La malattia renale cronica è una condizione progressiva che, nelle fasi più avanzate, può rendere necessario ricorrere a terapie in grado di sostituire la funzione dei reni. Le principali opzioni disponibili sono la dialisi — che può essere effettuata a domicilio o in ambito ospedaliero — e il trapianto renale, considerato oggi il trattamento più efficace per migliorare sia la qualità sia l’aspettativa di vita. In queste pagine troverete informazioni chiare e aggiornate sul percorso verso il trapianto: dalle modalità di iscrizione alla lista d’attesa ai tempi e ai criteri di assegnazione dell’organo, fino ai vantaggi del trapianto da donatore vivente e alle diverse fasi della valutazione di idoneità del donatore. Attraverso il video e i materiali di approfondimento, i nostri professionisti rispondono inoltre ad alcune delle domande più frequenti (FAQ) dei pazienti: cosa accade quando arriva la chiamata per il trapianto, come prepararsi all’arrivo in ospedale, quali controlli vengono effettuati prima dell’intervento e quali aspetti pratici ed emotivi possono accompagnare questo momento. L’obiettivo è accompagnare pazienti e familiari lungo questo percorso, offrendo spiegazioni complete ma accessibili, per affrontare ogni passaggio con maggiore consapevolezza e serenità. Per saperne di più e trovare risposte ai dubbi più comuni sul percorso del trapianto, puoi consultare la playlist dedicata a fianco, presente anche sul nostro canale YouTube, in cui i nostri professionisti rispondono passo dopo passo alle principali domande dei pazienti.
La malattia renale cronica ha una natura progressiva, cioè nel tempo va via via peggiorando. Purtroppo non esistono attualmente delle terapie che permettano di farla regredire, e quindi può arrivare il momento di sostituire la funzione dei reni.
Questo è necessario quando la funzione renale residua è inferiore al 10-15% di quella normale. Le opzioni per sostituire la funzione renale sono: la dialisi, che può essere domiciliare come la dialisi peritoneale, oppure ospedaliera come l'emodialisi; oppure il trapianto di rene.Il trapianto renale è la migliore terapia dell'insufficienza renale avanzata offre una migliore qualità della vita, ma soprattutto una migliore sopravvivenza, quindi trapiantati di rene quando paragonati ai pazienti in dialisi vivono meglio e più a lungo.
E' però da tenere a mente che il primo anno dopo l'intervento di trapianto è sicuramente più impegnativo del primo anno di dialisi, perché mette insieme i rischi connessi all'intervento chirurgico e alla terapia antirigetto che viene via ridotta ma mai sospesa allontanandosi dal giorno del trapianto.
Concetti chiave: natura progressiva della Malattia Renale Cronica, necessità di sostituire la funzione renale, opzioni dialisi (domiciliare, ospedaliera) vs trapianto, trapianto pre emptive, migliore sopravvivenza del trapianto vs la dialisi, primo anno più impegnativo
Il percorso per iscriversi in lista di attesa per un trapianto di rene inizia con una valutazione preliminare che comprende esami del sangue, visite specialistiche e accertamenti strumentali. Questa fase è necessaria per verificare l'idoneità al trapianto e rilevare eventuali problematiche che potrebbero aumentare i rischi dell'intervento.Una volta completati gli esami, è previsto un colloquio con il team trapianti durante il quale vengono discussi i risultati, i rischi e i benefici dell'intervento.
Se non emergono controindicazioni, il paziente viene inserito nella lista d'attesa nazionale.I tempi di attesa per un trapianto da donatore deceduto sono variabili e dipendono da diversi fattori come il gruppo sanguigno, la compatibilità immunologica e la gravità della condizione clinica. In Italia, l'attesa media è di circa 2-3 anni, ma può variare significativamente.È fondamentale che, durante l'attesa, il paziente mantenga regolari controlli clinici e comunichi tempestivamente al centro trapianti qualsiasi cambiamento nelle proprie condizioni di salute.
Questo permette di aggiornare costantemente la posizione in lista e garantire che, al momento della disponibilità di un organo compatibile, il paziente sia nelle condizioni ottimali per affrontare l'intervento.
Concetti chiave: valutazione preliminare, esami necessari, colloquio con il team trapianti, tempi di attesa, sistema di allocazione degli organi, importanza dell'aggiornamento clinico periodico
Il trapianto di rene da donatore vivente rappresenta la migliore opzione terapeutica per i pazienti con insufficienza renale avanzata. Questo tipo di trapianto offre numerosi vantaggi rispetto a quello da donatore deceduto.
