Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena
 
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Umanizzazione delle cure: al Policlinico di Modena un progetto innovativo di Pet Therapy per i bambini ricoverati in Pediatria, Oncoematologia Pediatria e quelli in attesa di procedure chirurgiche

Grazie, tra l’altro, al supporto di Rotary Club Rotary Club Castelvetro di Modena – Terra dei Rangoni e dell’Associazione I Fiol d’la Schifosa

Le autorità con i professionisti e Aria, il pastore svizzero protagonista della PET THERAPY
Le autorità con i professionisti e Aria, il pastore svizzero protagonista della PET THERAPY

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, con le Strutture del Dipartimento Materno – Infantile ha iniziato il percorso di Pet Therapy per i bambini ricoverati nelle degenze di Pediatria e Oncoematologia Pediatrica e con i piccoli che devono affrontare procedure in Chirurgia Pediatrica del Policlinico di Modena. Scopo del progetto è valutare i benefici della relazione con gli animali in pazienti con patologie croniche o che debbano sostenere procedure, le quali possono rappresentare motivo di ansia e stress per il bambino e la famiglia. Il progetto, che rientra tra quelli di umanizzazione delle cure promossi dall’AOU di Modena, è stato possibile  grazie al supporto, tra l’altro, di Rotary Club Castelvetro di Modena – Terra dei Rangoni e dell’Associazione Fiol d’la Schifosa. A questi si sono inoltre aggiunti alcuni singoli cittadini che con entusiasmo hanno voluto partecipare alla realizzazione del progetto con un loro concreto contributo. Da settembre sono già 16 gli interventi realizzati complessivamente nei reparti interessati.

In Regione Emilia – Romagna hanno già attivato il programma di Pet Therapy in area pediatrica dopo Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì (2022), Policlinico Sant'Orsola di Bologna (2023), l’Ospedale Bufalini di Cesena (2024). La particolarità del progetto modenese cominciato a settembre 2026 sta nel coinvolgimento di tutti i bambini ricoverati nei reparti di Pediatria e Oncoematologia Pediatrica e quelli in attesa di procedure chirurgiche. Si distingue inoltre per l'applicazione del modello di Pet Therapy Relazionale Integrata (PTRI), sviluppato dalla Cooperativa Sociale LUNEnuove. Un approccio che unisce la relazione con gli animali a differenti linguaggi espressivi e comunicativi, valorizzando il lavoro multidisciplinare e la collaborazione con le équipe sanitarie per offrire esperienze attente alle esigenze di bambini e famiglie.

«Quest’iniziativa - sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale - è un esempio concreto di come curare voglia dire anche occuparsi del benessere dei pazienti più piccoli e delle loro famiglie. Il ricovero è sempre un momento delicato che comporta spesso percorsi lunghi e impegnativi. Dare sollievo in reparto grazie alla presenza degli animali è una risposta per offrire momenti di serenità e conforto. La sanità pubblica deve essere in grado di mettere al centro i bisogni dei pazienti e di chi gli sta accanto, deve sostenere progetti per rendere gli ospedali luoghi più accoglienti, dove le cure mediche siano affiancate dall’ascolto e dalla vicinanza per garantire il miglior percorso possibile. Modena si aggiunge ad altre città che in Emilia-Romagna stanno sperimentando la pet therapy incrementando una pratica dove la collaborazione tra professionisti sanitari, associazioni e volontari arricchisce il percorso di cura mettendo al centro la persona».
 
«La relazione tra il cane e il bambino rappresenta una risorsa preziosa: attraverso un legame spontaneo, fatto di fiducia, affetto e rispetto reciproco, l'animale può favorire il benessere emotivo, stimolare la comunicazione e offrire momenti di serenità e leggerezza - sottolineano il sindaco Massimo Mezzetti e la vice sindaca Francesca Maletti - È una relazione speciale, capace di far sentire i bambini accolti e meno soli, anche in un ambiente complesso come quello ospedaliero. Riteniamo questo uno degli aspetti più qualificanti di questo progetto che rende l'ospedale ancora più umano e non possiamo che esprimere un sentito ringraziamento alla rete che ha dato vita a questo progetto».

