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Neoplasie della tiroide: uno studio modenese ha analizzato il ruolo del linfonodo sentinella nella valutazione della prognosi e della terapia

Lo studio presentato sul numero di agosto di J Endocrinol Invest

Roberta Gelmini
Roberta Gelmini

Il ruolo della tecnica del linfonodo sentinella nelle neoplasie differenziate della tiroide è al centro dello studio multicentrico della Chirurgia1 dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena che è stato pubblicato sul numero agosto 2017 della prestigiosa J Endocrinol Invest. Lo studio rientra nel Programma di Ricerca Regione – Università 2010-2012 che aveva portato al finanziamento di quattro progetti nella nostra città tra cui, appunto, quello sulla tiroide. I risultati dello studio saranno presentati durante due importanti convegni internazionali nel corso del 2018, il 18-20 maggio a Philadelphia (USA) il 23-25 luglio a Roma.

Il nostro studio – ha spiegato la prof.ssa Roberta Gelmini della Chirurgia 1 del Policlinico - si proponeva di sperimentare la possibilità di applicare anche nel campo dei tumori ben differenziati della tiroide, la tecnica del linfonodo sentinella, già ampiamente utilizzata per altre neoplasie, come il tumore alla mammella e il melanoma cutaneo. Questa tecnica consiste nel prelevare durante l’intervento ed esaminare il primo linfonodo tributario del drenaggio linfatico della regione tumorale, che è anche il primo ad essere interessato da eventuali metastasi; in caso di sua negatività è estremamente raro che altri linfonodi siano interessati dalla malattia. Questa metodica consente di evitare l’asportazione dei linfonodi peritiroidei in caso di negatività del linfonodo sentinella, riducendo l’incidenza delle complicanze postoperatorie e permettendo di impostare una terapia più mirata del paziente dopo l’intervento.”

Lo studio si è svolto dal gennaio 2011 al gennaio 2013 e ha arruolato 82 pazienti, 24 maschi e 58 femmine con un’età media di 47 anni .Lo studio ha coinvolto, oltre alla Chirurgia 1 del Policlinico l’Unità di Chirurgia Endocrina - Dip. di Chirurgia Generale - Az. USL Forlì - Ospedale G.Bb Morgagni L. Pierantoni e l’Unità di Endocrinochirurgia Sezione di Clinica Chirurgica Generale e dei Trapianti d'Organo - Dip. di Scienze Chirurgiche – AOU Parma.
Lo studio ha permesso l’identificazione del linfonodo sentinella nel 74.4% dei casi e nell’87% di questi vi era corrispondenza tra esame istologico (presenza o assenza di metastasi) del LS e degli altri linfonodi asportati consentendo di valutare l’estensione della malattia.

 

Il tumore alla tiroide è causato dall'anomalo sviluppo di alcune cellule di questa ghiandola, situata alla base del collo appena sotto il pomo d'Adamo. Il tumore alla tiroide si manifesta molto spesso in una forma benigna e più raramente in forme maligne (assumendo in questo caso il nome di cancro alla tiroide). L'incidenza del carcinoma tiroideo è di circa 2-3 casi ogni 100.000 abitanti con una mortalità pari allo 0,5% dei decessi per neoplasia
La diagnosi di neoplasia della tiroide si formula avvalendosi di indagini diagnostiche quali l’ecografia e l’esame citologico su agoaspirato tiroideo.
In provincia di Modena il tumore della tiroide ha un’incidenza di circa30 casi\100.000 e la sua terapia è sostanzialmente chirurgica mediante tiroidectomia ed asportazione dei linfonodi peritiroidei associata o meno a terapia radiometabolica.
In provincia di Modena il tumore della tiroide ha un’incidenza di circa30 casi\100.000 e la sua terapia è sostanzialmente chirurgica mediante tiroidectomia ed asportazione dei linfonodi peritiroidei associata o meno a terapia radiometabolica.