
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda USL di Modena aderiscono alla Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra domani, domenica 15 marzo, dedicata alla sensibilizzazione sui Disturbi della Nutrizione e Alimentazione (DNA). La giornata ricorda, per volontà dei suoi genitori, il decesso di una diciassettenne genovese, Giulia Tavilla, morta il 15 marzo 2011 per le conseguenze della bulimia e ha lo scopo di accendere i riflettori su patologie quali anoressia e bulimia sempre più diffuse soprattutto tra le giovani donne e ricordare i servizi a disposizione dei giovani e delle loro famiglie e le azioni di prevenzione introdotte nei contesti di vita quotidiana a cominciare dalle scuole.
Nella provincia di Modena, per persone da 12 a 35 anni, è attivo il Percorso Diagnostico Terapeutico e Assistenziale (PDTA), di cui è referente la dottoressa Roberta Covezzi dell’AUSL, che prevede quattro livelli di assistenza e cura. Dopo l’aumento di casi negli anni della pandemia di Covid-19, dal 2023 si assiste ad una stabilizzazione degli accessi al PDTA che ha portato nel 2025 (tra nuovi accessi e pazienti già seguiti) a 302 ragazzi e ragazze, sostanzialmente stabili rispetto al 2024. La maggior parte di loro ha un’età compresa tra 18 e 30 anni, a seguire ci sono adolescenti tra i 12 e 17 anni. A fronte di un assestamento della richiesta, si registra però un aumento di casi gravi perché il disturbo alimentare è legato ad altre patologie psichiatriche quali ansia e depressione. Nel 2025 si è confermato l’aumento, evidenziato già nel 2024, delle utenti con anoressia nervosa severa e DNA in concomitanza con autolesionismo, depressione e disturbo borderline di personalità.
Il primo livello coinvolge i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e tutti i professionisti sanitari che possono intercettare il problema. La maggior parte delle richieste provengono, tuttavia, da contatti diretti al numero di telefono dedicato dell’Ausl di Modena 059 435624.
Si passa poi al secondo livello con attività di valutazione, diagnosi, cura e riabilitazione effettuate dai tre ambulatori specialistici di Ausl (Modena, Mirandola, Sassuolo) in ognuno dei quali opera un team multiprofessionale composto da psicologi, medico internista-nutrizionista,psichiatra, neuropsichiatra infantile, dietista e tecnico della riabilitazione psichiatrica. Le famiglie dei pazienti sono coinvolte fin dall’inizio del percorso e vengono condotti gruppi psico-educazionali specifici per i familiari.
Il livello tre è rappresentato da una terapia ambulatoriale intensiva con la riabilitazione psico-nutrizionale nel Centro diurno di Modena dedicato ai DNA. Vengono svolte attività di alimentazione assistita, attività di
psicoterapia di gruppo e riabilitazione con focus su emozioni, immagine corporea e autostima. L’obiettivo è quello di sostenere il percorso di riabilitazione nutrizionale, per favorire la ripresa di un’alimentazione
regolare e di un approccio alimentare adeguato e flessibile, migliorare l’autonomia della persona e le sue relazioni interpersonali e sociali.
Da alcuni anni l’Azienda USL di Modena ha inserito nelle attività di riabilitazione psico-nutrizionale dei laboratori che si svolgono sul territorio quali il progetto “RitrovarSI in cucina con lo chef” (percorso di riabilitazione psiconutrizionale presso la cucina del ristorante stellato L’Erba del Re dello chef Luca Marchini) e il progetto ”NutriMenti” in collaborazione con il Centro Sociale Anziani e Orti San Faustino: quest’ultimo progetto, attivato nel 2025, è un percorso di terapia orto-colturale dove le ragazze e i ragazzi
assistiti partecipano alla raccolta di ortaggi a partire dalla primavera, mentre nei mesi invernali sono state realizzate borse di tessuto assieme alle volontarie del Centro sociale anziani.
Il Programma DNA comprende anche attività di prevenzione nelle scuole, con interventi informativi che coinvolgono oltre 400 alunni.
