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Policlinico Modena, un edificio in legno per i bambini dell’Oncoematologia

Il rendering della Casa di Fausta
Il rendering della Casa di Fausta

Un nuovo passo verso la realizzazione di un sogno che diventa così sempre più concreto e tangibile. Nei giorni scorsi è stato infatti aggiunto un nuovo e importante tassello al percorso che porterà alla costruzione de La Casa di Fausta, la struttura voluta da ASEOP (Associazione per il Sostegno dell’Oncoematologia Pediatrica) che sorgerà nei pressi del Policlinico, in via Campi, destinata ad accogliere i piccoli ricoverati in Oncoematologia pediatrica e i loro familiari.
Due settimane fa, infatti, al Policlinico, è stato siglato l’accordo tra ASEOP e la Wolf Haus di Vipiteno (BZ), azienda leader nella costruzione di edifici in bioedilizia. L’accordo è stato firmato da Erio Bagni, presidente di ASEOP e Kurt Schöpfer, amministratore delegato di Wolf Haus in occasione dell’ultima assemblea dell’Associazione. A sottolineare l’appoggio dell’Azienda Ospedaliero-Univeristaria all’iniziativa, alla firma era presente il Direttore Generale del Policlinico, Licia Petropulacos, che ancora una volta ha ringraziato i volontari per il loro preziosissimo lavoro.
“L’alta qualità dei materiali da costruzione, il calore e la salubrità che il legno dona agli ambienti, i costi di realizzazione e di gestione ridotti rispetto a quelli delle tradizionali strutture in muratura, ci hanno convinto ad affidarci a Wolf Haus” spiega Erio Bagni. Wolf Haus realizzerà l’edificio con i più moderni criteri antisismici, di bioedilizia e di risparmio energetico. Realizzata in legno, la Casa di Fausta offrirà un ambiente confortevole e salubre ai bambini e ai loro accompagnatori, costituendo anche un esempio di edilizia innovativa per tutta la città. “E’ con grande piacere – ha commentato Kurt Schöpfer– che abbiamo siglato questo accordo con ASEOP per costruire una casa per i bimbi. Per noi questo tipo di contratti non sono un semplice lavoro, vogliamo dare il nostro contributo a una causa che crediamo meritoria. La casa sarà costruita con criteri di bioedilizia, in legno e antisismica.” Le prossime tappe del cantiere proseguiranno a ritmo serrato. A metà gennaio vi sarà il rogito tra ASEOP e Comune di Modena e, se tutto andrà bene anche nel reperimento dei fondi, a febbraio cominceranno i lavori di costruzione che dovrebbero durare fino a giugno. “L’obiettivo è inaugurare la Casa di Fausta il prossimo Natale. Per ottenere questo risultato, però, occorre ancora uno sforzo. Mancano 800mila euro per realizzare questo sogno” ha concluso Bagni.
Un volta completata la Casa di Fausta avrà 12 appartamenti, una biblioteca, uno spazio ludico interno, un giardino, una palestra per la riabilitazione, due uffici, un magazzino. La struttura verrà dotata di sistemi informatici in rete con l’ospedale ed in particolare con lo Spazio scuola per consentire al bambino di proseguire il proprio percorso scolastico in diretta relazione con le insegnanti.  La nuova struttura sostituirà quella realizzata nel 2008 che in questi anni ha ospitato pazienti di diversa provenienza, alcuni da centri della provincia di Modena altri da fuori Regione e dall’estero. Fausta Massolo (1935 – 1999) si può considerare la fondatrice dell’Oncoematologia pediatrica a Modena e uno dei pionieri di questa disciplina a livello nazionale. Giunta a Modena nel 1963, nella Pediatria allora diretta da Renato Pachioli, nel 1968 registrò il primo successo terapeutico a Modena per un bambino affetto da tumore del sangue. Lottò tutta la vita per ottenere cure migliori e rendere il reparto adatto a quell’umanizzazione della cura che oggi è un concetto assodato.