Policlinico di Modena

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Al Policlinico di Modena si parla di malattie reumatiche del polso e della mano

Si svolgerà a Modena nelle giornate del 20-21 Maggio 2016 presso l’Accademia Militare di Modena l’VIII Convegno regionale di aggiornamento “Malattie reumatiche del polso e della mano organizzato dalla Struttura Complessa di Chirurgia della Mano del Policlinico di Modena, diretta dal dottor Roberto Adani. Il convegno, presieduto dal dottor Adani, ha come Responsabile Scientifico il dottor Augusto Marcuzzi, chirurgo della mano del Policlinico, con la collaborazione scientifica della prof.ssa Maria Teresa Mascia (Immuno-reumatologia del Policlinico) e della dott.ssa Silvana Sartini (Riabilitazione della Mano). Il Convegno ha l’obiettivo di fornire le linee guida sul percorso diagnostico terapeutico e riabilitativo riguardante le patologie reumatiche del polso e della mano dall’età pediatrica all’età adulta e creare le condizioni per una collaborazione attiva tra Reumatologi, Fisiatri e Chirurghi attraverso l’attivazione di ambulatori pluridisciplinari per la gestione di un percorso diagnostico terapeutico delle patologie reumatiche coinvolgenti il polso e la mano. Per questo motivo il Convegno si rivolge a Medici Chirurghi specialisti in: Ortopedia e Traumatologia, Medicina Fisica e Riabilitazione, Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Reumatologia, Medicina Legale, Dermatologia e Venereologia, Chirurgia Pediatrica, Radiodiagnostica, Pediatria, Pediatria (Pediatri di libera scelta), Medicina Generale (medici di famiglia), Medicina Interna. Psicologi, Fisioterapisti, Terapisti Occupazionali e Tecnici Ortopedici. In particolare verranno affrontate varie tematiche, dalla diagnosi di laboratorio e strumentale all’inquadramento clinico con interessamento dermatologico, il trattamento riabilitativo pre-operatorio, il trattamento chirurgico, la terapia occupazionale, il trattamento riabilitativo postoperatorio ed infine si proporranno le linee guida o di raccomandazione relative alle diverse procedure diagnostico terapeutiche e riabilitative.
Ampio spazio sarà dedicato alla discussione, grazie alla partecipazione di esperti italiani e stranieri di fama internazionale. “Le patologie che causano più frequentemente problematiche a livello di mano e polso - spiega la prof.ssa Maria Teresa Mascia - sono l'artrite reumatoide, l'artropatia psoriasica ela condrocalcinosi Fortunatamente i trattamenti farmacologici attuali si sono dimostrati in grado di ridurre le deformità articolari causate da tali patologie. Solo pazienti che non rispondono ai trattamenti o che comunque presentano problematiche complesse vengono indirizzati a questo percorso interdisciplinare”.
L’interessamento del polso e della mano – spiega il dottor Augusti Marcuzzi - rappresenta un capitolo importante delle patologie reumatiche che interessano, non soltanto le articolazioni e le strutture tendinee dei vari distretti del corpo umano, ma coinvolgono anche apparati interni, come quellorespiratorio e digerente nonché la pelle intesa come organo complessivo. La patologia reumatica può essere causa di gravi esiti che portano a limitazioni durante le attività della vita quotidiana (Activities of Daily Living - ADL) spesso accompagnate da una combinazione di disabilità multiple come dolore, gonfiore articolare, range di movimento limitato, distruzione delle articolazioni o deformità. La malattia reumatica, per essere gestita correttamente, richiede un approccio pluridisciplinare, coinvolgendo quindi diversi specialisti nel percorso diagnostico terapeutico, pronti ad intervenire al momento opportuno”.
Da queste considerazioni è nata l’esigenza di creare una sinergia di intervento dei vari specialisti interessati: reumatologo, fisiatra e chirurgo, terapista occupazionale e fisioterapista, per garantire un inquadramento diagnostico e migliorare la qualità del trattamento. Ormai vi è un sostanziale accordo fra gli specialisti di area e di apparato, nel considerare che solo la piena condivisione di tutte le informazioni relative al paziente affetto da una malattia reumatica potrà consentire la stesura di adeguati percorsi diagnostico-terapeutici, utili nel guidare il medico nel difficile iter assistenziale del soggetto in cura ed ancora, altro aspetto significativo nella gestione del paziente è l’evidenza scientifica di una sinergia tra il trattamento farmacologico, ormai estremamente articolato in proposte sempre più orientate al miglioramento del rapporto ottimale tra efficacia-sicurezza-costi, e la terapia non farmacologica, sia riabilitativa che chirurgica, il cui obiettivo sarà quello di migliorare costantemente l’outcome del paziente. Oggi non è più ipotizzabile un lavoro organizzato in compartimenti stagni, ma deve essere riconosciuta la validità di un confronto culturale costante fra lo specialista reumatologo, fisiatra e chirurgo, per raggiungere insieme un obiettivo comune .

 
 
 
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