Se sopraggiungono emergenze metaboliche, il team di professionisti sanitari attiva il quarto livello di cura, il ricovero ospedaliero in strutture della Provincia o della Regione previste dal PDTA. A Modena il reparto di riferimento per il trattamento di pazienti con instabilità clinica e grave compromissione organica è rappresentato dall’UOC di Medicina Interna ad Indirizzo Metabolico Nutrizionale dell’AOU di Modena, Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dal Prof. Paolo Ventura, dove la gestione complessa di tali pazienti è affidata ad una equipe multidisciplinare esperta, coordinata dalla Dr.ssa Elisa Pellegrini, costituita dal Medico Internista e dall’Infermiera case manager di reparto, quindi dagli specialisti della SSD di Psicologia Ospedaliera (diretta dalla Dr.ssa Marisa Pugliese) e della SSD di Malattie del Metabolismo e di Nutrizione Clinica (diretta dalla Dr.ssa Renata Menozzi) dell’AOU, con la consulenza in rete di Psichiatri e Neuropsichiatri infantili. L’equipe fornisce un’assistenza intensiva ed integrata al paziente, con interventi medici, psicologici e nutrizionali individualizzati pluri-giornalieri e in parallelo supporto ai familiari.
L’accesso al ricovero avviene tramite invio diretto, concordato con l’equipe del programma DNA dell’AUSL. Una percentuale significativa dei ricoveri si effettua in urgenza dal Pronto Soccorso: sono pazienti, spesso, non noti ai servizi specialistici non in trattamento e pazienti adulti con riacutizzazione di patologia cronica. Il numero dei pazienti ricoverati negli ultimi anni è sostanzialmente costante: 11-15 pazienti/anno, con una durata media di ricovero di 30 giorni. La tipologia dei pazienti è varia: prevalentemente vengono ricoverati pazienti di sesso femminile con anoressia nervosa, di età compresa tra i 14-18 anni nelle forme di esordio, fino a 50-60 anni nelle forme gravi di lunga durata.
Gli obiettivi principali del ricovero ospedaliero sono la stabilizzazione clinica del paziente con correlata riduzione del rischio di vita, l’interruzione dei comportamenti disfunzionali legati all’alimentazione e al peso e il ripristino di condizioni psicofisiche stabili, al fine di permettere la prosecuzione dell’iter terapeutico presso un altro livello di trattamento meno intensivo (ambulatorio specialistico, centro diurno o struttura riabilitativa). Essenziale il lavoro in rete tra Ospedale e Territorio a garanzia di continuità assistenziale e integrazione dei percorsi di cura.
L’intervento dietetico
Al momento del ricovero l’intervento dietetico consiste nella valutazione nutrizionale, con particolare attenzione ai comportamenti disfunzionali (restrizione alimentare o eventuali condotte eliminative) e nella pianificazione di un piano alimentare calibrato sulle necessità del paziente, tramite alimentazione orale con eventuale utilizzo di Supporti Nutrizionali Orali (ONS) o, nei casi più gravi, può essere necessario ricorrere alla Nutrizione Artificiale tramite sondino naso-gastrico. Il programma nutrizionale nel corso del ricovero viene regolarmente monitorato e rimodulato, in stretta collaborazione con l’equipe. Viene inoltre assicurato, da personale infermieristico formato di reparto, il pasto assistito, intervento fondamentale del trattamento psico-nutrizionale.
L’intervento psicologico
Nei pazienti con DNA, il ricovero ospedaliero può essere complicato da difficoltà di adesione al trattamento, rifiuto alimentare o ambivalenza rispetto alla cura. In questo contesto, l’intervento psicologico si integra nell’équipe multidisciplinare, supportando la costruzione dell’alleanza terapeutica e la partecipazione attiva del paziente al percorso di cura. Il percorso prevede la valutazione del funzionamento psicologico e relazionale, la presa in carico del paziente e dei familiari e il sostegno alla definizione di un progetto terapeutico individualizzato che preveda la continuità assistenziale. L’intervento psicologico si sviluppa lungo tutto il ricovero, dalla fase di accoglienza e costruzione dell’alleanza terapeutica, alla modulazione degli interventi in relazione alle condizioni cliniche e al contesto di cura, fino alla preparazione alla dimissione e al raccordo con i servizi territoriali. In questo contesto, la presa in carico psicologica contribuisce alla stabilizzazione clinica, supporta l’aderenza ai trattamenti e favorisce il passaggio al percorso specialistico successivo, in continuità di cura.
Il ricovero può avvenire anche nella casa di cura Villa Rosa di Modena per emergenze psichiatriche sopra i 14 anni o si possono predisporre inserimenti in strutture socio-sanitarie residenziali per programmi riabilitativi.