 
Altini, Mezzetti, Baldino, De Pascale
Altini, Mezzetti, Baldino, De Pascale

Il progetto del Policlinico di Modena prevede un intervento alla settimana in Pediatria e Chirurgia Pediatrica per 12 mesi effettivi, considerando la pausa tra luglio e agosto, interventi di 90 minuti per un numero minimo di 6 pazienti ad un massimo di 12 in spazi dedicati che vengono poi sanificati. L’attività in questo caso è dedicata ai bambini di età compresa tra uno e diciotto anni, con patologie croniche e/o in attesa di entrare in sala operatoria. Per i pazienti in Oncoematologia Pediatrica si prevede un intervento alla settimana per 12 mesi effettivi, considerando sempre la pausa tra luglio e agosto, interventi di 60 minuti per un numero minimo di 4 pazienti ad un massimo di 8. In questo caso l’attività è dedicata ai pazienti con età compresa tra uno e venticinque anni ed è sempre necessario il consenso del paziente e dei genitori e un quadro clinico che consenta l’attività, unito all’assenza di allergie.
 
«L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha attivato 34 progetti di umanizzazione delle cure, resi possibili dal lavoro di gruppi multidisciplinari che riuniscono professionisti dell’ambito sanitario, tecnico e amministrativo. Queste iniziative si realizzano anche grazie a una solida rete di alleanze locali, che coinvolge Associazioni di Volontariato, Enti Locali, Enti del Terzo Settore e le donazioni di soggetti pubblici e privati, che desidero ringraziare sentitamente - ha spiegato Luca Baldino, Direttore generale AOU di Modena – Questo progetto di Attività Assistite con gli Animali, in particolare, coinvolge il personale di tre unità operative pediatriche, che, sulla base della letteratura scientifica, si è impegnato nella realizzazione di un percorso dedicato ai nostri piccoli pazienti. Attraverso l’interazione con i cani, l’iniziativa intende promuovere il loro benessere psicologico e sociale durante il ricovero. Questo progetto rappresenta bene la nostra visione di cura, che non si limita alla dimensione clinica ma si prende cura della persona nella sua interezza. Siamo una comunità curante che ha cura dell’intera comunità».
 
«Entrare in ospedale è un momento delicato - ha spiegato Mattia Altini, Direttore generale AUSL di Modena – e per un bambino può essere un passaggio che incute un po’ di timore. Come servizio sanitario abbiamo la responsabilità di assicurare cure all'avanguardia, e dobbiamo continuare a farlo avendo a cuore i nostri piccoli pazienti: vogliamo fare in modo che tra queste mura continuino a non sentirsi mai soli o spaesati, bensì protetti, compresi e circondati dalla stessa vicinanza affettuosa che troverebbero a casa. Portare la pet therapy in pediatria significa aprire il reparto a una dimensione di cura fatta di spontaneità, gioco e rassicurazione. Innovare in sanità vuol dire anche questo: non fermarsi alla terapia, ma prendersi cura della serenità dei bambini, regalando loro momenti di spensieratezza e autentico conforto. È la sanità a cui lavoriamo ogni giorno a Modena su tutta la nostra rete ospedaliera e territoriale: un luogo di cure di qualità, eque e appropriate, ma prima di tutto una comunità che sa accogliere e proteggere».

Primo referente del Progetto è la dottoressa Anna Rita Di Biase, Responsabile SSD Bambini con Bisogni Speciali, co-referenti sono la dottoressa Alessia Pancaldi, Pediatra dell’Oncoematologia Pediatrica diretta dalla prof.ssa Barbara Predieri, la dottoressa Maria Anastasia Bianchini, chirurga della Chirurgia Pediatrica diretta dal dottor Pier Luca Ceccarelli, la dottoressa Maria Cifuni, coordinatrice infermieristica della Pediatria. Il progetto vede la collaborazione del Servizio Psicologia Ospedaliera, diretto dalla dottoressa Marisa Pugliese, del Servizio Tecnico (Ing. Daniela Pedrini), del Servizio Affari Generali (dottoressa Chiara De Rosa),
del Responsabile Prevenzione e Protezione dottoressa Manuela Mattioli, Igiene Ospedaliera (dottoressa Sara Scanavini), Servizio Unico Acquisti e Logistica Eugenio Farina, Direzione Professioni Sanitarie (dottoressa Anna Rita Garzia), Direzione Sanitaria Medico di Direzione dottor Alessandro Poggi.

