Policlinico di Modena

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Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena
Emergenza COVID19
 
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COVID19, la situazione all’AOU di Modena

40 ricoveri negli ospedali modenesi, di cui 29 in degenza ordinaria e 11 tra terapia intensiva e semi-intensiva. La “Variante inglese” è ancora maggioritaria in terapia intensiva e sul territorio

COVID19, la situazione all’AOU di Modena

Situazione ricoveri
Prosegue la riduzione dei ricoveri in Azienda Ospedaliero Universitaria, che oggi sono 40. Di questi, 29 sono in degenza ordinaria, di cui 19 al Policlinico e 10 all’Ospedale Civile di Baggiovara. I ricoveri tra Terapia Intensiva e Semi Intensiva sono invece 11,di cui 7 al Policlinico e 4 all’Ospedale Civile.

Vaccinato il 99% dei medici, crolla del 95% la positività tra i vaccinati
Prosegue la vaccinazione del personale. Tra i medici, l’adesione alla vaccinazione ha raggiunto il 99% tra i medici . Su 4950 operatori hanno fatto la vaccinazione, 4556 sono sanitari e 4160 hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 20 gg, 64 hanno un appuntamento e le vaccinazioni sono ancora in corso, 83 operatori exCovid, come da indicazione ministeriale, dovranno aspettare 3 mesi dalla positività ed eseguiranno una sola dose di vaccino. I casi Covid tra i dipendenti dall’inizio della pandemia, ad oggi sono stati 839. Il picco massimo è stato il 20 novembre del 2020 con 176 casi. Di fatto,come già accennato in altre occasioni,dalla fine di gennaio l’incidenza negli operatori ha avuto un crollo pari a -95% anche momenti in cui continuava a salire il numero di nuovi casi nella popolazione.

Varianti circolanti sul territorio provinciale (dato aggiornato al 10.06.2021)

Dal 10 marzo a oggi , in base alle indicazioni regionali sullo screening con test REAL TIME PCR per la ricerca di varianti su pazienti positivi a SARS-CoV-2, sono stati valutati 177 tamponi positivi tra i pazienti ricoverati nelle terapie intensive del Policlinico, Baggiovara e Ospedale di Carpi. In tutto, 135 (77%) tamponi hanno presentato mutazioni del virus compatibili con variante inglese, 30 (17%) i tamponi compatibili con variante brasiliana, restano 3 (2%) i tamponi con mutazioni compatibili a variante nigeriana e salgono a 7 (4%) i tamponi riscontrati senza mutazioni ascrivibili alle suddette varianti. Di questi ultimi 7 tamponi, 6 sono stati sottoposti ad analisi dell’intero genoma e i risultati ottenuti hanno evidenziato la presenza di 2 ceppi appartenenti al lineage B.1.1.420 corrispondente ad una variante già riscontrata in altre zone d'Italia, ma anche in molti altri Paesi .
Il dato delle terapie intensive è tutto sommato in linea con i risultati del programma di monitoraggio regionale sulla diffusione varianti per il mese maggio tramiteal laboratorio di riferimento regionale (IZSLER di Parma) per essere sottoposti all’analisi di sequenziamento genomico. Si tratta di tamponi scelti a caso tra tutti quelli risultati positivi a livello provinciale. Nel mese di maggio, infatti, sono stati analizzati 100 tamponi che hanno permesso di riscontrare 77 ceppi di variante inglese corrispondente al 77%, 11 ceppi di variante brasiliana corrispondente all’11% (leggermente inferiore, quindi rispetto alla sua presenza in terapia intensiva), 1 ceppo di variante nigeriana corrispondente (1%), di 2 ceppi lineage B.1.1.420 (2%) e 9 ceppi virali non variante corrispondente al 9%. Il monitoraggio prosegue per il mese di giugno.
Il giorno 18 maggio, è stato effettuato un ulteriore monitoraggio random su 28tamponi, sempre stati scelti a caso tra quelli risultati positivi in provincia, nell’ambito dello studio promosso dall’Istituto Superiore di Sanità che prevede di sequenziare l’intero genoma. Questo studio che vede impegnati tutti i laboratori regionali ha evidenziato, per la provincia di Modena, la presenza di 19 ceppi di variante inglese corrispondenti al 68% e 9 ceppi di variante brasiliana corrispondenti al 32%.La precedente campionatura per l’ISS, effettuata in aprile, aveva trovato, su 28 tamponi, 27 varianti inglesi e 1 variante brasiliana. La variante inglese è quindi dall’86% al 68% e la variante brasiliana sale dal 14% al 32%. Un dato interessante, anche tenendo conto del campione ridotto.

 
 
 
 
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