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Policlinico di Modena

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Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena
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Modena, per tre settimane, capitale italiana della formazione in chirurgia mini-invasiva

Si è conclusa giovedì scorso una non stop di tre settimane: 78 docenti da tutto il mondo e 133 discenti da tutta Italia

Micaela Piccoli
Micaela Piccoli

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena capitale italiana della formazione in chirurgia mini-invasiva. Si è  conclusa giovedì 23 giugno, all’Ospedale Civile di Baggiovara, una non-stop di tre settimane di formazione in chirurgia generale mini-invasiva presso l’UOC di Chirurgia Generale d’Urgenza e Nuove Tecnologie, diretta dalla dott.ssa Micaela Piccoli, Centro di formazione di 1° e 2° Livello della Scuola di Riferimento Nazionale SIC - Società Italiana di Chirurgia e Centro di formazione dell’ISHAWS (Italian Society of Hernia and Abdominal Wall Surgery). Sono stati 133 i chirurgi che, da tutta Italia, hanno partecipato ai corsi. Oltre ai componenti dell’équipe modenese, sono stati 78 i docenti, italiani e stranieri, arrivati presso il centro modenese per portare le loro esperienze e contribuire all’altissimo livello di formazione da dedicare ai discenti.
 
Si tratta di un grande risultato - ha commentato il Direttore Generale, dottor Claudio Vagnini per il quale voglio complimentarmi con tutte le equipe coinvolte. Un risultato che è frutto di un grande lavoro di squadra, capace di mettere in rete le grandi competenze di tutta l’Azienda.” Oltre all’equipe della dottoressa Piccoli, all’evento hanno partecipato il dottor Carlo Alboni, chirurgo ginecologo del Policlinico, che ha operato anche in diretta, l’equipe della Gastroenterologia dell’Ospedale Civile, diretta dalla dottoressa Rita Conigliaro – che ha svolto con i chirurghi interventi combinati – gli anestesisti dell’equipe diretta dalla dottoressa Elisabetta Bertellini. I Corsi hanno visto le lezioni da parte del dottor Pier Luca Ceccarelli, Direttore della Chirurgia Pediatrica del Policlinico, del prof. Salvatore Micali, Direttore dell’Urologia, del prof. Fabrizio Di Benedetto, Direttore della Chirurgia Oncologica Epato-Bilio-Pancreatica e Chirurgia dei Trapianti di Fegato del prof. Alessandro Stefani, Direttore della scuola di specializzazione in Chirurgia toracica di Unimore.
 
“Presso il nostro centro - spiega la dottoressa Micaela Piccoli che è anche direttrice della Scuola di Riferimento Nazionale SIC– si sono succeduti tre corsi di formazione: un I° livello base e un II° livello avanzato della Scuola di Riferimento Nazionale SIC (Società Italiana di Chirurgia) di chirurgia laparoscopica di base e nuove tecnologie in chirurgia mini-invasiva e un corso avanzato di chirurgia mini-invasiva della parete addominale dell’ISHAWS (Italian Society of Hernia and Abdominal Wall Surgery). I corsi si sono articolati in lezioni teoriche e discussioni interattive alternati ad interventi di live surgery trasmessi in diretta dalle sale operatorie. I corsi hanno l’obiettivo di insegnare ai chirurghi, procedure e tecniche chirurgiche innovative e all’avanguardia”. La non-stop modenese ha riunito i massimi esperti di chirurgia generale mini-invasiva e ultraspecialisti, ginecologi, urologi e chirurghi pediatrici, endoscopisti e anestesisti; docenti non solo italiani, ma anche top level in collegamento streaming da Spagna, Stati Uniti, Inghilterra. Una Scuola che ha respirato aria internazionale a dimostrazione di come la realtà chirurgica modenese si confermi fiore all’occhiello del panorama chirurgico mondiale.
 
“In tre settimane – continua la dottoressa Piccoli - abbiamo visto portare a termine 78 procedure chirurgiche in diretta, 63 con tecnica laparoscopica e 15 con approccio robotico, di cui 24 eseguite da chirurghi esterni ospiti, il tutto in trasmissione live da due sale operatorie (compresa la sala ibrida) attive contemporaneamente nel nostro blocco operatorio e per tre interventi anche dall’ Ospedale di Sassuolo. Tutte le nuove tecnologie sono state gestite con una qualità di trasmissione altissima (schermi 4k)”. La live surgery rappresenta oggi un potente strumento di formazione e apprendimento. Fare chirurgia insegnando significa produrre un fiume di immagini, di idee, di condivisione di tecniche e procedure, tra operatori esperti e discenti in stretto collegamento e costante interazione, con la possibilità di intervenire in diretta, porre quesiti, partecipare al decision-making: un’occasione preziosa, insomma, di ‘fare Scuola’.
 
Il volume di interventi eseguiti ha permesso di spaziare da procedure a bassa complessità chirurgica, di fatto i primi interventi con cui un giovane chirurgo si interfaccia nel suo percorso di crescita professionale, a procedure complesse di chirurgia avanzata, sia oncologica sia benigna, che ha toccato pressoché tutti gli ambiti, dalla chirurgia colo-rettale, di parete, esofago-gastrica, epatobiliopancreatica, bariatrica ed endocrinologica, nonché procedure combinate con i colleghi endoscopisti a testimoniare anche il valore del lavoro multidisciplinare in multi-équipe. “La nostra scuola – conclude la dottoressa Piccoli - non si ferma qui; i discenti nei prossimi mesi avranno la possibilità di dedicarsi alla parte pratica frequentando i diversi centri di tirocinio in cui i docenti di riferimento sono chiamati a fare da tutor. E a dicembre, tutti di nuovo a Modena per la conclusione dei corsi e la consegna dei diplomi. I miei ringraziamenti vanno a tutti i miei collaboratori, agli anestesisti, al personale infermieristico di sala operatoria (coordinati da Filippi Umberto) e di reparto (coordinati da Pietro Porrello), e a tutti i tecnici (coordinati da Senesio Cerchiari) che hanno reso realizzabile questa maratona chirurgica. Ringrazio, inoltre l’Azienda Ospedaliera tutta che ha permesso e supportato i professionisti in questa iniziativa formativa in tutta la sua complessità organizzativa”. 

 
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