1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
Emergenza COVID19
 
Versione stampabile della pagina
Contenuto della pagina

Quando una persona inizia ad avere un problema di salute o si ammala ha bisogno di una “strada da seguire” che sia chiara, condivisa e la più rapida possibile

Grazie al PDTA il paziente riceve i trattamenti più efficaci, più sicuri, nei tempi e nei luoghi adatti per curare nel miglior modo possibile la sua malattia, con un’attenzione particolare non solo agli aspetti clinici ma anche a quelli relazionali e comunicativi.

 
 
  • Le neoplasie ginecologiche

    Tumori dell’endometrio (corpo dell'utero)
    Rappresentano patologia tumorale ginecologica più frequente nei paesi occidentali. Per quanto riguarda le fasce di età, il tumore del corpo dell’utero rappresenta il 3%, il 7% (terza neoplasia per frequenza) e il 45% di tutti i tumori femminili rispettivamente nelle fasce di età 0-49 anni, 50-69 e 70+. Costituisce il 5% delle neoplasie femminili e in Italia si colloca al 5° posto dei tumori più frequenti.

    Tumori della cervice uterina
    Il carcinoma della cervice uterina è al secondo posto nel mondo, dopo la mammella, tra i tumori che colpiscono le donne. Il fattore eziologico di questa neoplasia è costituito da un pool di ceppi ad alto rischio del Papilloma virus umano a trasmissione sessuale. Il tumore della cervice è più frequente nella fascia giovanile (4% dei casi, quinta neoplasia più frequente), mentre dopo i 50 anni rappresenta complessivamente l’1% dei tumori. Il trend di incidenza del tumore della cervice è in significativo calo (- 2.2% per anno). La sopravvivenza a 5 anni per i tumori del collo dell’utero in Italia è pari al 67,5%, statisticamente superiore alla media europea (62,4%), ed in linea con i paesi del Nord Europa (67,1%).

    I sintomi

    Tumore dell’ endometrio
    Il tumore dell’ endometrio origina dal corpo dell’ utero .L’ esordio clinico del carcinoma endometriale è rappresentato, nella grande maggioranza dei casi, da un sanguinamento vaginale anomalo, sia esso una perdita ematica vaginale in menopausa sia un sanguinamento inatteso rispetto al flusso mestruale in età fertile. Nelle fasi più avanzate della malattia si possono manifestare edema degli arti inferiori, al pube e alla vagina, dolori addominali, pelvici, lombosacrali e glutei, sindromi subocclusive, dolori ossei e dispnea.
    Assai raramente, infatti, la neoplasia decorre in maniera asintomatica e la diagnosi viene posta in maniera accidentale.
    Obesità, ipertensione arteriosa, un regime alimentare ricco di grassi animali, epatopatie croniche sono elementi comuni nell’ anamnesi patologica delle pazienti affette da carcinoma dell’ endometrio essendo responsabili di un’ aumentata produzione di estrogeni. Per contro attività fisica, diete ricche di fibre sembrano essere fattori protettivi.

