
Grazie al PDTA il paziente riceve i trattamenti più efficaci, più sicuri, nei tempi e nei luoghi adatti per curare nel miglior modo possibile la sua malattia, con un’attenzione particolare non solo agli aspetti clinici ma anche a quelli relazionali e comunicativi.
Il mesotelioma pleurico è un tumore maligno che colpisce le
pleure.
Le pleure sono due sottili foglietti di rivestimento
presenti all’interno della cavità toracica. Il foglietto più interno (detta pleura
viscerale) riveste la superficie del polmone, il foglietto più esterno (detta pleura
parietale) riveste la parte interna della parete toracica. I due foglietti
pleurici, scivolando l’uno sull’altro, consentono lo scorrimento del polmone
all’interno della gabbia toracica, durante i movimenti respiratori. Le pleure
producono una minima quantità di liquido, che ha la funzione di favorire lo
scorrimento dei due foglietti. In condizioni normali questo liquido viene
riassorbito dalle pleure stesse. Lo spazio tra le due pleure è detto cavità
pleurica (o cavo pleurico) ed è in realtà uno spazio virtuale, poiché i due
foglietti sono giustapposti, appena separati dal sottile film di liquido
prodotto.
In caso di mesotelioma entrambi i foglietti pleurici sono
interessati dalla malattia, che determina ispessimento della pleura, formazione
di noduli e produzione di liquido in eccesso, che va a formare il cosiddetto versamento
pleurico, ovvero un accumulo di liquido all’interno della cavità pleurica,
oltre le capacità di riassorbimento delle pleure.
Il mesotelioma pleurico è strettamente legato
all’esposizione all’amianto (asbesto), che rappresenta il fattore di rischio
per questo tumore. Sono le fibre di questo minerale, estremamente volatili che,
se inalate, si depositano sui foglietti pleurici e possono provocare il
mesotelioma. Quello delle costruzioni edili è il settore maggiormente
coinvolto, seguito da costruzione/riparazione di materiale rotabile ferroviario
e da industria metalmeccanica e cantieri navali. Rilevanti sono anche gli
zuccherifici/altre industrie alimentari, la produzione di manufatti in
cemento/amianto e la produzione di prodotti chimici/materie plastiche. In
definitiva però anche numerosi altri settori di attività economica sono a
rischio, dato che l’amianto è stata una sostanza con diffusione pressoché
ubiquitaria per le sue caratteristiche coibenti e antincendio. Nel 1992 in
Italia una legge ha vietato la produzione, estrazione, importazione,
esportazione e commercializzazione dell’amianto. Successive norme sono state
introdotte per gestire i materiali già presenti e bonificare quelli
deteriorati, che possono rilasciare fibre del minerale nell’ambiente
circostante.
Lo sviluppo del tumore non è necessariamente dose-dipendente
né tempo-dipendente e anche esposizioni limitate e/o brevi possono provocare la
malattia. L’intervallo di tempo tra l’esposizione e l’insorgere del tumore è
molto lungo e può arrivare a svariate decine di anni. Per questa lunga latenza,
nonostante l’amianto si astato posto fuorilegge dal 1992, ancora si verificano
casi di mesotelioma maligno.
Il mesotelioma pleurico è un tumore raro. Esiste un
registro nazionale (ReNaM) che rileva i casi su tutto il territorio nazionale.
Vi sono poi registri regionali. In Emilia-Romagna è attivo il Registro
Mesoteliomi (ReM RE-R) che rileva tutti i casi di mesotelioma insorti in
soggetti residenti in regione. L’incidenza in Emilia-Romagna è di circa 4 casi
per 100.000 abitanti per gli uomini e 1 caso ogni 100.000 per le donne, con
differenze sensibili tra le provincie, dovute alle differenti attività
industriali. Negli uomini l’incidenza del mesotelioma è maggiore rispetto alle
donne perché più impiegati in attività a rischio.
I Sintomi
La prima manifestazione clinica del mesotelioma è di solito
il versamento pleurico, per cui il primo sintomo è la dispnea (difficoltà a
respirare). Successivamente possono comparire tosse e dolore toracico,
quest’ultimo dovuto all’infiltrazione da parte del tumore della parete
toracica. Infine, si possono avere sintomi generali ed aspecifici, soprattutto
per neoplasie in stato avanzato: stanchezza e facile affaticabilità (astenia),
inappetenza e calo di peso, febbre. Lo sviluppo del mesotelioma è
prevalentemente loco-regionale e le metastasi a distanza sono rare; quindi, non
sono comuni sintomi da interessamento di organi extra-toracici (es: sintomi
neurologici, dolori osteoarticolari).
Gli esami che servono per fare diagnosi
Il primo esame che pone il sospetto di mesotelioma è il
radiogramma del torace, che evidenzia un versamento pleurico, in assenza di
sintomi/segni di infezione e in soggetto con storia di esposizione all’amianto.
