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Igiene delle mani e infezioni del sito chirurgico: successo per il Flash Mob al Policlinico di Modena

Oltre 100 partecipanti all’incontro organizzato sulla prevenzione delle infezioni. L’importanza del corretto utilizzo degli antibiotici

Un momento del Flash Mob
Un momento del Flash Mob

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha aderito alla campagna dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la Giornata dell’Igiene della Mani, che in tutto il mondo si celebra il 5 maggio. Oggi, 6 maggio, dalle 14,30 alle 17,30 nell’Aula Magna del Centro Didattico del Policlinico, si è tenuto un incontro formativo , dal titolo "Prevenzione delle infezioni del sito chirurgico (SSI) dalle evidenze alla pratica organizzato dal Nucleo Operativo per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza, di cui è responsabile la dottoressa Elena Vecchi. Il Gruppo è composto da medici igienisti, infettivologi, microbiologi e infermieri addetti al controllo delle infezioni . Nel corso della settimana, il Servizio Igiene Ospedaliera verificherà il grado di adesione degli operatori alle linee guida dell’OMS su come eseguire il lavaggio delle mani. Verrà inoltre distribuito il gadget, una penna che "ricorda di igienizzare le mani”. L’incontro ha riunito oltre 100 professionisti - chirurghi, infettivologi e igienisti -che hanno dialogato sulle problematiche legate a queste tipologie di infezioni, sulla base delle nuove linee guida dell’OMS che rinforzano l’utilizzo del gel alcolico per il lavaggio delle mani anche in sala operatoria. I relatori rappresentano tutte le diverse professionalità addette al controllo delle infezioni: Elena Vecchi; Marianna Meschiari e Gabriella Orlando delle Malattie Infettive, diretta dalla prof. Cristina Mussini; Filippo Ferrari della Microbiologia diretta dal dott. Mario Sarti; Patrizia Albinelli dell’Igiene Ospedaliera.
 Scopo di questo incontro “promozionale” è di fornire all'équipe chirurgica una gamma completa di raccomandazioni evidence-based per gli interventi da applicare durante le fasi pre, intra e post-operatori per la prevenzione delle Infezioni del Sito Chirurgico. Inoltre, verranno istituiti i gruppi di lavoro per la revisione dei documenti aziendali di profilassi chirurgica. Durante l’incontro si è svolto un vero e proprio flash mob per sensibilizzare tutti a questo tema delicato . "Le infezioni del sito chirurgico (ISC) – spiega la dottoressa Elena Vecchi - rappresentano circa un quarto delle infezioni associate alle procedure assistenziale in ambito ospedaliero (Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)), si verificano nel 2% circa degli interventi chirurgici ed hanno un impatto negativo in termini di morbosità e mortalità. In Inghilterra si stima che il 77% delle mortalità in pazienti con una ISC sia direttamente attribuibile ad essa. In aggiunta al carico clinico-assistenziale, le ISC sono tra tutte le ICA quelle associate a maggior impatto economico a causa di un prolungamento della degenza, di esami diagnostici aggiuntivi e di aumentati costi di trattamento”.
 Una quota rilevante delle infezioni del sito chirurgico stimabile fino al 55%, è prevenibile l’implementazione di misure preventive condivise da tutti i professionisti che operano all’interno della Sala Operatoria, come previsto tra l’altro dalle ultime Linee Guida pubblicate dall’OMS nel 2018 e dalla Regione Emilia – Romagna nel 2017. Promuovere il miglioramento delle pratiche di igiene delle mani in tutti i servizi chirurgici attraverso la continuità delle cure, dai reparti chirurgici alle sale operatorie, ai servizi chirurgici ambulatoriali, è l'obiettivo primario della nostra campagna”. Nel corso dell'evento ci sarà inoltre una sezione interamente focalizzata sulla corretta profilassi antibiotica perioperatoria (PAP). La corretta PAP rappresenta infatti la principale misura per prevenire le infezioni del sito chirurgico insieme alla partica corretta di igiene delle mani: si stima che il 40-60% delle Infezioni del Sito Chirurgico siano prevenibili con l’uso appropriato profilassi antibiotica.
L’utilizzo di antibiotici ove non necessario – aggiunge la prof. Cristina Mussini, Direttore delle Malattie Infettive - o di antibiotici ad ampio spettro per la PAP o tempi di somministrazione che si prolungano dopo la conclusione dell’intervento chirurgico aumentano il rischio di effetti collaterali, il rischio che il paziente sviluppi infezioni sostenute da microrganismi antibioticoresistenti e il rischio di insorgenza di infezioni da Clostridium difficile”.