    Tumore della cervice

    Il tumore della cervice origina dal collo dell’ utero. L’ infezione da papillomavirus umano (HPV) ha un ruolo determinante nello sviluppo della neoplasia cervicale; in circa il 99.7% dei carcinomi della cervice si ritrova il DNA del virus. Questo virus si trasmette da persona a persona per via sessuale o per contatto intimo pelle contro pelle. Il numero di contagiati è altissimo: si stima, infatti, che 8 donne su 10 attive sessualmente, abbiano contratto il virus nel corso della loro vita e che, di conseguenza, anche gli uomini siano portatori del virus in modo inconsapevole. Per questo motivo, avere più partner (o un partner sessualmente promiscuo) o rapporti sessuali in età precoce, rende più probabili le infezioni da HPV. ed è ritenuta la condizione necessaria ma non sufficiente per lo sviluppo della neoplasia invasiva. La contemporanea esistenza di concause (terapia con estro-progestinici, immunodepressione, altre infezioni sessualmente trasmesse) creano le condizioni per cui si instauri una infezione persistente da HPV che è la condizione più rischiosa per lo sviluppo del carcinoma della cervice uterina.
    Le precancerosi cervicali solitamente non causano sintomi e generalmente sono identificate con i test di screening, rivolti alle donne sane in assenza di sintomatologia. I sintomi solitamente non compaiono fino a quando non si forma un tumore; le cellule anormali della cervice in questo caso diventano cancerose ed invasive, crescono volumetricamente all’interno della cervice o invadono i tessuti circostanti. Quando ciò avviene, il sintomo più diffuso è il sanguinamento. I sanguinamenti possono presentarsi tra i cicli mestruali o dopo rapporti sessuali, lavande vaginali o visite ginecologiche. L’aumento delle secrezioni vaginali anomale può essere un altro segno del tumore alla cervice. Altri sintomi comprendono: dolore nella zona pelvica o a livello lombare, sangue nelle urine ed edema degli arti inferiori. In presenza di uno o più sintomi, la paziente deve contattare immediatamente il medico.
    I sintomi
    Le indagini strumentali hanno un ruolo essenziale nella valutazione pretrattamento.
    Tumori dell’ endometrio
    Il primo esame da eseguire è l’ ecografia trans-vaginale. Tale esame permette di valutare lo spessore endometriale e l’ eventuale presenza di ispessimenti focali. La diagnosi di carcinoma endometriale si basa essenzialmente sulla valutazione del tessuto endometriale ottenuto tramite esami bioptici mirati +/- associati ad isteroscopia.
    La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) pelvica è in grado di studiare in maniera completa il carcinoma dell’ endometrio, consentendo di valutare il grado di infiltrazione miometrialel’ infiltrazione dello stroma della cervice e delle pareti della vagina. Permette inoltre di valutare l’ infiltrazione dei tessuti circostanti e la presenza di linfoadenomegalie regionali.
    La tomografia assiale computerizzata (TC) toraco-addominale con mezzo di contrasto, in casi selezionati, risulta utile nella valutazione delle eventuali sedi di malattia extrauterina.
    La Tomografia ad emissione di Positroni (PET) con F-18 fluorodeossiglucosio (FDG) è una metodica di II livello impiegata in caso di dubbio coinvolgimento linfonodale alla RM e TC.

    Tumore della cervice

    Il sospetto diagnostico di neoplasia cervicale nei casi iniziali si pone sulla base di un referto dubbio o positivo al Pap-test, che rappresenta l’ esame di I livello. La colposcopia fa seguito ad una citologia anormale :come esame di II livello consente di eseguire una biopsia mirata ed un esame istologico accurato nella maggior parte dei casi. In alcuni casi può essere necessaria una conizzazione se la biopsia risulta inadeguata per definire l’ invasività o per caratterizzare il carcinoma microinvasivo.
    Alla conferma istologica di neoplasia cervicale, in caso di malattia clinicamente visibile, si avvia un complesso processo di indagini cliniche e strumentali che deve assicurare, all’ interno del processo diagnostico, una corretta valutazione dell’ estensione della malattia:
    -RMN pelvica.: Questo esame assicura elevati livelli di sensibilità e accuratezza diagnostica e consente di valutare il volume tumorale, l’ estensione vaginale, l’ invasione di strutture e organi adiacenti, la presenza di adenopatie loco-regionali e un’ eventuale idronefrosi.
    -FDG-PET: è indicata come metodica complementare alla valutazione RMN nel completamento stadiativo per valutare eventuali adenopatie loco-regionali e/o a distanza e sedi extranodali di malattia.
    In casi selezionati può essere richiesta un’ integrazione diagnostico-stadiativa con la TC torace-addome con mezzo di contrasto, un’ ecografia transrettale e/o una cistoscopia.

