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Sepsi, Maxi Emergenze e Fine vita: se ne parla il 14-15 settembre a Modena

Organizzato dalle Terapie Intensive del Policlinico e dell’Ospedale Civile. L’esperienza del Modena Park e dell’esplosione dei mezzi pesanti sull’Autostrada di Bologna dell’agosto scorso

Massimo Girardis
Massimo Girardis

Sepsi, Maxi Emergenze, Fine Vita. Questi sono i temi “caldi” del IV Congresso di “Anestesia e Terapia Intensiva nella Terra dei Motori, che si svolge nella prestigiosa sede dell’Accademia Militare di Modena venerdì 14 e sabato 15 settembre. Il Congresso, organizzato dalle Terapie Intensive della Provincia di Modena e di Reggio Emilia, ha come responsabili scientifici la dottoressa Elisabetta Bertellini - Direttore dell’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Civile e dell’Anestesia e Rianimazione 2 del Policlinico di Modena – e il prof. Massimo Girardis, Direttore dell’Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico. Quest’anno, l’iniziativa terrà a battesimo il 1 Congresso Regionale della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e vedrà la partecipazione di esperti da tutta la Regione. Si comincia venerdì 14 settembre in Accademia alle 13,45.
Questa quarta edizione del Congresso “Terra dei Motori” nasce dalla volontà dei Presidenti delle precedenti edizioni prof. Massimo Girardis e dr.ssa Elisabetta Bertellini di consolidare il momento formativo e di reciproco confronto che si era creato durante le precedenti edizioni. A loro si sono uniti, come comitato scientifico di questa edizione il dottor Elis Sacchi e il dottor Alessandro Pignatti dell'Azienda AUSL di Modena, il dottor Giorgio Danelli,il dottor Giovanni Pagliarini e il dottor Paolo Stefanini, dell’Azienda USL di Reggio Emilia, il dottor Maurizio Fusari di Ravenna - AUSL Romagna ed il Colonnello Giuseppe Masia, responsabile Sanità dell'Accademia Militare di Modena.
Venerdì 14 settembre si parlerà di sepsi, una patologia la cui incidenza è in costante aumento, con circa 300 casi ogni 100.000 abitanti per anno. La sepsi è una malattia causata nella maggior parte dei casi batterica per la quale il tempo di intervento è decisivo. “Nei reparti ad alta intensità, dove i pazienti sono quindi più fragili e immunodepressi – spiega il prof. Massimo Girardis di Unimore - questo problema colpisce oltre 37 % dei pazienti, con mortalità che vanno dal 20% fino al 60% circa per le condizioni di shock settico, attribuendo a questa sindrome il primo posto tra le cause di mortalità in terapia intensiva. Stiamo parlando, dunque di un tema centrale, che necessita di grande attenzione e consapevolezza, sia da parte della popolazione che da parte dei professionisti della salute”. La giornata congressuale dedicata a questo tema si svolgerà proprio il giorno successivo alla ricorrenza annuale del World Sepsis Day (13 settembre), giornata mondiale il cui principale obiettivo è quello di aumentare la conoscenza e l’attenzione su questo problema sanitario di così vasta scala, ad oggi ancora ampiamente sottostimato e poco conosciuto. “Il congresso affronterà i diversi approcci terapeutici per particolari scenari di sindromi settiche quali il paziente con sepsi addominale da sottoporre a chirurgia, paziente critico con polmonite, sepsi da fascite necrotizzante, pazienti con polmonite conseguente alla ventilazione meccanica, sepsi nella paziente ostetrica e gestione del paziente con meningite” – ha concluso Girardis. Per quanto riguarda lo shock sepsico–la forma più grave e mortale della malattia- il Policlinico di Modena e l’Ospedale di Baggiovara hanno una performance tra le migliori a livello nazionale, con 60-65% di sopravvivenza rispetto al 40-45% di media nazionale (+15-20%), grazie a un progetto che risale al 2005. Oltre al trattamento del paziente con infezione grave, nei due Ospedali esistono programmi specifici per prevenire le infezioni correlate all’assistenza che hanno portato, negli ultimi anni, ad un’importante riduzione della diffusione di microorganismi resistenti agli antibiotici.

 
Elisabetta Bertellini
Elisabetta Bertellini

Sabato 15 settembre si parlerà di Maxi Emergenza, Fine vita e terapia del dolore.Le Maxi-Emergenze saranno tema centrale della mattinata (9.00-11,30). Si tratta di un argomento particolarmente importante sul quale, però, nel nostro Paese gran parte delle figure sanitarie fatta eccezione per i sanitari di estrazione militare, non riceve una formazione specialistica.I contesti di maxi-emergenza – commenta la dottoressa Elisabetta Bertellini - sono un ambito estremamente differente dalla pratica clinica di tutti i giorni per la quale tutti i professionisti della sanità sono formati: in questi contesti tutte le risorse disponibili, ma non sempre sufficienti, devono essere messe in campo per poter gestire, contemporaneamente, più pazienti. Una attenta pianificazione, formazione ed aggiornamento del personale sanitario è fondamentale per la buona riuscita dei soccorsi sanitari in ambito di maxi-emergenze”. Tra le esperienze recenti, che verranno analizzate ci sarà quella del Modena Park del 2017 (dottor Stefano Toscani, Direttore Dipartimento Interaziendale di Emergenza-Urgenza Azienda USL di Modena), e quella dell’incidente stradale al raccordo A1-A14 di Bologna del 7 agosto scorso, con il dottor Giovanni Gordini, Responsabile del Dipartimento di Emergenza e Urgenza dell’AUSL di Bologna.
Dalle 11,30 alle 12,15 si parlerà di Disposizioni Anticipate di Trattamento . La sessione, moderata dal prof. Enrico Silingardi, Direttore della Medicina Legale del Policlinico e dal dottor Sabino Pelosi, della Medicina Legale dell’AUSL di Modena. “L’entrata in vigore nel gennaio 2018 della normativa sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento – spiega il prof. Enrico Silingardi di Unimore - dà la possibilità ai cittadini di esprimere la propria volontà dando anticipatamente il consenso o il rifiuto a specifici trattamenti da intraprendere in caso di necessità ed in condizioni di incoscienza. La nuova normativa rivoluziona l’approccio sanitario alla gestione dei percorsi di fine vita e di proporzionalità di cure. I professionisti della sanità dovranno pertanto essere preparati a saper tradurre questi cambiamenti legislativi nella pratica clinica quotidiana”.
Il tema conclusivo della seconda giornata congressuale sarà quello della gestione del dolore (14,30-16,30). Nonostante vi siano evidenze che sostengono come una adeguata analgesia possa migliorare la qualità del trattamento, i tempi di recupero e di degenza dei pazienti, spesso questo aspetto viene trascurato o messo in secondo piano. Si tratta dunque di una tematica sempre attuale e di fondamentale importanza, focalizzandosi con particolare attenzione sulla gestione analgesica in differenti contesti specifici: si parlerà della gestione del dolore in ambiente ostile, nel contesto peri-procedurale e peri-operatorio.