
Un importante risultato della ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia è stato pubblicato su Neurology, prestigiosa rivista internazionale e organo ufficiale dell’American Academy of Neurology.
Lo studio, coordinato dalla Prof.ssa Anna Elisabetta Vaudano, corresponding author del lavoro, con la Dott.ssa Alessia Casarini come prima autrice e la Dott.ssa Alice Ballerini come co-corresponding author, propone una nuova interpretazione dell’epilessia temporale a esordio tardivo (Late-Onset Temporal Lobe Epilepsy, LO-TLE), una forma di epilessia che insorge dopo i 50 anni e si associa frequentemente a disturbi cognitivi.
Negli ultimi anni la LO-TLE è stata spesso considerata una possibile manifestazione precoce della malattia di Alzheimer. I risultati dello studio modenese suggeriscono, invece, che una parte dei pazienti presenti caratteristiche cognitive e biologiche differenti, indicando la possibile esistenza di meccanismi neurodegenerativi alternativi rispetto a quelli tipici dell’Alzheimer.
La ricerca ha confrontato pazienti con LO-TLE, soggetti sani e pazienti con decadimento cognitivo lieve dovuto alla malattia di Alzheimer, integrando valutazioni neuropsicologiche, tecniche avanzate di neuroimaging e biomarcatori del liquido cerebrospinale.
Dall’analisi è emerso che i pazienti con LO-TLE presentano un profilo cognitivo e biomolecolare distinto da quello osservato nella malattia di Alzheimer. Un risultato che apre nuove prospettive per comprendere l’origine di questa forma di epilessia e, in futuro, migliorare la definizione dei percorsi diagnostici.
Lo studio nasce dalla collaborazione tra l’AdvancedMRI Epilepsy Lab, coordinato dalla Prof.ssa Anna Elisabetta Vaudano, e il gruppo di Neurologia Cognitiva e Neuroimaging della Demenza, coordinato dalla Prof.ssa Giovanna Zamboni. L’integrazione delle competenze nell’ambito dell’epilessia, del neuroimaging e delle malattie neurodegenerative ha consentito una caratterizzazione multidimensionale dei pazienti, basata sulla combinazione di dati clinici, cognitivi, neuroradiologici e biologici.
Il lavoro rappresenta inoltre il naturale proseguimento di uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Brain, che aveva già evidenziato l’assenza di alterazioni strutturali cerebrali nei pazienti con LO-TLE.
«Per anni il possibile legame tra epilessia temporale a esordio tardivo e malattia di Alzheimer è stato al centro del dibattito scientifico – commenta la Prof.ssa Anna Elisabetta Vaudano, coordinatrice della ricerca e corresponding author dello studio –. I nostri risultati mostrano che questa associazione non è sufficiente a spiegare tutti i casi. Identificare pazienti con profili cognitivi e biologici distinti rappresenta un passo fondamentale per comprenderne i meccanismi e sviluppare strategie diagnostiche sempre più personalizzate».
«Questa pubblicazione su una delle più importanti riviste internazionali del settore conferma ancora una volta l’eccellenza della Neurologia di Unimore nella ricerca scientifica – aggiunge il Prof. Marco Vinceti, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze –. Un’attività di ricerca perfettamente integrata con l’assistenza clinica svolta presso l’Unità Operativa di Neurologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, all’Ospedale di Baggiovara, diretta dalla Prof.ssa Jessica Mandrioli».
Lo studio è stato sostenuto dalla Fondazione Epilessia LICE.
Nella foto una rappresentanza del team di ricerca dello studio. Da sinistra a destra: Dott.ssa Manuela Tondelli, Dott.ssa Alice Ballerini, Dott.ssa Alessia Casarini, Prof.ssa Anna Elisabetta Vaudano, Prof.ssa Giovanna Zamboni, Dott. Riccardo Maramotti.