novembre e rimasto una decina di giorni, il dottor De Julis, dirigente medico della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico diretta dal professor Massimo Girardis, ha fatto parte della task force italiana composta da 2 chirurghi plastici, 2 rianimatori e 2 operatori del Dipartimento di Protezione civile. Classe 1984, originario di Corridonia, ma specializzato in UniMoRe, il dottor De Julis è stato assunto di ruolo nel 2019.
“Volevo restituire idealmente quello che noi come Servizio abbiamo ricevuto l’anno scorso durante l’emergenza Covid grazie a colleghi anestesisti esterni all’azienda che sono venuti a darci un aiuto per tirare il fiato”.
Ciò che il dottor De Julis ha portato con sé è stata l’esperienza di anestesia di chirurgia addominale maggiore dei trapianti e di gestione pazienti critici anche in shock settico, di cui Modena è centro eccellenza. “Di fatto il contributo più importante che potevamo portare, oltre al trattamento dei pazienti in loco, era la formazione medica per questi casi critici e urgenti al personale medico del posto”.
L’immagine più toccante che il medico porterà con sé sarà quella di due gemelle che erano molto impaurite dalle medicazioni delle ustioni. “Erano abituate a sedazioni leggere e anche in questo caso temevano il dolore fisico. Le abbiamo convinte e fidarsi e quando si sono risvegliate erano stupite quanto grate del fatto che non si fossero accorte di nulla. Situazioni all’apparenza di “poco significato” come queste vogliono dire moltissimo per noi e per i pazienti stessi”.
Il professor Massimo Girardis ha commentato: “La cosa importante e di maggiore soddisfazione per me come direttore non è solo il fatto che Stefano ha accettato subito, ma anche che il resto dell’Equipe medica si sia resa subito disponibile a coprire tutti i suoi turni di lavoro. Encomiabile lui a dare disponibilità ma bravissimi anche i colleghi. La sentiamo quasi una missione di gruppo e questo mi rende orgoglioso della nostra squadra”.

 

Intervista Integrale

di Alessandra Ferretti

 
 
 
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