Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena
 
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Giornata Mondiale del Diabete: l’Associazione Giovani con Diabete di Modena dona due tablet alla Pediatria del Policlinico di Modena

Il Policlinico segue circa 250 bambini l’anno col Diabete di tipo 1.

Lorenzo Iughetti, Daniele Bandiera, Barbara Predieri
Lorenzo Iughetti, Daniele Bandiera, Barbara Predieri

L’Associazione Giovani con Diabete di Modena (AGDM) ha donato due tablet alla Pediatria dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, diretta dal prof. Lorenzo Iughetti, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete che si celebra in tutto il mondo il 14 novembre per sensibilizzare e fare prevenzione su questa patologia. La donazione rientra nel tema di quest’anno, Accesso alle cure e verrà infatti utilizzata per facilitare l’accesso alle informazioni e ai percorsi di cura dei giovani pazienti. L’Associazione, rappresentata dal Presidente Daniele Bandiera, è stata accolta dal prof Lorenzo Iughetti e dalla prof.ssa Barbara Predieri che hanno ringraziato l’Associazione per la sensibilità.  

In età pediatrica circa il 93% dei casi è rappresentato dal diabete tipo 1, che necessita della insostituibile terapia con insulina sottocute, mentre il 6% dei casi è rappresentato da forme più rare monogeniche e, nella nostra realtà, solo l'1-2% dei casi è rappresentato dal diabete tipo 2, spesso associato ad obesità e/o sovrappeso. 

"Il diabete tipo 1 - spiega il prof. Lorenzo Iughetti, Direttore della Pediatria del Policlinico di Modena - è una malattia cronica di natura autoimmune con un'incidenza nella popolazione italiana 0-14 anni pari a circa 13 casi/100.000/anno. Il soggetto che ne è affetto non è più in grado di produrre insulina in quanto le cellule del pancreas, deputate a questa produzione, vengono distrutte a causa di un meccanismo anticorpale specifico. Ne consegue un aumento dei livelli di glucosio nel sangue associato alla comparsa di sintomi clinici specifici quali l'urinare ed il bere più del solito, la perdita di peso e la mancanza di energia. Non è possibile prevenire il diabete tipo 1, ma con il riconoscimento precoce dei sintomi si può prevenire l'esordio in chetoacidosi che, se si manifesta, può mettere a rischio la vita dei nostri bambini. Purtroppo, nel corso della pandemia COVID-19 anche noi, come a livello nazionale, abbiamo assistito ad un drastico aumento dei casi con chetoacidosi all’esordio. Il contenimento del Coronavirus e le misure di prevenzione del contagio hanno determinato una riduzione degli accessi sia al Pronto Soccorso che ai Pediatri di Libera Scelta. È quindi indispensabile richiamare l’attenzione delle famiglie e dei sanitari sui sintomi indicati e sull’invio immediato presso il centro di riferimento, al fine di evitare ritardi diagnostici ed aggravamento delle condizioni cliniche.Ogni anno, alla nostra Pediatria, che rappresenta il centro HUB per il diabete in età evolutiva per Modena e Provincia, ci occupiamo di circa 25 nuovi esordi di diabete tipo 1 e ad oggi, l'Ambulatorio di Diabetologia Pediatrica, con il suo team multidisciplinare (pediatri diabetologi, infermieri, dietiste, psicologa) segue circa 250 bambini ed adolescenti affetti da diabete.

Accesso alle cure. Se non ora, quando? Questo il tema della Giornata mondiale 2021 contro il diabete che quest’anno assume una connotazione peculiare perché ricorrono anche i 100 anni dell’insulina, una delle più grandi scoperte scientifiche dell’ultimo secolo. Un tema ampio, per sottolineare ancora una volta come l’accesso alle cure resta una priorità per milioni di persone che ogni giorno convivono col diabete. Un tema, quello dell’accesso alle cure che nel nostro paese si declina come accesso alle terapie innovative e ai dispositivi tecnologici, ma anche accesso a stili di vita salutari che includano una attività motoria bilanciata e una sana alimentazione. Inoltre, molta attenzione anche per l’accesso al supporto psicologico e alla educazione terapeutica e alla formazione per gli insegnanti che accolgono in classe bambini con diabete. “Da sempre AGDM è al fianco dei giovani, e sviluppa molte attività a sostegno delle famiglie con progetti che promuovano la socialità, l’integrazione e l’accoglienza del ragazzo con diabete nei gruppi di coetanei. Ma anche con iniziative, come quelle proposte quest’anno in occasione della Giornata mondiale del diabete, per sensibilizzare e informare anche sul tema del diabete in età pediatrica e diffondere la conoscenza dei sintomi, spesso subdoli che accompagnano l’esordio della malattia nei bambini” – spiega Daniele Bandiera, presidente di AGDM. 

Il nostro impegno – ha spiegato la prof.ssa Barbara Predieri, Pediatra del Policlinico che si occupa dell’Ambulatorio di Diabetologia Pediatrica – è da sempre quello di essere all’avanguardia nella diabetologia pediatrica seguendo l’evoluzione della ricerca e le sue declinazioni in ambito clinico, fornendo la migliore assistenza possibile ed assicurando la specialistica più competente con le tecnologie più avanzate.La pandemia COVID-19 ci ha chiamati a rispondere a nuove sfide, ha imposto la necessità di ridisegnare l’assistenza alle famiglie con bambini affetti da diabete tipo 1, anche attraverso l’implementazione di strumenti di gestione, quali la telemedicina. I tablet ci serviranno per svolgere l'educazione terapeutica del diabete nei pazienti ricoverati per l'esordio di malattia, per mostrare loro materiale e video informativi. In questo periodo di COVID in reparto può essere presente un solo genitore e i tablet consentono la presenza, sebbene virtuale, anche dell'altro genitore o dei parenti. Questo collegamento durante i colloqui che svolgiamo per l'educazione alla gestione della malattia è fondamentale perché ci permette di fornire informazioni anche a tutti gli altri componenti del nucleo familiare che avranno un ruolo attivo nella quotidianità del bambino, dando risposte immediate alle loro domande. Infine, saranno utili per facilitare lo svolgimento delle visite ambulatoriali tramite la telemedicina. Il diabete è la malattia cronica più tecnologica dal punto di vista terapeutico, pensiamo ai sistemi di monitoraggio del glucosio in real-time ed ai sistemi ibridi con microinfusori per la somministrazione dell’insulina. La telemedicina è diventata e sarà stabilmente presente nel percorso di cura, ma sarà una telemedicina che integra, non sostituisce, i percorsi di assistenza in presenza.

 
 
 
 
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