Policlinico di Modena

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Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena
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Giornata nazionale donazione e trapianti, l’AOU di Modena ringrazia donatori e famiglie e continua al massimo il proprio impegno

Dall’inizio dell’anno 2021 sono stati eseguiti 25 trapianti di fegato, di cui 3 da donatore vivente, e 6 trapianti di rene di cui 3 da donatore vivente con prelievo robotico

Fabrizio Di Bendetto ed Elisabetta Bertellini
Fabrizio Di Bendetto ed Elisabetta Bertellini

Nella Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti che si celebra oggi e che è istituita dal Ministero della Salute, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena intende ringraziare i donatori e le loro famiglie e assicura che continuerà il proprio impegno per rispondere ai bisogni di chi è in attesa. La dura pandemia globale di Covid-19 non ha infatti fermato i trapianti, guidati dall’equipe della Chirurgia dei Trapianti, diretta dal Prof. Fabrizio Di Benedetto, che nel 2020, anno in cui è stato rilanciato il programma di trapianto da donatore vivente di fegato a Modena, hanno raggiunto quota 77 trapianti di fegato e 33 trapianti di rene, questi ultimi in collaborazione con la Nefrologia diretta dal Prof. Gianni Cappelli. Cruciale è la collaborazione con il reparto di Anestesia e Rianimazione del Policlinico, diretto dal Prof. Massimo Girardis, che fornisce l’assistenza anestesiologica intra e post-operatoria. Dall’inizio dell’anno 2021 sono stati eseguiti 25 trapianti di fegato, di cui 3 da donatore vivente, e 6 trapianti di rene di cui 3 da donatore vivente con prelievo robotico.
Come afferma il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Claudio Vagnini, “l’attività trapiantologica è frutto di una complessa organizzazione al servizio di un gesto di grande generosità che può salvare la vita alle persone. A Modena questa attività, che rappresenta un’eccellenza a livello europeo, è resa ancora più favorevole dalla complementarietà tra le Terapie Intensive e il Centro Trapianti nell’ambito della nostra Azienda”.
“Il momento in cui una persona è chiamata a decidere se donare gli organi di un proprio congiunto è tra i più difficili, perché la decisione va effettuate in tempi brevi, mentre si cerca di elaborare la terribile notizia di un lutto, tra paure e dubbi”, spiega Elisabetta Bertellini, Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione all’Ospedale Civile di Baggiovara AOU, che aggiunge come “il nostro lavoro sia possibile grazie all’integrazione di diverse professionalità e specialità”. Il centro spicca tra le altre cose anche per il prelievo di organi a cuore fermo. “All’estero – prosegue la dott.ssa Bertellini – questa prassi è molto diffusa, mentre in Italia è praticata ancora solo in un numero molto limitato di centri dotati di competence e tecnologia adeguate alla complessità della procedura. Noi siamo uno di questi. In tali casi è fondamentale garantire la funzionalità degli organi prelevati grazie ad un’accurata gestione del donatore, puntando a limitare il danno ischemico, utilizzando assistenza cardiocircolatoria extracorporea (ECMO), immediatamente applicata dopo l’accertamento di morte”.

 
Massimo Girardis
Massimo Girardis

Come commenta il prof. Fabrizio Di Benedetto, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Epato-Bilio-Pancreatica e Chirurgia dei Trapianti di fegato all’AOU di Modena e professore all’Università di Modena e Reggio, “in questi numeri si può trovare la vocazione all’innovazione del nostro centro, che offre oggi l’unico programma attivo in Italia di trapianto di fegato da donatore vivente tra adulti, e l’unico centro in Regione Emilia-Romagna a promuovere l’uso della tecnologia robotica al servizio dei trapianti d’organo. L’Azienda Ospedaliera e l’Università hanno investito in questi programmi, affidando al nostro reparto la responsabilità chirurgica del trapianto di rene e creando così un grande centro di chirurgia trapiantologica moderna, con particolare riguardo alle innovazioni tecnologiche. Nella Giornata di oggi intendiamo ringraziare i donatori e le loro famiglie, perché sono quelli che fanno il sacrificio e senza i quali noi, pur con le nostre competenze e professionalità, non potremmo salvare alcuna vita”.

 
 
 
 
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