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Policlinico di Modena
 
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Policlinico NewsLetter. Anno 2 n. 2

Il Percorso Diagnostico Teraputico Pancreas

Da Sx Fabrizio di Benedetto, Monica di Furia, Roberto Ballarin
Da Sx Fabrizio di Benedetto, Monica di Furia, Roberto Ballarin

Ne parliamo col dottor Ballarin

In occasione dell'uscita della nuova Brochure per i pazienti seguiti dal Percorso Diagnostico Terapeutico Pancreas abbiamo posto al dottor, medico della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Epato-biliopancreatica e Trapianti, diretta dal prof. Fabrizio di Benedetto, alcune domande sulle neoplasie del pancreas e sul funzionamento del percorso.

 

1) Buongiorno dottor Ballarin. Cos’è il PUNTO PANCREAS? Cosa serve?
Nonostante numerosi protocolli clinici condotti nell'arco di più di 30anni, la prognosi globale delle neoplasie del Pancreas rimane assai sconfortante e, di fatto, il tasso di incidenza annuale dei tumori pancreatici corrisponde, virtualmente, a quello di mortalità. La resezione chirurgica resta al momento attuale ancora l’unica potenziale possibilità curativa, ma è noto che, purtroppo, circa un paziente su cinque riesce ad arrivare ad un intervento resettivo con intento radicale. Nella maggioranza dei casi la diagnosi è tardiva, in genere quando è già presente in vasione locoregionale o malattia metastatica. Il problema di questa neoplasia è la non specificità dei sintomi  e dei segni clinici nelle prima fasi della malattia che, in mancanza di un programma di screening sulla popolazione ad alto rischio, rende ardua una diagnosi precoce. Il ritardo diagnostico è in gran parte legato fatto che il dolore addominale e l’ittero, sintomi principali dei tumori pancreatici, fanno la loro comparsa quasi sempre in una fase in cui il tumore è già in uno stadio avanzato.  La diagnosi precoce, seppure indispensabile, non è in grado da sola di incidere sui risultati globali se non risulta coniugata con una fase terapeutica di altret tanto elevata qualità.

2) Occorre, quindi un centro di alta specialità
Esattamente. Per questi motivi, al Policlinico diModena, è stato istituito Il Punto Pancreascome strumento di presa in carico del paziente che garantisce la multidisciplinarietà e la centralità, ovvero non è più il paziente che deve andare alla ricerca dei vari specialisti , ma sono i vari specialisti che si pongono unitariamente a disposizione dell’assistito per offrire un intervento tempestivo e integrato. Infatti, l’adozione di un approccio interdisciplinare e multidisciplinare nella gestione del tumore pancreatico ha dimostrato di poter fornire trattamenti ottimali con migliori risultati. La formazione di team multidisciplinari, sempre più necessari in virtù dell’elevato livello di specializzazione raggiunto dalle diverse branche sanitarie, intende coniugare attenzione ai bisogni dei pazienti, qualità e personalizzazione delle scelte terapeutiche, appropriatezza ed ottimizzazione dei trattamenti, innovazione e ricerca.