Innanzitutto, la sopravvivenza dell'organo è significativamente maggiore: a 10 anni dal trapianto, circa il 75% dei reni da donatore vivente è ancora funzionante, contro il 60% di quelli da donatore deceduto. Questo perché il rene proviene da una persona sana, accuratamente selezionata, e il tempo di ischemia fredda, cioè il periodo in cui l'organo è al di fuori del corpo, è ridotto al minimo.
Un altro importante vantaggio è la possibilità di pianificare l'intervento, potendo scegliere il momento migliore sia per il donatore che per il ricevente. Questo permette di ottimizzare le condizioni di entrambi e di prepararsi adeguatamente, sia fisicamente che psicologicamente.Il trapianto da vivente consente inoltre di evitare o ridurre il tempo in dialisi, con evidenti benefici per la qualità della vita e la sopravvivenza a lungo termine. Anche l'impatto psicologico è generalmente positivo, sia per il donatore, che prova grande soddisfazione nel poter aiutare concretamente una persona cara, sia per il ricevente, che si sente meno in colpa per la dipendenza dalla dialisi e più motivato a prendersi cura del nuovo organo.
Concetti chiave: vantaggi del trapianto da vivente, migliore sopravvivenza dell'organo, possibilità di pianificare l'intervento, recupero più rapido, riduzione del tempo di attesa, impatto psicologico positivo
Il percorso di valutazione di un potenziale donatore vivente di rene è un processo accurato e multidisciplinare che ha l'obiettivo di garantire la massima sicurezza sia per il donatore che per il ricevente.
La prima fase prevede esami di base come gli esami del sangue, delle urine e la compatibilità di gruppo sanguigno. Se questi risultano favorevoli, si procede con accertamenti più approfonditi: esami di compatibilità immunologica, ecografia renale, risonanza magnetica o TAC per studiare l'anatomia dei reni e delle vie urinarie.
Parallelamente, viene effettuata una valutazione cardiologica, pneumologica e una approfondita valutazione psicologica. Quest'ultima è fondamentale per verificare che la decisione di donare sia libera, consapevole e non condizionata da pressioni esterne.I rischi per il donatore sono limitati: la mortalità associata alla nefrectomia per donazione è inferiore allo 0,03% e la funzione renale residua è generalmente adeguata per una vita normale e sana. Tuttavia, è essenziale che il donatore comprenda appieno tutti i potenziali rischi e benefici attraverso un dettagliato processo di consenso informato.Il percorso di valutazione può durare da alcune settimane a qualche mese e culmina con la discussione del caso in una riunione multidisciplinare, dove il team trapianti decide collegialmente sull'idoneità del donatore, sempre con l'obiettivo prioritario di tutelare la sua salute. Verranno controllati costantemente i parametri vitali, la funzionalità del nuovo rene e la quantità di urina prodotta.Il risveglio dall'anestesia può essere accompagnato da confusione temporanea, sete e dolore nella zona dell'intervento, che verrà adeguatamente gestito con farmaci antidolorifici. Solitamente, già nelle prime ore dopo l'intervento, il nuovo rene inizia a funzionare, producendo urina. In alcuni casi, soprattutto nei trapianti da donatore deceduto, può verificarsi un ritardo nella ripresa funzionale che richiederà qualche seduta di dialisi nei giorni successivi.
Concetti chiave: criteri di idoneità, esami preliminari, valutazione psicologica, rischi per il donatore, consenso informato, processo di valutazione multidisciplinare
Ricevere la chiamata per un trapianto può far nascere molte domande, dubbi ed emozioni. Per aiutare pazienti e familiari ad affrontare questo momento con maggiore serenità, abbiamo raccolto in un video le risposte alle domande più frequenti sul percorso del trapianto di rene.
Nel video che trovi in questa pagina un professionista ti spiega in modo semplice e chiaro il percorso.
Qui sotto trovi tutte le domande affrontate nel video e il minuto in cui iniziano, così puoi andare direttamente a quella che ti interessa.
00:00 La chiamata per il trapianto, a che ora arriva?
01:15 Quali sono le cose più importanti da portare in ospedale quando si viene chiamati per il trapianto?
01:41 Si può mangiare e bere prima del trapianto?
02:08 E' meglio farsi accompagnare da qualcuno il giorno del trapianto?
02:40 E' normale sentirsi agitati quando si viene chiamati per il trapianto? Cosa si può fare?
03:38 Sono disponibili psicologi dedicati al percorso del trapianto, se il paziente ne ha bisogno prima o dopo l'intervento?
03:34 Quali sono i controlli che vengono fatti al paziente che arriva in ospedale per il trapianto?
03:57 Se ci si sente male quando si viene per il trapianto, che cosa bisogna dire ai medici?
04:24 Se si viene chiamati per il trapianto, è sicuro al 100% che il trapianto si farà?
05:15 Quanto tempo devo aspettare per ricevere un rene da donatore deceduto e da che cosa dipende?