 
Un momento dell'attività
Un momento dell'attività

«La  malattia e la degenza in un reparto ospedaliero per i bambini e gli adolescenti rappresenta un periodo di vulnerabilità sia fisica che psicologica, che può essere caratterizzata da distress e ansia, in relazione alla lontananza dalla propria casa e dal contesto di vita quotidiano e per le procedure a cui devono essere sottoposti per la malattia, che ha determinato la necessità di ricovero – ha spiegato Ilenia Doronzo, Project Manager Umanizzazione delle Cure - La letteratura scientifica conferma che, per i bambini, in particolare se affetti da problematiche di salute, la compagnia degli animali aumenta la capacità di socializzazione e la capacità di interagire con gli altri. Per i bambini gravemente malati e lontani dal loro contesto di vita abituale gli animali possono essere molto importanti al punto da essere stati definiti come “un legame con la speranza”. L’AOU di Modena sulla base di queste premesse e all’interno di un percorso di umanizzazione delle cure è realmente orgogliosa di presentare oggi un progetto che si rivolge ai suoi pazienti più piccoli e che riflette l’attenzione all’interezza della persona nei suoi bisogni non solo fisici ma anche psicologici e sociali».

«Per un bambino, entrare in ospedale significa spesso lasciare le proprie abitudini e affrontare ambienti sconosciuti, esami e procedure che possono suscitare paura. Il nostro compito è curare la malattia e, insieme, prenderci cura di quel bambino e della sua famiglia, riconoscendone i bisogni, le emozioni e le fragilità – hanno spiegato Pier Luca Ceccarelli, Direttore del Dipartimento Materno- Infantile e Barbara Predieri, Direttore Pediatria e Oncoematologia Pediatrica e Docente UNIMORE - In questa prospettiva si inserisce il progetto di Pet Therapy: la relazione con il cane può offrire un’occasione di serenità, favorire la fiducia e aiutare i piccoli pazienti ad affrontare con minore tensione il ricovero e i momenti che precedono una procedura. Il gioco, una carezza e un incontro atteso possono restituire spazio alla quotidianità dell’infanzia anche dentro l’ospedale. È un percorso che integra l’assistenza, costruito attraverso la collaborazione tra professionisti sanitari ed équipe esperte in Interventi Assistiti con gli Animali, nel rispetto delle condizioni cliniche di ciascun paziente e della sicurezza di tutti. La presenza del Presidente della Regione è un’occasione preziosa per condividere un’idea di ospedale capace di unire competenza scientifica e attenzione alla persona. Ringraziamo i professionisti, le associazioni e i donatori che hanno reso possibile questa iniziativa: il loro sostegno ci aiuta a rendere i nostri reparti luoghi sempre più accoglienti, dove ogni bambino possa trovare, anche in giorni così difficili, qualcosa di bello da tenere con sé e da raccontare al ritorno a casa».

«Il bilancio di questi primi 16 interventi assistiti con animali è sicuramente molto positivo. Abbiamo visto nei bambini sorrisi, curiosità, entusiasmo durante la partecipazione all’attività ma anche tanta voglia di incontrare nuovamente il loro nuovo amico a 4 zampe nelle settimane successive, per chi era ancora ricoverato – hanno commentato Anna Rita Di Biase, Responsabile SDD Bambini con Bisogni Speciali, da Alessia Pancaldi, Pediatra dell’Oncoematologia Pediatrica, Maria Anastasia Bianchini, chirurga della Chirurgia Pediatrica - E’ stato bello osservare come immediatamente si instauri una relazione tra gli animali e i piccoli pazienti e come questo riesca a favorire il coinvolgimento anche dei bambini inizialmente più timidi, con il supporto delle attività di gioco e socializzazione proposte dagli operatori del progetto. Crediamo che il valore di questa esperienza sia proprio regalare ai bambini momenti in cui sentirsi semplicemente bambini e non pazienti anche in un contesto di particolare vulnerabilità come quello del ricovero ospedaliero». 

