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Policlinico NewsLetter. Anno 2 n. 5

NEWS - Fibrosi Polmonare Idiopatica

Successo per l'OPEN DAY che si è svolto Sabato 17 settembre, dalle 10.00 alle 13.00 presso il Centro Servizi della Facoltà di Medicina e Chirurgia, in Largo del Pozzo, 71, dedicato alla Fibrosi Polmonare Idiopatica, forma grave di patologia interstiziale polmonare di genesi sconosciuta eprognosi infaustache colpisce circa tra le 80.000 e le 111.000 persone con un incremento di circa 35.000 nuovi casi all’anno. Il MaRP, centro di riferimento per la diagnosi e la cura dell’IPF, fa parte della Struttura Complessa di Malattie dell’Apparato Respiratorio, diretta dal dottor Pietro Roversi. Al Policlinico di Modena, ha sede AMA – Fuori Dal Buio, una delle associazioni che ha promosso e coordinato l’iniziativa in tutta Italia insieme all’Associazione Italiana Donatori d’Organo (AIDO).

Gli esperti esperti della malattia hanno risposto alle domande di pazienti e familiari e non sono mancate le testimonianze di chi quotidianamente vive la fame d'aria, con la speranza di una cura definitiva o di un trapianto, con fiducia nelle cure. Tra gli altri hanno partecipato il dottor Fabrizio Luppi, Direttore del MaRP, la dottoressa Stefania Cerri, ricercatrice del MaRPe la dottoressa Daniela Magnani, coordinatrice del gruppo di Supporto di AMA Fuori dal Buio. Per tutti è stato possibile effettuare una spirometria gratuita grazie alla presenza del personale sanitario.

La Fibrosi polmonare idiopatica (IPF) riempie il tessuto interstiziale dei polmoni di tessuto fibroso fino a portare il paziente – nella maggior parte dei casi - all'insufficienza respiratoria. Le sue cause scatenanti sono ancora avvolte dal mistero. A Modena si stima che i pazienti colpiti sianocirca200.Sappiamo – spiega il dottor Fabrizio Luppi - che la malattia compare più frequentemente dopo i 60 anni d'età, soprattutto in pazienti di sesso maschile , fumatori o ex fumatori.I primi sintomi sono ingannevoli: un po' di tosse secca, mancanza di fiato (dispnea) dopo uno sforzo. I pazienti spesso sottovalutano questi sintomi, ma basterebbe un'attenta visita specialistica per far nascere il dubbio che possa trattarsi proprio di fibrosi polmonare idiopatica”. Proprio il Policlinico di Modena ha studiato un metodo mininvasivo in grado di accendere un campanello d’allarme e suggerire un approfondimento diagnostico: “I cosiddetti <rantoli a velcro> che si odono dall’auscultazione del torace - spiega la dottoressa Stefania Cerri -possono instillare un primo sospetto diagnostico, ponendo le basi per una diagnosi precoce con screening a basso costo, attraverso la rivalutazione del più semplice strumento del medico, il fonendoscopio. Nella maggior parte dei casi una TAC aiuta a giungere a una diagnosi di certezza”.

Gabriele Sorrentino
Redazione