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Policlinico di Modena

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Giornata Mondiale per il Tumore Pancreatico: a Modena si studia come manipolare l’ambiente tumorale per rendere il cancro più aggredibile

Il COM si illumina di viola

Il COM si illumina di viola

Anche per questo anno, il Padiglione Beccaria si illumina di viola. La struttura che ospita l’attività dell’Oncologia all’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena aderisce alla giornata mondiale sul tumore del pancreas che ricorre ogni novembre per sensibilizzare verso una delle neoplasie più aggressive che ci siano. Mentre per molti tumori la prognosi è migliorata negli ultimi 20 anni, poco è cambiato per il tumore pancreatico con meno di 1 paziente su 10 che sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. Con oltre 14000 casi all’anno in Italia, il tumore del Pancreas è una neoplasia che si presenta nella gran parte dei casi con metastasi in atto. “E’ un tumore davvero bizzarro in cui sono più rappresentate le cellule di accompagnamento dette stromali che il tumore stesso”, sottolinea il professor Massimo Dominici, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia medica all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e professore all’Università di Modena e Reggio Emilia. “Ad oggi i dati ci indicano che abbiamo trascurato queste cellule di accompagnamento. Senza di loro il tumore potrebbe essere più vulnerabile. E proprio per questo che a Modena stiamo lavorando per comprenderle meglio ed eliminarle”.

Ad oggi, la resezione chirurgica resta ancora l’unica potenziale possibilità curativa, ma è noto che, purtroppo, circa un paziente su cinque riesce ad arrivare ad un intervento chirurgico con intento radicale. In questo progetto si vuole ampliare la fetta di pazienti che potrebbe essere trattata con la chirurgia. Quest’anno infatti a Modena il tema della Giornata mondiale si è incentrato su quello che chiamiamo ambiente tumorale. “In collaborazione con l’Associazione Nazionale Nastro Viola”, prosegue la Dr.ssa Giulia Grisendi, Ricercatrice di UniMoRe - stiamo studiando come alcune proteine dello stroma possano essere bloccate per impedire allo stroma di essere un collaboratore della crescita tumorale. Siamo infatti convinti che manipolare queste interazioni grazie a modifiche geniche sia di fondamentale importanza per nuove e più efficaci terapie permettendo anche un maggior numero di trattamenti chirurgici”. In AOU è attivo il percorso diagnostico terapeutico (PDTA) pancreas, fondato sulla multidisciplinarietà che vede coinvolte le Unità Operative di Gastroenterologia, Medicina Interna 1 e 2, Medicina ed Area Critica, Chirurgia Oncologica EBP e Trapianti, Oncologia e Radiologia. Coordinato dal dottor Roberto Ballarin, dell’èquipe del professor Fabrizio Di Benedetto, Direttore della S.C. di Chirurgia Oncologica Epato-biliopancreatica e Trapianti e professore a UniMoRe, il PDTA offre tempestività degli accertamenti clinico-strumentali e il trattamento terapeutico più idoneo.
 
Queste giornate di Novembre – conclude il prof. Dominici – sono fondamentali ogni anno per condividere gli sforzi che medici e ricercatori profondono per provare a cambiare la storia naturale di questo implacabile nemico. Speriamo che vedendo la luce Viola i cittadini Modenesi pensino da un lato a chi dedica la propria carriera alla ricerca per trovare nuove cure, e dall’altro a tutti quei pazienti che la lotta la stanno combattendo o, loro malgrado, l’hanno persa. A loro in particolare va la luce Viola”.

 
 
 
 
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