La TC è l’esame radiologico più importante per la diagnosi e la stadiazione
(definizione dell’estensione locale, regionale e a distanza) del tumore. La PET
(tomografia ad emissione di positroni) è un esame di medicina nucleare che
permette di valutare le caratteristiche biologiche del tumore, può fornire
informazioni aggiuntive in senso diagnostico ma soprattutto stadiativo. Per la
diagnosi di certezza è necessario eseguire una toracentesi (prelievo di liquido
pleurico mediante puntura del torace), che permetta di ritrovare le cellule
tumorali nel liquido pleurico. Non sempre questo esame però è sufficiente. Nel
caso in cui l’esame del liquido pleurico prelevato dalla toracentesi non
consenta di arrivare alla diagnosi, è necessario procedere alla biopsia della
pleura, mediante videotoracoscopia, un intervento mininvasivo che può essere
eseguito dai pneumologi (toracoscopia medica) o dai chirurghi (toracoscopia
chirurgica).
Tutti questi esami o procedure vengono effettuate
all’interno dell’AOU di Modena.
Come accedere
Possono accedere al percorso diagnostico-terapeutico per il
mesotelioma pleurico tutti i pazienti che presentano una diagnosi sospetta o
accertata di MPM e che accettano di essere seguiti in modo multidisciplinare
nell’ambito del PDTA stesso.
L’accesso al PDTA viene regolamentato nell’ambito del
meeting multidisciplinare. E’in questa occasione che il team di specialisti
decide se il caso presentato corrisponde ai criteri per essere incluso nel
PDTA.
Di solito il sospetto di mesotelioma viene posta dal Medico
di Medicina Generale (MMG), dai Medici di specialistica ambulatoriale
territoriale, da medici specialisti ospedalieri, dai medici di Pronto Soccorso
o dal Medico del lavoro, che quindi possono inviare il paziente a visita
specialistica presso il Chirurgo Toracico, il Pneumologo o l’Oncologo. E’ a
questo punto che lo specialista, verificata l’effettiva veridicità del
sospetto, provvede a presentare il caso al meeting multidisciplinare per l’eventuale
inserimento nel PDTA. Come via alternativa il PDTA dispone di una Segreteria
Amministrativa, cui il MMG o qualsiasi altro medico che abbia posto il sospetto
di mesotelioma può fare riferimento per introdurre direttamente il paziente
alla discussione multidisciplinare per l’eventuale inserimento nel PDTA.
Il PDTA non rappresenta un centro di screening, per cui il
requisito minimo per l’accesso al percorso è una TC del torace che mostri
alterazioni suggestive per mesotelioma.
La sede della segreteria del PDTA è ubicata presso il Centro
Oncologico Modenese (COM), Padiglione Beccaria, al Policlinico di Modena. La
segreteria è contattabile telefonicamente o per email ai seguenti recapiti: tel:
0594225848 – Fax: 0594223171 – e-mail: pdtapolmone@aou.mo.it
Una volta che il paziente è entrato nel PDTA la segreteria
rimane a disposizione del paziente o dei medici esterni al PDTA (MMG o altri
specialisti) per fornire informazioni e chiarimenti o gestire richieste di
contatto o visite supplementari con i medici del PDTA.
La valutazione e la presa in carico
Con il progredire delle conoscenze l’approccio diagnostico e
terapeutico mesotelioma diventa sempre più complesso. L’elevato livello di
specializzazione raggiunto dalle diverse branche sanitarie coinvolte rende
necessaria la formazione di un team di più specialisti, ognuno competente per
la propria materia. L’adozione di un approccio multidisciplinare è fondamentale
per assicurare il miglior percorso diagnostico-stadiativo e terapeutico
possibile.
La valutazione collegiale si svolge durante il “meeting”
multidisciplinare, un incontro settimanale a cui partecipano gli specialisti
del PDTA e che rappresenta il momento di valutazione dei pazienti che accedono
al percorso o che vi sono già inseriti. All’incontro partecipano i referenti
medici di tutte le specialità afferenti al PDTA. E’ presente, inoltre, il
referente infermieristico (case-manager).
Ogni decisione sostanziale relativa a qualsiasi fase del
percorso (diagnosi, stadiazione, terapia, follow-up) viene presa in tale sede.
A questo incontro non è presente il paziente. Il paziente
sarà contattato e poi informato sulle decisioni prese quando si recherà a
visita dalla specialista che lo ha preso in carico. Gli altri specialisti del
PDTA, oltre a colui che ha in carico il paziente, rimangono a disposizione per
vedere il paziente a visita qualora questi lo richiedesse.
Una volta che il paziente sia entrato nel percorso, esso
viene affidato a uno dei medici referenti del PDTA, a seconda di quale terapia
sia stata decisa. Qualora siano necessari ulteriori esami
diagnostico-stadiativi, il medico cui è stato affidato il paziente provvederà a
richiederli lui stesso, utilizzando le vie preferenziali accordate al PDTA
oppure si avvarrà della collaborazione del Day-Service Ambulatoriale
pneumo-oncologico, che rappresenta la via preferenziale utilizzata dagli
specialisti del PDTA per far eseguire al paziente gli esami necessari.