3) Come si accede al PUNTO?
Possono accedere al percorso diagnostico-terapeutico oncologico del pancreas tutti pazienti che presentano una diagnosi sospetta o accertata di neoplasia del pancreas e/o della regione periampollare (ittero ostruttivo, dolore addominale con sintomi/segni di allarme, calo ponderale, cachessia, diabete di recente insorgenza, rilievoecografico/TC) e che accettano di essere seguiti in modo multidisciplinare nell’ambito del Punto Pancreas. Sono esclusi dal percorso i pazienti con neoplasia maligna delle vie biliari intraepatiche, primitive epatiche, metastasi epatiche non di origine pancreatica e le neoplasie gastriche. Il sospetto diagnostico viene formulato da uno specialista delle varie Unità Operative coinvolte (Gastroenterologia, Medicina Interna 1 e 2, Medicina ed Area Critica, Chirurgia Oncologica EBP e Trapianti, Oncologia, Radiologia) durante il ricovero ospedaliero e/o durante la visita che viene effettuata a livello ambulatoriale; questa può essere eseguita in ambulatorio divisionale, su specifica richiesta del medico di Medicina Generale, oppure negli ambulatori privati dei singoli medici a livello libero-professionale. Nei casi in cui sia ravvisato un sospetto di neoplasia viene avviato un percorso diagnostico che porterà il paziente ad eseguire accertamenti clinico-strumentali e/o endoscopici tali da permettere nel più breve tempo possibile la diagnosi. Il PDTA non rappresenta un centro di screening ed il paziente non può accedervi direttamente senza una validazione clinica, fornita da uno specialista delle varie Unità Operative coinvolte nel percorso. Sarà quindi solo dopo che il paziente è stato visitato da uno specialista (I livello) che, in caso di sospetto fondato dineoplasia, ilpaziente verràavviato alle successive indagini diagnostiche ed eventualmente terapeutiche. Queste ultime possono consistere inuno studio radiologico (TC, RNM e/o PET) associato incaso di necessità ad indagini endoscopiche (EGDS, EUS) le quali prevedono l’eventuale indagine bioptica per l’esame istologico, fondamentale per formalizzare la diagnosi di neoplasia maligna. Una volta che la diagnosi di neoplasia è stata posta il paziente entrerà nel percorso terapeutico che può variare a seconda dello stadio della malattia.    

4) Che servizi il paziente riceve al PUNTO?
Al paziente che accede al Punto Pancreas verrà garantita la tempestività degli accertamenti clinico-strumentali e del successivo trattamento terapeutico più idoneo (chirurgico e/o oncologico). Oltre alla tempestività verrà garantita l’assistenza da parte di personale medico con particolare esperienza nella patologia pancreatica. Il Punto Pancreas, come strumenti aggiuntivi rispetto ad altri PDTA, fornisce al paziente anche l’assistenza da parte del Nutrizionista e di un supporto Psicologico (esteso anche ai familiari) in caso di necessità.        

5) Il PUNTO è attivo dal 2014. Che bilancio può fare di questi primi due anni?
Si stima (dati del Registro Tumori di Modena) che nella nostra Provincia il tasso di incidenza annuale di diagnosi di Tumore del Pancreas sia di 175 pazienti/anno. Dal giugno 2014 sono stati discussi collegialmente e sono entrati nel Punto Pancreas, del Policlinico di Modena, circa 200 nuovi pazienti. Nel 100% dei casi è stato eseguito un esame strumentale di II livello (TC-RMN e/o PET) entro 7 giorni dalla richiesta ed in quasi il 70% (dei pazienti che ne necessitavano) è stato eseguito un esame endoscopico entro una settimana. Questo ha garantito ai vari pazienti afferenti al Punto Pancreas di ottenere in brevissimo tempo una diagnosi e di conseguenza ha permesso il successivo iter terapeutico più appropriato. Dallo stesso periodo è inoltre attivo il programma di Chirurgia mininvasiva robotica che ha permesso, in casi selezionati, l’utilizzo di questa tecnologia chirurgica per il trattamento dei tumori del pancreas.    

6) Purtroppo il tumore al PANCREAS è uno di quelli più gravi e dalla prognosi più infausta.
Cosa si sentirebbe di dire, oggi, a un paziente al quale hanno diagnosticato questa patologia? Negli ultimi 30 anni le tecniche chirurgiche e le terapie Oncologiche (chemioterapia e radioterapia) hanno fatto molti progressi, tuttavia, il ritardo diagnostico rimane ancora il tallone d’Achille di questa patologia. Riuscire ad ottenere in breve tempo una diagnosi, essere assistiti da professionisti esperti e dedicati a questa patologia, avere gli strumenti chirurgici e tecnologici più avanzati ed avere terapie e protocolli (neoadiuvanti o adiuvanti) più recenti può permettere ai pazienti di affrontare questa grave patologia con tutte le armi a disposizione. La multidisciplinarità, che ha inizio dai MMG e che può proseguire con il Punto Pancreas, può in questa patologia fare la differenza.

Gabriele Sorrentino