Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena
 
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Stomie: un percorso per tante discipline. Un convegno sull’approccio multidisciplinare


L’appuntamento è per il 6 ottobre. Protagoniste le strutture dell’Ospedale Civile di Baggiovara dirette dalle Dottoresse Piccoli e Ferretti

Da sinistra Micaela Piccoli e Stefania Ferretti
Da sinistra Micaela Piccoli e Stefania Ferretti

Una stomia non è soltanto il risultato di un intervento chirurgico, ma l'inizio di un percorso che coinvolge competenze cliniche, assistenziali, nutrizionali e relazionali. È questo il punto di partenza del congresso "La stomia: focus sull'approccio multidisciplinare in Chirurgia e Urologia", in programma martedì prossimo, 6 ottobre, presso RMH Modena Des Arts di Baggiovara.

L'iniziativa nasce dall'esperienza dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, realtà che integra assistenza, didattica e ricerca e che opera attraverso gli stabilimenti del Policlinico di Modena e dell'Ospedale Civile di Baggiovara. Quest'ultimo, presidio ad alto contenuto tecnologico e con una forte vocazione chirurgica, ospita tra le proprie specialità la Chirurgia Generale, d'Urgenza e Nuove Tecnologie, diretta dalla Dottoressa Micaela Piccoli e l'Urologia diretta in interim dalla Dottoressa Stefania Ferretti, le due aree cliniche al centro del congresso.

«La stomia rappresenta un momento importante nella vita chirurgica del paziente e richiede un percorso che va ben oltre la sala operatoria - spiegano le presidenti del congresso, Micaela Piccoli e Stefania Ferretti - chirurgo, urologo, infermiere, dietista e tutti i professionisti coinvolti devono lavorare in modo integrato per garantire appropriatezza delle cure, prevenzione delle complicanze e accompagnamento del paziente verso il recupero della propria autonomia».
Il confezionamento di una stomia è tuttora frequente nella chirurgia colo-rettale, sia negli interventi programmati sia nelle situazioni di urgenza e nelle patologie infiammatorie croniche intestinali. Una corretta preparazione, una tecnica chirurgica adeguata e una gestione attenta nel periodo postoperatorio sono fondamentali per ridurre le complicanze e favorire una buona qualità di vita.
Così, il confezionamento di una urostomia che può essere diretta alla cute del paziente o con interposto segmento intestinale, segue le stesse regole di appropriatezza chirurgica nella scelta della tecnica, la successiva gestione e nursing sia da parte del paziente stesso abile ai cambi dei presidi sia la fondamentale presenza e addestramento del familiare congiunto. Superato il momento critico emotivo e post-operatorio del paziente affetto da tumore della vescica, la qualità di vita che segue dipende molto dal buon funzionamento della stomia stessa. «Mi preme ricordare - ricorda la dottoressa Stefania Ferretti - che esistono associazioni di volontariato (per esempio l'Associazione pazienti stomizzati Palinuro) che svolgono un grande ruolo di supporto psicologico e pratico per questi nostri pazienti».

Il programma affronterà quindi l'intero percorso del paziente stomizzato. La prima sessione sarà dedicata alle stomie digestive, con approfondimenti su indicazioni, preparazione preoperatoria, mappatura, supporto psicologico e tecniche di confezionamento di ileostomia e colostomia, anche attraverso una video session.

Ampio spazio sarà dedicato alla fisiologia dopo la stomia, alla nutrizione, alla gestione delle complicanze - dalle lesioni cutanee alla stenosi, dal prolasso al laparocele - e al momento della chiusura della stomia, con particolare attenzione al corretto timing e alla preparazione del paziente.

Un momento centrale della mattinata sarà la "Sharing Experience" tra i centri dell'Emilia-Romagna, con professionisti provenienti da diverse realtà regionali chiamati a confrontare esperienze, procedure e modelli organizzativi.

Nel pomeriggio l'attenzione si sposterà sulla Trans Anal Irrigation (TAI) e sulle stomie urinarie. Verranno affrontate indicazioni e tecniche di confezionamento, stoma sitting, nursing, gestione della retrazione, scelta dei dispositivi, sostituzione dei tutori ureterali e prevenzione delle complicanze.

Il programma darà inoltre spazio alla voce delle associazioni, portando nel confronto scientifico anche l'esperienza concreta delle persone che vivono con una stomia.

«Il confronto tra professionisti e tra centri è fondamentale per trasformare le singole esperienze in patrimonio condiviso - sottolineano i responsabili scientifici Gianmaria Casoni Pattacini e Silvia Severi - la multidisciplinarietà deve tradursi in un percorso concreto, capace di rispondere ai bisogni del paziente nelle diverse fasi della malattia e del recupero».
La faculty comprende professionisti provenienti da numerose realtà dell'Emilia-Romagna e da altre regioni italiane, confermando la volontà di fare del congresso un'occasione di confronto ampia e trasversale.
L'obiettivo finale è chiaro: mettere la persona al centro e favorirne autonomia, sicurezza e qualità di vita.

 
 
 
 
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