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Policlinico di Modena

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World Cancer Day, impegno dell’AOU su prevenzione, cura e ricerca

Al COM si registrano circa 3.000 casi di nuove diagnosi per un totale di 16mila pazienti all’anno che accedono al centro tra nuovi casi, patologie in corso di trattamento e follow up

Massimo Dominici, Mario Luppi, Giuseppe Longo
Massimo Dominici, Mario Luppi, Giuseppe Longo

Il 4 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro il cancro, quest’anno ispirata al tema “Close the care gap”, “colma il divario assistenziale” per una sanità sempre più vicina ai pazienti, in una logica efficace di “prossimità” delle cure. Per l’occasione gli oncologi e gli ematologi del Centro Oncologico Modenese (COM) dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena prendono la parola su prevenzione, sensibilizzazione e prospettive.
 
Ogni giorno nella nostra provincia registriamo fino a 12 nuove diagnosi di tumore”, spiega il dottor Giuseppe Longo, Direttore del Dipartimento ad attività̀ integrata di Oncologia ed Ematologia, “che si traducono in circa 3.000 casi di nuove diagnosi per un totale di 16mila pazienti all’anno che accedono al centro tra nuovi casi, patologie in corso di trattamento e follow up. La prevenzione è il primo e fondamentale elemento su cui giornate come questa ci aiutano a sensibilizzare la popolazione. Sarebbe auspicabile che già nelle scuole di primo e secondo grado si iniziasse a insegnare i corretti stili di vita: evitare il fumo, gli alcolici, praticare attività sportiva, evitare eccesso di grassi e zuccheri. Tutto questo potrebbe ridurre notevolmente l’incidenza di tumori”.
 
Iniziata nel 2008 per sensibilizzare sia l’opinione pubblica, sia i professionisti sull’approccio al cancro in maniera proattiva, la Giornata invita alla consapevolezza che tutti noi possiamo fare qualcosa, indipendentemente dal fatto che si indossi o meno un camice.
 
Come illustra il professor Massimo Dominici, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia  dell'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena, professore all'Università di Modena e Reggio Emilia e responsabile Laboratorio Terapie Cellulari, “nella giornata di oggi in particolare calchiamo l’accento su prevenzione e cure, due aspetti che stiamo portando avanti da anni sia dal punto di vista dei test genetici che possono individuare la predisposizione di un soggetto a sviluppare un tumore, sia in modalità molecolare per cui riusciamo a identificare i marcatori che possano predire la risposta ai farmaci nuovi. Ogni anno al COM contiamo 230 sperimentazioni cliniche portate avanti grazie all’interazione con medici, infermieri e data manager allo scopo di dare alternative terapeutiche ai pazienti oncologici. Questo negli ultimi due anni si è tradotto in oltre 1000 pazienti a cui vengono proposti farmaci innovativi. Confidiamo che essi includano presto anche terapie a base di cellule che è uno degli aspetti che ci distingue come Centro, come visto per la terapia sperimentale con cellule attiva per complicanze polmonari da Covid”.
 
Così come l’Oncologia, anche l’Ematologia svolge attività congiunte di ricerca, di assistenza e di formazione. “Il nostro impegno – specifica il professor Mario Luppi, Direttore della S.C. di Ematologia e professore all’Università di Modena e Reggio – consiste nel caratterizzare il profilo preciso di una malattia ematologica dal punto di vista della morfologia, della biologia molecolare, della citogenetica, della citofluorimetria, in collaborazione con il Dipartimento Interaziendale dei Laboratori, diretto dal dr Tommaso Trenti. Sulla base del profilo biologico delle malattie, siamo così in grado di offrire terapie individualizzate, sperimentali o standard, ovvero farmaci che riconoscano alterazioni molecolari e immunologiche a tutti i pazienti. Senza dimenticare le terapie di tipo trapiantologico di cellule staminali emopoietiche e terapie cellulari. L’equità delle terapie viene offerta grazie alla collaborazione in rete con centri nazionali e internazionali. Un ulteriore elemento di forza riguarda un filone di ricerca altamente interdisciplinare, alla confluenza tra scienze mediche, del linguaggio e cognitive, in collaborazione con il Magnifico Rettore UNIMORE, Prof. C.A. Porro, volto a incoraggiare e migliorare l’evoluzione della comunicazione di verità di diagnosi e prognosi, nella relazione medico-infermiere-paziente-familiare, studiando il significato affettivo e semantico delle parole associate alla sofferenza, alla paura ma anche  alla fiducia, alla speranza, ed alla prospettiva, nei pazienti e nei loro familiari”

 
 
 
 
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