Il medico cui è stato affidato il paziente lo segue durante
tutta la fase del percorso di sua competenza, coadiuvato dal referente
infermieristico (case-manager). In ogni fase del percorso il paziente ha
pertanto sempre due figure come punti di riferimento, un medico e il
case-manager infermieristico, cui rivolgersi per qualsiasi problema o
chiarimento.
I recapiti del case-manager infermieristico sono:
tel.0594225445 – e-mail macca.annamaria@aou.mo.it
I diversi trattamenti terapeutici
Il trattamento del mesotelioma può essere di tipo medico,
cioè con terapie farmacologiche, di tipo radioterapico o di tipo chirurgico, a
seconda dell’estensione della malattia e delle caratteristiche del paziente. In
alcuni casi il trattamento può prevedere l’esecuzione di più modalità
terapeutiche associate e in sequenza.
Il PDTA assicura l’esecuzione di questi trattamenti nei
tempi adeguati e in tutti i casi all’interno dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria di Modena. Il trattamento medico viene erogato presso
la Struttura Complessa di Oncologia al COM del Policlinico, la radioterapia
presso la Struttura Complessa di Radioterapia al Policlinico e gli interventi
chirurgici presso la Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Ospedale
Civile a Baggiovara. Il trattamento chirurgico viene erogato sempre in regime
di degenza ordinaria, quello radioterapico in regime ambulatoriale, mentre la
chemioterapia può essere somministrata in regime ambulatoriale, di Day Hospital
o di ricovero ordinario.
Durante questa fase il paziente viene seguito e guidato dal
Medico che effettua il trattamento e dal referente infermieristico.
I servizi a supporto
Al paziente e ai parenti (autorizzati dal paziente stesso)
viene fornita un'adeguata informazione sulla malattia, sulle procedure
diagnostiche, sulle opzioni terapeutiche e un giudizio ponderato
sull’aspettativa di vita legata alla malattia e sulle possibili implicazioni
sulla qualità di vita.
Supporto psicologico: presso il COM è presente un servizio
di psicologi, i quali sono a disposizione dei pazienti oncologici e quindi
anche dei pazienti affetti da mesotelioma. Essi aiutano il paziente ad
affrontare le problematiche psicologiche ed emotive legate alla malattia. Il
supporto psicologico può essere attivato a richiesta del medico del PDTA
referente del paziente o dietro richiesta del paziente stesso, già all’inizio o
in qualunque momento del percorso.
Supporto fisioterapico: dedicato in particolare ai pazienti
che vengono sottoposti a trattamenti più importanti e possibilmente
debilitanti, quali certe tipologie di intervento chirurgico. Questo trattamento
è variabile a seconda delle caratteristiche del paziente e del tipo di
intervento da eseguire o eseguito. Prevede sempre una presa in carico per
riabilitazione postoperatoria, talvolta anche un periodo di trattamento
preoperatorio. I fisiatri fanno parte del gruppo di specialisti del PDTA e
lavorano con un gruppo di fisioterapisti che si occupano in modo specifico di
riabilitazione toracica.
Una strada che continua
Al termine della terapia il paziente dovrà eseguire
controlli periodici, per valutare l’efficacia del trattamento sul controllo
della malattia. Questa fase, detta follow-up, consiste essenzialmente in una
serie di viste mediche e nell’esecuzione di esami a distanza dalla fine del
trattamento, all’inizio più ravvicinate (mesi), poi progressivamente più
distanziate nel tempo. Ulteriori esami potranno essere richiesti a seconda
delle indicazioni cliniche.
Anche durante questa fase il paziente rimane in carico al
PDTA, affidato sempre a un Medico referente, il quale, insieme al referente
infermieristico, si occupa di programmare le TC o gli altri esami di controllo
e di programmare ed eseguire le visite successive. La Segreteria amministrativa
rimane sempre a disposizione per indirizzare chiarimenti o richieste ai
sanitari referenti PDTA di competenza.
Un aiuto importante
Presso l’AOU di Modena operano diverse associazioni di
volontariato che si occupano dei pazienti oncologici e quindi anche dei malati
di mesotelioma. I volontari in ospedale offrono compagnia e sostegno
psicologico al paziente, oltre ad aiutarlo in alcune delle comuni attività
quotidiane che possono essere rese difficoltose dalla condizione di sofferenza
o allettamento prolungato, come alimentarsi o camminare. Alcune associazioni forniscono
assistenza domiciliare oncologica gratuita, con l’ausilio di medici, infermieri
e psicologi. La maggior parte di queste associazioni sono attive presso il COM.
La lista delle organizzazioni del volontariato che operano presso
l’AOU di Modena si trova alla pagina http://www.aou.mo.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1652,
del sito internet dell’AOU Modena. Qui si possono trovare anche tutte le
informazioni riguardo a attività specifiche, recapiti e modalità di contatto.
Punti Unici del Volontariato, ad accesso diretto e senza
prenotazione, sono collocati al Policlinico di Modena (ingresso 2, piano terra)
e all’Ospedale Civile di Baggiovara (atrio centrale, piano 1).
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