 
Aria con una delle esperte di Lune Nuove
Aria con una delle esperte di Lune Nuove

«Questo progetto è per ma una nuova nota in una splendida melodia che è il percorso di umanizzazione per i nostri bambini – ha aggiunto la dottoressa Maria Cifuni, Coordinatrice Infermieristica del Dipartimento Materno-Infantile – Il  giorno in cui viene fatta attività, in reparto si percepisce proprio un’aria diversa, più serena, più allegra che coinvolge non solo i bambini che partecipano all’attività ma tutti, noi professionisti, i genitori, i bimbi ricoverati. È davvero emozionante vedere la gioia dei bambini che partecipano, la serenità che riescono a raggiungere in un ambiente difficile. Questo è un progetto che fa bene a tutti».

Gli animali coinvolti sono cani certificati di proprietà condotti dall’équipe multidisciplinare esperta in Interventi Assistiti dagli Animali della Cooperativa sociale LUNEnuove, tutti monitorati rispetto alle loro condizioni di salute sia fisica che comportamentale, dal medico veterinario esperto in Interventi Assistiti dell’équipe, in collaborazione con gli educatori cinofili, che ne certifica l’idoneità. Il team operativo è inoltre composto da coadiutori del cane, referenti d’intervento e responsabili di progetto, con regolare iscrizione all’albo nazionale degli Operatori in IAA del Ministro della Salute (digitalpet).

«Con questo progetto portiamo nel contesto ospedaliero non soltanto la presenza degli animali, ma il valore della relazione che possiamo costruire con loro. Attraverso il modello di Pet Therapy Relazionale Integrata, da oltre vent’anni promuoviamo esperienze in cui persone e animali sono soggetti attivi dell’incontro, nel rispetto dei bisogni e delle caratteristiche di ciascuno. Grazie alla collaborazione con le équipe sanitarie, desideriamo creare occasioni di benessere condiviso, offrendo ai bambini e alle loro famiglie uno spazio di spontaneità, espressione e partecipazione, nel quale sentirsi protagonisti anche durante l’esperienza della malattia» ha spiegato Margherita Carretti, etologa e referente della Scuola PTRI della Cooperativa Sociale LUNEnuove. 

 
I rappresentati del Rotary e di Fiol d'la Schifosa
I rappresentati del Rotary e di Fiol d'la Schifosa

«Con l'inaugurazione del progetto di Pet Therapy, prende ufficialmente vita il service che il nostro Rotary Club Castelvetro di Modena – Terra dei Rangoni ha sostenuto nell'annata 24-25 con un contributo. Il traguardo di oggi è stato raggiunto grazie a una bellissima sinergia con altre associazioni del territorio, che come noi hanno preso a cuore il Progetto che ci è stato illustrato dalla Dott.ssa Annarita Di Biase, nostra socia, tre anni fa durante una conviviale. Da oggi, i bambini ricoverati nei reparti di Pediatria, Chirurgia Pediatrica e Oncoematologia pediatrica potranno godere della ricchezza della relazione con un animale che avverrà in sicurezza con cani addestrati ed équipe specializzate. La nostra speranza è che, partendo dai benefici di questa positiva interazione con gli animali, si possa aprire la strada a un altro nostro grande desiderio: fare in modo che presto i piccoli pazienti possano ricevere in reparto anche la visita del proprio pet di casa, che soffre quanto loro il distacco dal suo migliore amico! Siamo orgogliosi di poter contribuire a donare momenti di gioia, sollievo e autentica spensieratezza a chi sta affrontando la battaglia più difficile». Hanno commentato Emanuele Attanasio (Presidente annata 2024-25, annata del progetto), Chiara Massimo Attuale Presidente (annata 2026-27), Monica Lei e Annarita Di Biase presidenti del club nei prossimi due anni.

«Siamo molto felici di aver contribuito, attraverso il Pork Factor 2025, a un progetto così importante e di poter vedere concretamente come il nostro impegno si trasformi in un aiuto per i bambini e le loro famiglie. Ringraziamo voi e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa per l’opportunità di esserne parte» hanno concluso per I Fiol d’la Schifosa, il Presidente Lorenzo Malavasi e il Consigliere Yuri Barbi.

 
 
 
 
 
 
 
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