  • L'accesso al percorso

    Come accedere
    Possono accedere al percorso diagnostico terapeutico oncologico per i tumori dell’Utero e della Cervice le pazienti che presentano una diagnosi istologica accertata di neoplasie dell’Utero e della Cervice. Non essendo un centro di screening la paziente non può accedervi direttamente dal medico di base, senza una precedente validazione clinica fornita da uno specialista.
    Il sospetto diagnostico viene formulato da uno specialista, generalmente un Ginecologo, durante la visita che viene effettuata a livello ambulatoriale; questa può essere eseguita in ambulatorio divisionale, su specifica richiesta del medico di base, come urgenza nell’ambulatorio di Pronto Soccorso della clinica Ginecologica, oppure nell’ambulatorio di colposcopia e negli ambulatori dei singoli medici a livello libero-professionale. Nei casi in cui sia stata accertata una diagnosi di neoplasia la paziente viene avviata ad un percorso diagnostico-terapeutico all’ interno del PDTA che la porterà ad eseguire indagini radiologiche mirate [Tomografia Assiale Computerizzata (TC) e/o Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) e/o PET-TC] e a definire un percorso terapeutico che può variare a seconda del tipo di malattia.
    -Accesso presso Pronto Soccorso specialistico :
    -Pronto Soccorso Dipartimentale del Dipartimento Integrato di Oncologia ed Ematologia(indirizzato soprattutto alle pazienti in trattamento attivo presso il Servizio di Radioterapia e/o presso la Struttura Complessa di Oncologia) situato presso il Centro Oncologico Modenese, II piano, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 18:00 ed il sabato mattina dalle 8:00 alle 12:00. L’ambulatorio di Pronto Soccorso al di fuori dei suddetti orari è chiuso, così come nei giorni di festività.
    - Accettazione Ginecologica sempre aperta h24


    La valutazione e la presa in carico
    1. Il gruppo multidisciplinare dei professionisti del Percorso diagnostico-terapeutico delle neoplasie ginecologiche (endometrio e cervice) è costituito da:ginecologi, oncologi, radioterapisti,anestesisti, radiologi, medici nucleari, anatomo-patologi, infermieri case manager e data manager.
    2. Gli Specialisti si riuniscono settimanalmente per valutare collegialmente le singole pazienti e condividere, dopo adeguata discussione, le strategie diagnostiche e terapeutiche.
    3. Le donne da questo momento saranno accompagnate per tutta la durata dei trattamenti e dei successivi controlli.


    I diversi trattamenti terapeutici

    1. I trattamenti offerti alle pazienti comprendono: chirurgia, terapie non chirurgiche mediche e/o radianti neoadiuvanti, adiuvanti o radicali , supporto psicologico e nutrizionale.
    2. Il percorso chirurgico contempla interventi con finalità di radicalità oncologica a livello degli organi pelvici genitali femminili +/- linfoadenectomia locoregionale utilizzando le più moderne tecniche chirurgiche
    3. I trattamenti medici non chirurgici, utilizzati con finalità di radicalità oncologica o complementari all’ intervento chirurgico, comprendono una terapia farmacologica con chemioterapia, terapie a bersaglio molecolare, terapia ormonale e/o radioterapia (radioterapia conformazionale 3D, radioterapia ad intesità modulata, brachiterapia vaginale e utero-vaginale).


    I servizi a supporto
    1. La paziente che accede al percorso può usufruire di un supporto psicologico attraverso l’assistenza diretta di uno psicologo che a richiesta la affiancherà per tutto il periodo delle cure.
    2. Alla luce delle conoscenze scientifiche che sottolineano l’importanza per il buon esito delle cure, di un sano stile di vita, è stato istituito un programma di supporto nutrizionale che guida le pazienti e le supporta individuando programmi alimentari personalizzati.

  • I Controlli

    Una strada che continua  
    I controlli delle pazienti sono definiti dalle varie componenti professionali in base al tipo di neoplasia e di trattamento riservato. Dopo la presa in carico da parte del Chirurgo ed il raggiungimento di una diagnosi definitiva, la paziente viene affidata all’Oncologo e/o al Radioterapista in occasione di una visita congiunta durante la quale viene trasmessa la diagnosi e proposto il trattamento più adeguato. chirurgico o non chirurgico che viene stabilito in base a quanto previsto da linee guida nazionali o internazionali. Al termine dei trattamenti le pazienti seguiranno un “follow-up” pluriennale con controlli successivi a scadenze definite dai vari professionisti che operano all'interno del PDTA.

  • Il Volontariato

    Un aiuto importante
    Un ruolo importante per il supporto al paziente viene fornito dalle organizzazioni del Volontariato, tra cui la LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori), Sezione Provinciale di Modena Onlus puo provvedere come hub informativa.
    Una lista delle organizzazioni del volontariato che operano nell'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena si trova su http://www.aou.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1652.
    Punti Unici del Volontariato sono collocati al Policlinico di Modena ingresso 2, piano terra e al Ospedale Civile di Baggiovara hall centrale, piano terra (Per ulteriori informazioni: Mirella Cantaroni, tel. 059 4224629; cantaroni.mirella@policlinico.mo.it)

  • Documenti


  • Approfondimenti